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Kirino Natsuo - L' isola dei naufraghi |
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Titolo | L' isola dei naufraghi |
| Autore | Kirino Natsuo | Prezzo Sconto 20%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 17,00 Risparmio € 3,40)
|  | | Dati | 2010, 330 p., brossura | | Traduttore | Coci G. |
| Editore | Giano
(collana Blugiano) |
| | Disponibile anche usato a € 8,50 su Libraccio.it | | | Disponibile anche in eBook a € 9,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Kiyoko e il marito Takashi finiscono su un'isola disabitata al largo di Taiwan e delle Filippine in seguito a un naufragio. Dopo sei mesi di desolata sopravvivenza vengono raggiunti da ventitré giovani maschi giapponesi, anch'essi naufraghi, e poi da undici cinesi, abbandonati lungo la tratta dei clandestini verso il Giappone. L'isola in cui vivono, che hanno scelto di chiamare l'Isola di Tokyo, è un paradiso tropicale, ricco di cibo e vegetazione. Cinesi e giapponesi hanno occupato parti diverse dell'isola, e affrontano in modi differenti la propria condizione. Gli hongkong si sono subito ambientati. Apparentemente rozzi e selvaggi, girano nudi come animali selvatici, fanno i loro bisogni ovunque e gettano i rifiuti dappertutto, ma al tempo stesso essiccano il cibo, allevano ogni tipo di animale, producono sale di ottima qualità e sono capaci di cucinare pietanze dal profumo squisito. I giapponesi invece patiscono la noia e, nel tentativo di combatterla, cedono a ogni genere di mania: adorano tatuarsi le braccia o indossare le mutande alla rovescia. È in questa società che regna Kiyoko, l'unica Regina, l'unica donna da tutti desiderata. Una lotteria ogni due anni decide chi diventerà "il marito", regalando il titolo più conteso. Un romanzo che combina suspense ed erotismo alle atmosfere della serie Lost, creando un mondo in cui le ossessioni, i personaggi folli e crudeli, vengono illuminati dalla profondità psicologia e letteraria di una maestra del racconto conteporaneo.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788862510806
L' isola dei naufraghi
Kiyoko e il marito Takashi finiscono su un'isola disabitata al largo di Taiwan e delle Filippine in seguito a un naufragio. Dopo sei mesi di desolata sopravvivenza vengono raggiunti da ventitré giovani maschi giapponesi, anch'essi naufraghi, e poi da undici cinesi, abbandonati lungo la tratta dei clandestini verso il Giappone. L'isola in cui vivono, che hanno scelto di chiamare l'Isola di Tokyo, è un paradiso tropicale, ricco di cibo e vegetazione. Cinesi e giapponesi hanno occupato parti diverse dell'isola, e affrontano in modi differenti la propria condizione. Gli hongkong si sono subito ambientati. Apparentemente rozzi e selvaggi, girano nudi come animali selvatici, fanno i loro bisogni ovunque e gettano i rifiuti dappertutto, ma al tempo stesso essiccano il cibo, allevano ogni tipo di animale, producono sale di ottima qualità e sono capaci di cucinare pietanze dal profumo squisito. I giapponesi invece patiscono la noia e, nel tentativo di combatterla, cedono a ogni genere di mania: adorano tatuarsi le braccia o indossare le mutande alla rovescia. È in questa società che regna Kiyoko, l'unica Regina, l'unica donna da tutti desiderata. Una lotteria ogni due anni decide chi diventerà "il marito", regalando il titolo più conteso. Un romanzo che combina suspense ed erotismo alle atmosfere della serie Lost, creando un mondo in cui le ossessioni, i personaggi folli e crudeli, vengono illuminati dalla profondità psicologia e letteraria di una maestra del racconto conteporaneo.
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6 recensioni presenti. Media Voto: 1.66 / 5alessia (04-11-2011) Dopo aver letto "Morbide guance" e "Le quattro casalinghe di Tokio" non posso che essere rimasta delusa da questo ultimo romanzo della Kirino (diventata quasi da subito una delle mie scrittrici preferite... la storia, che ripercorre la fortunata serie TV "Lost", è stata a tratti un pò noiosa e contrariamente a quanto mi è capitato con gli altri suoi romanzi ho spesso faticato ad andare avanti... mi è mancato totalmente il trasporto datomi dalla sua grande abilità nel descrivere così minuziosamente l'animo, i sentimenti, le paure e le angosce dei suoi personaggi, tanto reali e tangibili da diventare i miei... delusione.... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
orwell (15-07-2011) ulla scia di Lost, è la storia di naufraghi che arrivano ad ondate su un'isola in mezzo all'oceano e provano a convivere
nulla di che ..... ha un buon inizio ma poi scade nella banalità e noia.
da evitare Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Kaonashi (29-04-2011) Un libro lento, inconcludente, con una vicenda esile come un capello peraltro trattata da un punto di vista discutibile e non condivisibile. Della Natsuo Kirino che ci ha regalato autentici capolavori come "Le Quattro Casalinghe Di Tokyo", "Morbide Guance" e "Real World", in queste pagine, non c'è che un pallido riflesso, un miraggio che sa terribilmente di brutta imitazione. Peccato, invece, che sia l'originale, e che la bocciatura sia, a questo punto, decisamente inevitabile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
veronica (23-12-2010) Non è un romanzo dallo spessore psicologico di "Le Quatro Casalinghe di Tokyo", ma se questo è il livello più basso della scritttura della Kirino, non possiamo che compiacercene. E' un romanzo scorrevolissimo ed avvincente, che comunque offre spunti intelligenti per riflettere sui lati più oscuri dell'animo umano. Brava Kirino. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
MP (08-11-2010) Dopo una prova sublime con "Le quattro casalinghe di Tokyo", Kirino Natsuo sforna una brutta copia della serie tv "Lost". Sarebbe potuto essere un libro carico d'erotismo e mistero come "Crudele Zelanda" di Jacques Serguine il quale ti catapulta in un vero e proprio viaggio d'iniziazione alla vita e non. Qui solo scenari di sesso scontato, sodomita o orgiastico, un pot pourri che ti lascia - nonostante l'argomento- totalmente indifferente, se non infastidito per la sua pochezza. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gabril (19-10-2010) Nonostante l'argomento, lo scenario, l'insieme intrigante e provocatorio (come si sa: 35 naufraghi e soltanto una donna) siamo piuttosto lontani da un respiro ampio, da un racconto coeso. Tessuto frammisto - invece - tramatura slabbrata e troppi, troppi buchi tra un filo narrativo e l'altro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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