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Caruso Aristide - Canti degli anni tardi | Si tratta di poesie scritte negli anni della senilità raggruppate in due distinte sezioni: "Lascia anima mia il pudore..." e "Altro cercare". La prima sezione costituisce un canzoniere: un amore, covato sotto le ceneri per oltre 50 anni, esplode con giovanile ardore per diventare canto. Tenero ed appassionato all'inizio, si colora via via dei toni amari e risentiti propri di ogni delusione d'amore. La seconda , come dice il titolo stesso, è un percorso parallelo al primo, in cui il poeta ripiega sul mondo degli affetti familiari, dell'amicizia, della solidarietà e dell'emarginazione, dando espressione ad una più vasta gamma di sentimenti.
Drosilla (11-07-2009) Amore e morte: i Canti di Aristide Caruso
di
Antonio Iacopetta
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Il prefatore, Augusto Leone, parla di Canzoniere, seppure è un canzoniere del tutto speciale, essendo stato composto in tarda età; ma l'amore ha poi età? E, tutto sommato, il Caruso, più che versi d'amore, sembra scrivere non altro che l'amore.
Quello che dà sostanza alI' amore è il tempo che, inesorabilmente, porta ogni cosa alla fine e dunque anche l'amore, che invece vorremmo eterno. La consapevolezza di questa azione dissolvente del tempo genera quella dialettica di amore e morte, per cui niente si ama di più di quello che sappiamo svanire presto nel nulla(...) Augusto Leone accenna al Leopardi, e certamente, per questa aria di amore e morte che si respira nella maggior parte dei Canti, anche noi lasciamo pensare al Recanatese, e tuttavia troviamo molta affinità tra la poesia di Aristide Caruso e tre poeti della modernità molto casti e pudichi, molto asciutti nei sentimenti, pensiamo ad Angelo Barile, Diego Valeri e Felice Mastroianni o a quello straordinario poeta che è il Costabile di Via degli Ulivi.
Il linguaggio poetico del Caruso attinge poi ai classici moderni, ma pensiamo più che al Carducci a certi minori dell'Ottocento. Cosicché è lecito incontrare nei versi di Aristide Caruso parole tronche, ma non bisogna lasciarsi ingannare dall'apparenza, perche il suo è un fare versi abbastanza scaltrito sul piano squisitamente metrico. (...)
Occorrerebbe tanto più tempo per interpretare più profondamente e a pieno il canzoniere atipico composto da Aristide Caruso, o i suoi canti, del tutto personali, poiché non sono pedissequamente né leopardiani e né tanto meno campaniani: il Caruso non ama le sperimentazioni,che non rientrerebbero proprio nel suo carattere schivo e contrassegnato da quella mitica parola, tutta carusiana, pudore. Un pudore non ostentato ma asciutto, come i suoi versi sorretti da una melodia soffusa e mai espansiva; la sua, di Aristide Caruso, è soave musica da camera. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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