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Gandolfi Silvana - La bambina in fondo al mare |
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Titolo | La bambina in fondo al mare |
| Autore | Gandolfi Silvana | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,22
(Prezzo di copertina € 8,50 Risparmio € 1,28)
|  | | Dati | 2009, 196 p., ill., brossura |
| Editore | Salani
(collana Gl'istrici) |
| Età di lettura | da 10 anni |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Come salvarsi quando non si ha una mamma, ma una madre severa e glaciale, che ti imprigiona le mani per non farti succhiare le dita di notte? Per Gilda una soluzione è rifugiarsi nei libri. Sulle ali della fantasia può fuggire nella giungla nera e vivere avventure mozzafiato dove lei non è più un piccolo topolino spaventato, ma una spavalda e coraggiosa esploratrice. I libri, però, non sempre bastano e Gilda è costretta a scappare di casa. È così che una notte incontra Siri, una strana bambina che abita in fondo al mare e odora di alghe. Che si tratti di una delle sue solite fantasie a occhi aperti? Età di lettura: da 10 anni.
| La recensione de L'Indice |
 I libri di Gandolfi sono sempre portavoce perfetti dello spirito degli "Istrici" Salani: raccontano storie che sembrano uguali a quelle che capitano a tutti e poi d'improvviso si riempiono di angeli, pietre magiche e animali con strani poteri, trasformandosi in un attimo in storie di mondi almeno un pochino diversi da questo. La bambina in fondo al mare ha un brevissimo prologo che ci informa che la protagonista della storia era bambina negli anni cinquanta e ora è nonna, e che racconterà quello che le è successo allora. E infatti racconta di una scuola in cui l'insegnante è suor Teresa, di una famiglia in cui i genitori sono rigidi e distanti, di pasti in cui i bambini devono soltanto tacere e comportarsi educatamente, di classi sociali nettamente separate tra loro, di collegi e donne di servizio che parlano il dialetto. Tutto molto "vero", molto possibile, molto realistico. E poi tutto a un tratto non siamo più negli anni cinquanta, ma dentro una fiaba, di quelle crudeli e spietate, di quelle con la matrigna che pretende il cuore della figliastra. La madre di Gilda, infatti, non è semplicemente rigida e distante: è senza cuore. Letteralmente. L'ha perso in mare da piccola, e da allora il suo cuore vive in forma di bambina tonda e solitaria, creatura marina in cerca di pace, e lei vive a metà, magra, bellissima e priva di sentimenti. La figlia è distratta perché si immagina in mondi salgariani? Lei la costringe a lavare i piatti tutti i giorni. Si mangia le unghie? La fa dormire con dei guantoni legati sulla nuca. Scappa di casa e ci torna a notte fonda, terrorizzata e congelata? La spedisce a letto senza neanche toccarla e per punirla impone alle sue compagne di non rivolgerle più la parola. Fruga nei suoi cassetti? Dichiara di non volerla vedere mai più perché ha violato la sua intimità e la destina al collegio. Per arginare questo crescendo di crudeltà, sarà necessario riportare la donna senza cuore dove l'ha perso, in modo che possa recuperarlo almeno in parte, anche se questo comporterà un naufragio, una prigionia, molta pioggia e febbri alte. Ritornano in questo libro temi carissimi a Gandolfi: la metamorfosi (l'angelo-statua di Qui vicino, mio Ariel, l'adulto-bambino di Pasta di drago, la donna-tartaruga di Aldabra), la metafora che si fa corpo (qui "essere senza cuore", in L'isola del tempo perso "perdere tempo", in Occhio al gatto "vedere attraverso i tuoi occhi"), il gusto per i viaggi (qui rappresentato dallo zio Leo, il salvatore; altrove da ogni sorta di personaggi adulti e bambini); questi elementi, però, sono miscelati con un nuovo gusto per la perfidia degno di Dahl e dei Fratelli Grimm, una nota di sadismo che lo trasforma in una fiaba d'altri tempi. Sara Marconi |
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