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Dubus Andre - Voci dalla luna |
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Titolo | Voci dalla luna |
| Autore | Dubus Andre | Prezzo Sconto 20%
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€ 14,32
(Prezzo di copertina € 17,90 Risparmio € 3,58)
|  | | Dati | 2011, 136 p., brossura | | Traduttore | Manuppelli N. |
| Editore | Mattioli 1885
(collana Experience. Frontiere) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Quando sono sola la notte - e mi piace esserlo - guardo fuori dalla finestra e capisco. Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo. Vedo che sorridi ancora. E hai ancora gli occhi umidi. Asciugateli in fretta, prima che le mie amiche pensino che è successo qualcosa di brutto.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788862611909
Voci dalla luna
Quando sono sola la notte - e mi piace esserlo - guardo fuori dalla finestra e capisco. Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo. Vedo che sorridi ancora. E hai ancora gli occhi umidi. Asciugateli in fretta, prima che le mie amiche pensino che è successo qualcosa di brutto.
14,32
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| La recensione de L'Indice |
 Tutte le famiglie felici si somigliano tra loro; ogni famiglia infelice, invece, è disgraziata a modo suo. Torna in mente il noto aforisma di Tolstoj, leggendo questo lungo racconto di Andre Dubus che Mattioli 1885 pubblica oggi, dopo aver introdotto questo autore in Italia nel 2009, con Non abitiamo più qui. Tra i maestri del secondo Novecento americano, Dubus è stato per anni ai margini del mondo editoriale per la sua ostinazione a praticare il genere del racconto lungo. Dopo decenni passati nell'ombra, l'amicizia con scrittori come Yates, Vonnegut e Doctorow fece finalmente crescere la sua fama di genio appartato, convincendo sempre più editori ad andare a cercarlo: "Perché non ci scrivi un romanzo?". Ma Dubus si tenne fedele alla misura prediletta, quella che gli permetteva di racchiudere un intero universo in qualche decina di pagine. Un mondo di povertà urbana, risse da bar, relitti di vecchie tristezze. Un mondo i cui attori, come sapeva John Updike, sono forse gli ultimi ad avere intatto davanti a sé l'abisso di scelte esistenziali estreme. "Questa storia ha a che fare con tutto quello che non ho mai avuto e tutto quello che mai avrò", dice il protagonista di Voci dalla luna, riflettendo sul destino che si è ritagliato addosso. La vicenda narrata da Dubus è infatti quella di una famiglia in cui un uomo di mezza età, padre di due fratelli, si innamora della ex moglie del figlio più grande e decide di sposarla. "Al mio paese un uomo può essere ammazzato per una cosa del genere": una situazione drammatica e paradossale che porta i lettori nelle più inconfessabili zone d'ombra della vita americana. Dubus decide di farci guardare la storia dagli occhi del figlio minore, Richie, un ragazzo dodicenne, che a sua volta è alle prese con la fatica di vivere la sua età, e all'improvviso si trova sommerso dalla crudeltà dei sentimenti degli altri. Come imparare a essere se stessi? Come accettare il "gelo sotto il cuore" della vita di tutti i giorni? La risposta di Voci dalla luna è la stessa delle piccole storie di Cechov: "Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo". Luigi Marfè |
Media Voto: 5 / 5vitaliano (06-04-2013) un libro aspro e dolcissimo nello stesso tempo dove tutti i protagonisti riescono a immergersi nella profondità delle loro anime e a trarne le energie migliori.Un libro sui padri e sui figli .E sull'amore.Un libro di quelli che restano nella memoria Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianluca guidomei sidner@libero.it (30-08-2011) Andre Dubus mi ha consegnato Richie, un dodicenne vero, pronto a portare la sua croce e capace di piegarsi come fa l'erba spazzata dal vento. Se opponesse resistenza si spezzerebbe, invece cede al soffio inevitabile sapendo che, una volta passato, non resta che rialzarsi. Per questo non considero questo libro semplicemente intenso o gioioso come scritto nella postfazione. E' la resilienza a trionfare: la capacità tutta umana di assorbire i colpi più tremendi e farne buon uso. Per continuare a credere, per rincorrere la vita, per tornare a rimirar le stelle.
Mi piace citare questa frase tra le altre:
"Il mistero doloroso sollevato da questo libro, non è incentrato su come possiamo evitare di fare del male, risiede piuttosto su come dobbiamo comportarci dopo che lo abbiamo fatto"
Ma non è tutto qui. Dubus ci dice chiaramente, con un superbo finale, che umano è sbagliare, ferire ma ancora più umano è accettare lo schiaffo, perdonare e passare ad altro. Perché c'è sempre dell'altro. Sempre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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