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Valtergano Ennio - La signora del borgo |
6 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Monica (11-07-2011) "La signora del borgo" secondo me è un romanzo che affascina fin dalle prime righe, tanto da spingere a divorare poi in un solo boccone le sue quattrocento pagine. Questo grazie al suo stile limpido e scorrevole, mai prolisso e sempre elegante, intriso della cultura di un autore che si muove con una sensibilità fuori dal comune nell'universo femminile, affascinando con personaggi apparentemente inusuali, parlando di una donna che pur vivendo alla fine del 400 in realtà sono io, siamo tutte noi. Giselle, Eliside... solo ad una prima e superficiale lettura sono figure del proprio tempo. Ma se guardiamo invece al di là delle apparenze, sono due momenti di una femminilità attuale e consapevole di sé, del proprio valore e soprattutto della propria funzione nel mondo. Lasciarmi sfiorare dal tocco delicato di queste due creature in grado di essere se stesse fino in fondo, di mostrarsi senza timore fin nella profondità della propria essenza, tanto da contagiare chiunque incrocino sul loro cammino, è stata un'esperienza delicata, unica, ed indimenticabile; proprio come lo è ogni personaggio di un romanzo che riesce ad arrivare al cuore..... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marite (29-06-2011) Ci sono libri capaci di parlare a più livelli, da quello superficiale della pura letteratura di evasione, a quello profondo, profondissimo del linguaggio dell'anima. Ecco, questo è un libro così: condito (ma solo condito!) con un tocco di giallo, tanta suspense, mille emozioni che vanno colte fra le piegnhe del linguaggio curatissimo di questo autore. E tante volte sembra di essere lì, proprio lì, con i suoi personaggi e la grande Giselle. Non è un'eroina, non più di tante donne moderne divise fra mille tensioni eppure determinate. Quando giungono le lacrime di questa ragazza sono quelle di tutte noi nel momento in cui ci pieghiamo per risorgere più forti di prima. Bellissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
unalettrice (26-06-2011) Un pregio: la scorrevolezza.
Tanti e troppi difetti:
1) lo stile verboso e altisonante, alterna tratti di scrittura aulica a termini modernissimi, impossibili da trovare nel 1500.
2)l'autore all'inizio fa bella mostra delle sue idee e della sua filosofia, peraltro del tutto discutibili, cosa che non mi piace mai quando leggo un romanzo; tra l'altro le idee dell'autore vengono quasi imposte al lettore in modo piuttosto aggressivo e antipatico per me, praticamente lui parla attraverso la bocca della coprotagonista Eliside, non solo, il suo pensiero aleggia in tutto il romanzo dall'inizio alla fine.
3)l'assassino si scopre già a metà libro.
4)i personaggi sono ben delineati e ben descritti, ma non c'è nessun approfondimento psicologico, tutto rimane sulla superficie di una mera descrizione, tra l'altro le emozioni sono uguali a zero.
5)Giselle è super intelligente, preparata a tutto, l'eroina per eccellenza, ma tratta lo pseudo fidanzato come uno scemo.
In sintesi ho trovato il libro molto stupido, non brutto, ma stupido. Tratti del libro sono degni di un Armony.
Bocciato in pieno e facciamo scendere la media va'......... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
lisa61 (13-04-2011) Siamo alla fine del 1400 in un borgo appenninico. Un tentativo di stupro dà il via a una serie di "incontri" (come ama dire l'autore nelle sue indimenticabili presentazioni). Dopo una premessa d'ambiente e un'iniziazione misteriosa, sullo sfondo di un Rinascimento vero, e passando per le maglie di tutti i vizi sociali, nascono l'amore di un uomo per una donna e di una donna per il Femminino Eterno. È un romanzo ma è anche affresco d'epoca dal linguaggio incredibilmente agile pur essendo curatissimo. Musicalmente si direbbe un bolero dal ritmo crescente che giunge a mozzare il fiato nella dirittura finale: è giallo ed è storia, è passione ed è morte, è scienza e speranza. E la sua profondità è tale da imprimersi nel cuore anche dopo che l'ultima pagina è stata voltata. Di quelle opere che potrebbero segnare un'epoca.
Ai posteri l'ardua sentenza... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giancarlo Toràn (03-04-2011) Avevo deciso di leggerlo quest'estate. L'ho comprato, l'ho messo sul comodino - grave errore - e così, per curiosità, sempre ben fermo nel mio proposito, ne ho letto qualche pagina. Dall'inizio. E non sono più riuscito a smettere.
L'ho consumato in soli tre giorni, e di pagine ne ha quasi 450: ha riempito i miei momenti di raccoglimento, rubati al sonno e ad altre priorità ? rivelatesi meno prioritarie del previsto.
Inutile ripetervi la trama. Preferisco dirvi le mie sensazioni, affiorate quando l'ultima pagina è terminata.
Ci sono i buoni e i cattivi, come in tutti i romanzi che si rispettino. Ma persino un personaggio che più cattivo non si potrebbe, secondo le attese, il bieco inquisitore, si rivela dotato di coscienza e sensibilità non comuni. Eliside viene dal mistero, e vi torna, solo per ora: almeno, si spera. Cornelio Adinolfi, si intuisce, avrà un ruolo importante in futuro. Giselle, invece, con la sua forza d'animo e la sua tenacia, e le sue scelte contro corrente, è il simbolo di una femminilità sempre riemergente e vittoriosa, malgrado le infinite persecuzioni. La sua vita di ragazza giovane e vitale sembra non avere misteri, che non siano nell'insolito ma fermo suo voler costruire per sé un destino differente da quello che i tempi e la società intorno a lei le imporrebbero. E nel suo misterioso apprendistato, quando Eliside diviene la sua guida, insegnante, sorella.
Non c'è la parola "fine", e infatti resta la curiosità di saperne di più, di tanti personaggi che restano avvolti nel mistero. Quando ho letto l'anticipazione del secondo romanzo, "Le pietre volanti", devo dire che me l'aspettavo. E lo stile del prologo mi è parso subito più asciutto e diretto.
Lo comprerò, ma andrà dritto in valigia. Ci proverò, almeno Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MICHELA (07-02-2011) 15° Secolo e una Cittadina tranquilla delle Marche: questo è lo scenario de "La signora del Borgo".
La protagonista è una ragazza di soli 16 anni, Giselle, che decide di abbandonare la famiglia per diventare allieva e "protetta" di una delle figure femminili più misteriose del Borgo: Eliside, meglio conosciuta come "la Signora". Eliside riesce, ben presto, a cambiare la vita di Giselle, insegnandole a curare le persone malate attraverso l'uso delle erbe, ma anche dandole modo di entrare in contatto con la parte più profonda di sè. La ragazza, inoltre, è protagonista di un amore travolgente e di alcune vicende spiacevoli che la mettono a dura prova e che animano il tranquillo paese. Durante la lettura l'attenzione non può non ricadere soprattutto sui personaggi femminili che si incontrano, che ci permettono, con le proprie particolarità, di ricostruire il tema principale del Romanzo stesso: la condizione femminile all'interno della società. Sono presenti descrizione dettagliate e lunghe, di cui non vado particolarmente pazza, ma che penso siano necessarie per far sì che il lettore riesca ad entrare più possibile nel libro stesso. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla trama che ho trovato avvincente ed intrigante.
Mi son sin da subito chiesta "e questo libro sarebbe stato scritto da uno scrittore emergente?!". (Dall'alto della mia ignoranza) penso che sia scritto veramente bene ed è possibile, inoltre, notare una certa maturità ed esperienza dello scrittore. E' la prima volta che mi avvicino a un Romanzo storico e devo dire che sono molto soddisfatta di averlo fatto con un libro di qualità, come lo è, a mio parere, "La Signora del Borgo". DA LEGGERE! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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