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Plevano Roberto - Centomiglia | La scoperta del volo, la vocazione dello scrivere: due amici passano attraverso vicende al tempo comuni ed esemplari, e trovano ciascuno, in modi diversi, per breve tempo, una personale piccola felicità. Una donna porta nelle loro vite la suggestione e il mistero dell'amore. Questa è una storia di conquiste, di rinunce, di gioie e rimpianti, della vita insomma, nei suoi aspetti più intimi, più felici e talvolta più duri. Del bisogno di dare una forma ai sentimenti e un significato ai fatti dell'esistenza.
Media Voto: 4.4 / 5Carlo G. (24-04-2009) Ho letto con attenzione crescente "100 miglia" e mi pare un testo “partorito” dopo molti anni di scrittura, e di prove, almeno credo di capire.
E’ un testo “maturo”, pieno di profondità di immagini, ponderato a lungo.
Il libro è ben scritto, è scorrevole e non annoia (forse un po’ troppo “speculativo” in qualche parte).
Devo dire che ho letto molti manoscritti di autori esordienti (ma Plevano lo è?) e in nessuno ho trovato le qualità positive che questo libro ha evidenziato.
Spero, per questo autore e per i suoi lettori potenziali, che si riesca a farne
una pubblicazione presso un editore che consenta visibilità e promozione.
Faccio i miei complimenti, e i miei auguri più sinceri.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Martha (15-02-2009) Bel libro, un racconto originale e struggente. Adesso finalemente ho capito la smania di andare che prende i piloti le mattine di bel tempo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Umberto (13-02-2009) «Il Volo Libero è esercizio dell’intelligenza, stimolo della fantasia e scuola di riflessione.
Queste caratteristiche sono costantemente presenti in "100 miglia" di Roberto Plevano, soprattutto laddove di volo non si tratta affatto.
"100 miglia", infatti, non è un libro di volo, eppure il volo descritto nella trama si inserisce con armonia nell’opera, poiché l’esperienza del parapendio segna profondamente la vita delle persone, al pari di un’irripetibile amicizia, come quella che costituisce la colonna portante del romanzo. Volare in parapendio non significa affatto planare a valle godendo di un’ebbrezza effimera.
Il volo è esperienza ben più profonda che, come descrive Roberto Plevano, costituisce una metafora della vita nei suoi aspetti più intimi, più felici e, talvolta, più duri».
Tratto dalla prefazione al romanzo scritta da Luca Basso, Presidente Federazione Italiana Volo Libero. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Pierantonio (05-02-2009) Un romanzo indubbiamente interessante e ben scritto; indovinato nella scelta dei registri linguistici e nella modulazione delle sequenze narrative. Ben calibrato anche il sistema dei personaggi, anche se alcuni (ad es. Luca) sono più focalizzati rispetto ad altri (ad es. Anna).
Il personaggio di Renato è ben descritto, così come appare ben caratterizzata la figura di Jacek. Risultano personaggi "a tutto tondo" che rischiano quasi di "sfumare" il narratore (Luca). Luca è un personaggio problematico, complesso, appare intelligentemente "neutro".
D'altra parte 100 miglia è un romanzo "difficile", molto introspettivo, complesso, "aperto" (nell'accezione di Umberto Eco), un romanzo "matrioska" dove si inseriscono altre storie che potrebbero comunque avere come scopo finale la metafora del volo (come evasione, come fuga, come...). Tutti i personaggi, in fin dei conti, non hanno avuto paura di volare.
Complimenti
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Renato (04-02-2009) Preso in mano con iniziale scetticismo, ho dovuto presto ricredermi. Non c’è dubbio: l’autore ha stile, cultura vastissima di cui non abusa (evitando con cura “naturale” l’inutile esibizione di “muscoli” che caratterizza l’opera di tanti…), capacità di muovere un intreccio, c’è ironia e autoironia, e tante altre cose buone.
È un pezzo della vita di due amici, Luca, che è l’io narrante, e Renato. Luca, felicemente sposato con figli, scopre il volo libero, il parapendio, e diventa in breve un “patito”, perché scopre nel volo una dimensione che gli era mancata tutta la vita. Renato (l’alter ego) è una persona di genio. Scapolo, carattere intrigante, biologo molecolare, è tuttavia prono alle catastrofi, umane e professionali. Vive per anni come ricercatore in America, torna in Italia con le pive nel sacco, e diventa agente di commercio. Non si è mai ripreso dalla fine di una giovanile storia d’amore.
Anna, deuteragonista del racconto, è una traduttrice e dirigente nell’editoria, vive nella grande città. Viene presa a momenti da incontrollabili attacchi d’ansia. È lei il passato amore di Renato.
Luca incontra un istruttore, Giovanni, dotato di un grande carisma, che trasforma le lezioni di volo in un complesso rapporto pedagogico.
Renato però muore in un incidente stradale (è effettivamente prono ai disastri). Luca, devastato, scopre nella casa dell’amico un lungo diario/zibaldone di pensieri che Renato aveva scritto nei lunghi anni seguiti all’incontro con Anna. Ancora più turbato, si mette in contatto con Anna, ma l’esito del loro colloquio sarà per Luca (e per i suoi propositi) una rovina.
Una lettura che si può consigliare a chiunque creda che tra vita e storie narrate la distanza è assai breve. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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