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Titolo | Exit |
| Autore | Steinhauer Olen | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)
|  | | Dati | 2011, 463 p., brossura | | Traduttore | Cervini E. |
| Editore | Giano
(collana Nerogiano) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| «La ragazzina ha quindici anni. Si chiama Adriana Stanescu... Uccidila e sbarazzati del corpo». A ricevere l'agghiacciante incarico, in un hotel di Berlino, è un uomo segnato dal passato, angosciato dal presente e alla ricerca di una via d'uscita per il futuro. La vita di Milo Weaver, infatti, è un'intricata ragnatela in cui quasi tutto è segreto. Americano con un'infanzia trascorsa per buona parte in Russia, Weaver è un "turista", che nel gergo della segretissima sezione della CIA per la quale lavora indica un agente privo "di un'identità fissa, di una casa, di principi morali", inviato da un luogo all'altro della terra per gli scopi più inconfessabili e le Black Ops, le operazioni coperte in cui è in gioco davvero il potere. Il rapporto di Weaver con l'Agenzia è stato messo a repentaglio un anno prima da una missione in Sudan che lo ha visto coinvolto nell'omicidio di un carismatico mullah e nella morte del suo diretto superiore e mentore, il responsabile della "sezione turismo". Ma a distanza di un anno la sezione lo richiama in servizio con il laconico messaggio. Perché uccidere una ragazzina la cui unica colpa sembra quella di essere figlia di immigrati moldavi alla ricerca di stabilità economica e integrazione sociale nella ricca Germania? Il nuovo capo della sezione turismo vuole forse in questo modo valutare la freddezza e la dedizione al lavoro del suo controverso agente? O nel passato di Adriana si nasconde qualcosa di indicibile, che ha segnato per sempre il suo destino?
Hit_Man (19-02-2012) Premetto che prima del presente, bisognerebbe leggere l'opera precedente (Il turista), poiché pur non inficiando pesantemente la lettura, i rimandi alla succitata sono costanti.
Ciò detto, quest'opera di Steinhauer, spy-story mediamente valida ed accattivante, con situazioni talvolta anche coinvolgenti e svolgimento di alcune evenienze che fanno rimanere incollati alla pagina, lascia alla fine un senso di pochezza, come se il sunto della situazione fosse senza spessore, come se quanto si è letto fosse stato già da lungi esperito e metabolizzato.
Dejà-vu mi pare possa definirsi.
L'autore si sforza di dare un afflato di vita all'impasto, ma in passato di Fiat Lux ce n'è già stato uno, con l'immoto che divenne vita, e i miracoli, questi miracoli, è dura si ripetano!
Quindi sbiadiscono la situazione pericolosa, il momento topico, la scarica adrenalinica, tutto si tramuta in un vivace gorgo spumoso e viene inghiottito nello scarico del già visto.
L'autore, pur non tornando al grigiore de "Il ponte dei sospiri", non esalta troppo, non passa che per un battito di ciglia il minimo sindacale di emozioni: ribadendone la poca freschezza e la carenza di "nuovo", non posso che sancirne la mediocrità.
John Le Carrè, ma anche Grisham, sono lontani... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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