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Ardito Barbara - Straniera a se stessa |
Media Voto: 4.5 / 5Angelo (13-09-2008) Libro che si legge tutto d'un fiato, senza essere capace di smettere. Se qualche ingenuità della scrittura ci può essere, e c'è molto meno di quanto mi potessi aspettare in un'opera prima che non è stata manipolata da nessun editor, passa inosservata nel turbinio di emozioni che trasmette al lettore. Soprattutto perché non è scritto per il lettore, ma per sé, seguendo l'impulso di raccontarsi e di comunicare.
Confesso che mi sono commosso più di una volta, e se non temessi di scalfire la mia immagine virile (ehm), confesserei anche di aver pianto.
In quanto alla scrittura, come capacità di scrivere e di tener desto l'interesse di chi legge, credo che l'autrice possa scrivere qualunque cosa. Mi sembra che abbia innata la capacità di raccontare.
Se proprio devo trovare un difetto, ma è da decidere se lo sia davvero, è l'enfasi che pone nel raccontarsi, ma quel "ti prego" finale travolge tutto con il suo cuore. Voto: 4 / 5 |
ant (06-05-2008) La narrazione scorre fluida e senza impaccio, gli avvenimenti sono giustamente posizionati secondo logica ed opportunità. Non affonda il colpo, Barbara, nelle vicende più sofferte, che certamente hanno comportato per la protagonista Gaia un maggiore impegno e coinvolgimento sofferto maggiore di quanto possa sembrare. Le tratta quasi “romanticamente”, direi... dimostrando quanto esse siano state assimilate e lasciate dietro di sé, pur avendola segnata indelebilmente e pur lasciando trasparire la violenza che quando accaddero comportarono su di lei.
Affascina ed intriga in particolar modo il percorso interiore che affiora, specie nella prima parte, nei suoi pensieri, dando la chiara percezione di quanto la protagonista abbia scavato in sé, consapevolmente e sapientemente. Con tenacia, la voglia di vivere di Gaia resta sempre il filo conduttore che, come quello di Arianna, la conduce lentamente all'uscita dal tunnel.
Molto appassionato e tutto sommato direi positivo il rapporto che la lega ai genitori che, diversamente da quanto accade spesso in situazioni simili, ben si affiancano alla protagonista, senza mai contrapporsi a lei in maniera netta e decisa... rischiando di allontanarla da sé. E questo aprirebbe la porta ad altre considerazioni che non è il caso di fare qui.
Credo che il libro possa essere d'aiuto a chi si trovi in condizioni simili... se non come modus operandi strettamente imitabile (in genere è meglio rivolgersi a strutture specializzate, piuttosto che far da sé -e non dimentichiamo che per certi versi Gaia è stata fortunata-), almeno come uno dei modi per uscire dall'anoressia e dalla bulimia. Per far sentire meno sola chi ci è dentro. E per dare prova certa che lo si può fare. Si può uscirne fuori. Voto: 5 / 5 |
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