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Schneider Helga - La baracca dei tristi piaceri |
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Titolo | La baracca dei tristi piaceri |
| Autore | Schneider Helga | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 205 p., brossura |
| Editore | Salani
(collana Romanzo) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Stava lì, l'aguzzina delle SS, capelli biondi e curati, il rossetto sulla bocca dura, l'uniforme impeccabile... Stava lì e pronunciò con sordida cattiveria: "Ho letto sulla tua scheda che eri la puttana di un ebreo. È meglio che ti rassegni: d'ora in poi farai la puttana per cani e porci". Così racconta l'anziana Frau Kiesel all'ambiziosa scrittrice Sveva, dando voce a un dramma lungamente taciuto: quello delle prigioniere dei lager nazisti selezionate per i bordelli costruiti all'interno stesso dei campi di concentramento, con l'ipocrita e falsa giustificazione di voler limitare l'omosessualità tra i deportati. Donne i cui corpi venivano esposti ai sadici abusi delle SS e dei prigionieri maschi - spesso veri e propri relitti umani che malgrado tutto preferivano rinunciare a un pezzo di pane per scambiarlo con pochi minuti di sesso. Donne che alla fine della guerra, schiacciate dall'umiliazione e dalla solitudine, invece di denunciare quella tragedia fecero di tutto per nasconderla e seppellirla dentro di sé. In questo capitolo della memoria storica personale e collettiva, Helga Schneider continua, con lucidità e compassione, ma anche con implacabile giudizio, a dare testimonianza di ciò che è accaduto perché non si ripeta mai più.
16 recensioni presenti. Media Voto: 3.62 / 5monica (03-01-2012) Anche queste deportate considerate abili per questo lavoro sia per costrizione o per volonta' hanno sofferto le stesse pene di tutti gli altri deportati. Vivevano anche esse a contatto ogni giorno con la morte sistematica e programmata del campo di sterminio. Costrette alla prostituzione chiamata lavoro, venivano derubate della loro femminilita' e usate come pezzi di ricambio dei macchinari industriali usati per l'industria d'annientamento di esseri umani. Anche queste prigioniere, come tutti gli altri possomo testimoniare l'entita' del crimine commesso dal nazismo e da tutti coloro che col silenzio si fecero partecipi. Per la memoria. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesco (13-09-2011) Un gran bel libro, scritto con l'anima, ricco di emozioni come solo la grande Helga riesce a trasmettere.
Libro consigliato a chi è dotato di intelligenza e sensibilità, per assaporare la profondità di un tema così delicato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuli (08-09-2011) Ottimo libro!Consigliatissimo!
ho letto praticamente tutti i libri della Schneider,e ne sono sempre rimasta affascinata per il suo modo di descrivere e raccontare la sua storia e quella degli altri in modo così vivo,in quanto a come il libro è stato scritto sembra davvero di rivivere la storia della povera Frau Kiesel.
G. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
chiara (10-03-2011) La narrazione, per come è scritta e non per l'argomento che tratta, lascia un po' a desiderare. Le do' comunque un voto alto perchè conoscere certe vicissitudini della Storia (spesso nascoste)è sempre e comunque un fatto assai importante soprattutto per quelli che come me, fortunatamente, non l'hanno vissuta in prima persona. Ancora una volta brava Helga! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
zs (04-03-2011) il tema è molto interessante ma la scrittura è troppo poco approfondita... argomento trattato in maniera frettolosa... peccato perchè poteva uscirne un bel libro Voto: 3 / 5 |  |  |  |
rosario rosariopragliola@alice.it (05-01-2011) libro da prendere in considerazione solo per il tema centrale e per le vicissitudini di milioni di vittime innocenti. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mattea (25-05-2010) Bello e scorrevole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romolo Ricapito (21-04-2010) Uno dei più bei romanzi letti negli ultimi anni. Vero, spedìto, daà un punto di vista diverso riguardo l'Olocausto. I dialoghi sono essenziali, le situazioni poco retoriche. Quelle descritte dal lager e dalla casa di piacere sono dense di psicologia, meglio di un trattato, inerentemente alla cattiveria, alla prepotenza e alla perversione umana. Fantastico! Mi ha deliziato.Ottimo l'avvio, l'andamento e il finale fulminante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Moreno C. (22-03-2010) Premesso che qualunque scritto che riguardi le barbarie avvenute in tempo di guerra merita, a prescindere, di essere letto (essendo, la conoscenza del passato, un valore troppo importante), non si può non dire, se esiste un minimo spirito critico, che 'La baracca dei tristi piaceri' ha enormemente più difetti che pregi. In breve, il libro mostra di non avere il minimo spessore, già nelle parti in cui si raccontano gli episodi degli anni '43-'45 (comunque le più riuscite e appassionanti, data la forza delle immagini), ma soprattutto negli intermezzi che si svolgono nel presente, il cui tono generale pare quello dei romanzetti di una certa letteratura rosa, se non peggio. Infine, l'epilogo è più che frettoloso: non esiste proprio; si giunge alla fine della storia con l'impressione che niente - nè nei personaggi di carta, nè in noi stessi che leggiamo - sia per davvero mutato o evoluto.
Quest'opera di Helga Schneider è da consigliare solo per il fatto che il tema centrale (l'istituzione di bordelli all'interno di alcuni lager) è, in effetti, inedito e poco conosciuto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Libricciola elisa.rosmino@libero.it (05-03-2010) E' una storia molto toccante...Credo che l'autrice sia riuscita a riportare questo tabù storico in modo eccellente, inserendo il racconto di una soppravvissuta in una cornice moderna, senza cadere nel racconto biografico.Ho apprezzato soprattutto il fatto che non si sia soffermata sulla "perversione" della storia ma che abbia parlato degli effetti che la vicenda ha avuto sulla protagonista e come abbia influito sulle sue scelte e sulla sua vita matrimoniale. Una sola critica, e va per la storiella di Marco: forse l'autrice intendeva fare un parallelo con la storia Adolf... Ma non è riuscito, e il finale in questo senso resta una mezza delusione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Raffaella (20-02-2010) Questa narrazione non mi ha trasmesso le sensazioni inquietanti, sconvolgenti, sconcertanti che un tema del genere dovrebbe far sorgere nell'anima.
Un tema così scabroso avrebbe saputo toccarmi molto, molto di più se fosse stato scritto con più sentimento o forse da un'altra penna.
Non leggerò nessun altro libro di questa scrittrice. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luciano (05-02-2010) Un libro costruito a tavolino, freddamente, inventando colloqui, situazioni, luoghi, una finta confessione di una ipotetica tedesca scampata ai campi. Ne ho lette 50 pagine (ma volevo fermarmi a 15) poi l'ho abbandonato. Ci vuole un'altra penna, un altro talento per descrivere l'orrore dei campi. Da evitare. Per non sciupare ore che meritano ben altri libri. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Biagio Mastrangelo wildesmoker@libero.it (26-01-2010) Si legge in poche ore, e forse proprio la semplicità dell'impianto narrativo aiuta a riflettere su quello che ancora non si conosce degli anni terribili della seconda guerra mondiale. Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mary (14-12-2009) .....quali parole?????
Hlega, riesci a scolpire l'amore della tua battaglia in una maniera che non si riesce a spiegare...
unica come sempre... grazie di queste ricchezze che ci regali....
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MARIANGELA (14-12-2009) Peccato, titolo ed argomento promettevano bene; invece la narrazione - pur trattando un tema delicato e scabroso - resta fredda e superficiale. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
TINA (01-12-2009) Come ogni volta che leggo i libri della S. sono rimasta soddisfatta e schifata allo stesso tempo. Soddisfatta perchè la narrazione è talmente ricca di dettagli, le scene sono talmente vivide che mi si sono rimaste impresse nella mente; schifata perchè ancora, nonostante abbia letto tutti i suoi libri, faccio fatica a credere che queste cose siano successe, noi abituati al benessere non possiamo neanche vagamente immaginare cosa abbiano potuto passare gli ebrei nei campi di sterminio, per non parlare di queste povere donne costrette a prostituirsi, a regalare il loro corpo in cambio di acqua calda, un pò di riscaldamento e cibo, perdere la dignità per sopravvivere. A volte ringrazio il cielo di essere nata in questi anni, perchè io piccola e gracile, probabilmente sarei stata una delle prime a finire gassata appena arrivata. Grazie a questa scrittrice che ci racconta storie di vita vera e ci fa commuovere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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