|
|  |
Strout Elizabeth - Olive Kitteridge |
|
Titolo | Olive Kitteridge |
| Autore | Strout Elizabeth | Prezzo Sconto 15%
|
€ 15,72
(Prezzo di copertina € 18,50 Risparmio € 2,78)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 383 p., brossura | | Traduttore | Castoldi S. |
| Editore | Fazi
(collana Le strade) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
| |
|
| In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull'Oceano Atlantico c'è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un'insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltipllcarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima, abbandonata sull'altare ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex insegnante: "Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi". Con dolore, e con disarmante onestà, in "Olive Kitteridge" si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana - e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi. E il fragile, sottile miracolo di un'alta pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle protagoniste della narrativa americana contemporanea, vincitrice, grazie a questo "romanzo in racconti", del Premio Pulitzer 2009.
Recensioni 1 - 20 di 45 recensioni presenti. Media Voto: 3.86 / 5claudio (18-01-2012) Libro bellissimo.
La Strout è magistrale nel delineare dei ritratti, accennati o completi, di persone normali attraverso delle pennellate lievi e precise.
Alla fine quello che si dispiega davanti a noi è il mosaico compiuto della vita di Olive, ottenuto per accumulo di tasselli più o meno grandi.
Al termine del libro, anche se non c'è più nulla da dire, vorresti ancora gustare altra vita, perché di questo si tratta: la Strout è straordinaria nell'immergersi nel flusso vitale e nel portarci pezzi di quella realtà che in altri libri sembra staccata da noi per la presenza di una membrana invalicabile.
Lettura intensissima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ilse musilse@libero.it (02-01-2012) Una donna che si avviasse verso la vecchiaia, a leggerlo potrebbe cadere nella disperazione.
Molto intenso e scritto benissimo.
Molta tecnica che ogni tanto è troppo evidente: cominciare tutte le storie dal centro della vicenda dando per scontato il già avvenuto, ma lasciando cadere i dettagli passati a piccole dosi e in maniera fintamente casuale, per rendere comprensibili i fatti.
Molto simile a Alice Munro.
Ma le pagine di Alice Munro hanno qualcosa in più, non saprei che cosa, forse meno tecnica, forse più mistero, forse più sincerità. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mami53 (21-11-2011) Olive Kitteridge è una donna infelice, pesante, opprimente. Spande a piene mani la sua infelicità intorno a sé, con i suoi giudizi taglienti, con un sarcasmo che spezza le gambe a chiunque pensi o viva diversamente da lei. Più che da una cattiveria che in fondo non le appartiene, il suo atteggiamento sembra scaturire da un atavico rancore che le rende impossibile provare per il suo prossimo sentimenti amichevoli.
Tuttavia anche per lei c'è un possibile riscatto. Nel suo ruolo di maestra, il suo carattere forte ha plasmato generazioni di studenti e per alcuni di loro il suo insegnamento è stato fondamentale.
Nell'ultimo capitolo, infine, la donna riconosce in se stessa il malessere che ha dominato la sua vita, e nel mettersi finalmente in discussione trova una inaspettata prospettiva di speranza: "Il mondo la confondeva. Non voleva ancora lasciarlo".
Le parole scorrono con un bel ritmo e il fatto che si tratti di un romanzo a episodi non ne pregiudica affatto la coerenza artistica; anzi la rafforza. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
cristina (14-10-2011) "Non abbiate paura della vostra fame" dice Olive. E dopo il monito di Steve Jobs, "stay hungry stay foolish", suona quasi profetico. L'America descritta in questo romanzo è un po' meno cinica e spietata di quella vista in "American beauty"; vuole forse ancora lasciare intravedere una speranza.
Olive attraversa le vite dei diversi personaggi e compare in ogni capitolo/racconto che per la loro struttura potrebbero benissimo reggersi da soli. Ho notato però che a predominare sono storie di rapporti coniugali più o meno falliti o problematici, a volte simili tra loro. In ogni caso un'ottima scrittura, ironica e pungente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mariapia (03-09-2011) Un bel libro, proprio il tipo di lettura che preferisco: una quotidianità, mirabilmente raccontata, che mi fa sempre provare sincera ammirazione per chi ha questo dono naturale di saperla raccontare in modo non banale. Concordo con una lettrice che ne consiglia la lettura ad un pubblico non giovanissimo: trattasi di riflessioni, a volte, amarissime, ma verissime che possono essere meglio apprezzate da un lettore maturo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patrizia (09-03-2011) Troppo rumore per nulla! Un raccontino scritto mediocremente bene, con degli approfondimenti psicologici dei personaggi qualunquistici e quasi irritanti... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Brunella (14-02-2011) Forse non un capolavoro da premiare col Pulitzer ma senz'altro un romanzo di facile e gradevole lettura. Principalmente ambientato sulla terza età e sulla figura di Olive, personaggio alquanto bizzarro, arrogante, supponente e antipatica, ma alla fine fragile e bisognosa di affetto.
Comunque una lettura consigliata. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marina (06-02-2011) Uno stile di scrittura veramente al di sopra della
media, lieve ma profondo, con riflessioni di amara malinconia che lasciano senza fiato. La nostra NON
straordinaria vita, il nostro "terribile quotidiano"
che ci passa davanti, che ci viene narrato incontrando, sfiorando Olive.
Bellissimo, ma non per tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (25-10-2010) Brillante e anomalo romanzo che fa ridere, fa piangere, che è semplice ed immenso, che stupisce ma lascia l'amaro in bocca...che bisogna leggere ed immergervisi completamente! Scrittura tonda, avvolgente e scorrevole, pur nella struttura atipica! Grandiosa! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
falco (30-09-2010) Cose semplici, quotidiane,raccontate e legate insieme con con tale bravura da crearti intorno un’atmosfera che ti fa trattenere il fiato. Capace di commuovere con poche parole. Il romanzo gioca su di una serie di storie legate fra loro dal personaggio chiave, ossia Olive. Storie quotidiane ma cosmiche. Il racconto più coinvolgente: Marea Montante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valentina (28-05-2010) Oh che bello... che bello saltare da un racconto all'altro e poi ritrovare Olive, scontrosa e ruvida ma anche tenera. Giusto, un romanzo a racconti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alce67 (24-05-2010) Mi piacciono i racconti ambientati nei paesini del Canada o nel nord degli Stati Uniti; vite semplici, fatte di piccoli avvenimenti in mezzo ad una grande natura. Uno scenario idilliaco dove meglio rende inserire le piccole miserie umane e qualche, a volte meno piccolo, dramma. Mi ricorda molto Alice Munro, che però mi piace un pò di più. Quest'opera tuttavia non è male, un romanzo in racconti nei quali la protagonista (Olive Kitteridge) compare in primo piano o, talora, come figura secondaria. Ho avuto un momento di stanca nella parte centrale quando l'autrice indugia, in modo non troppo originale, nelle piccole cattiverie di provincia. Poi però la storia riparte per diventare molto efficace proprio negli ultimi racconti; molto reali le difficoltà nel rapporto madre figlio, molto dolce e discreta la "matura" simpatia tra Olive e Jack. Alla fine una piacevole lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberta (08-04-2010) Mi ricorda molto "Breve storia di una piccola citta' di Pearson. Anche in questo racconto, un piccolo paesino del continente americano, diventa il centro pulsante di varie storie che hanno come protagonisti alcuni degli abitanti della cittadina. Il filo conduttore e' Olive, donna a volte antipatica e cinica che sembra avercela col mondo intero. In fondo e' una donna sola che alla fine della storia di rende conto che le persone che la circondono possono darle tanta serenita' e quell'amicizia che non e' mai riuscita ad avere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
cecilia (09-03-2010) Olive Kitteridge è antipatica, sciatta, cinica, dispettosa, sovrappeso, invidiosa ed... indimenticabile. La serie di capitoli-racconti che compongono il libro è molto interessante. Olive ne è talvolta la protagonista o fa solo una rapida apparizione. La provincia americana e le vite ordinarie degli abitanti di Crosby sono descritte con grande garbo e maestria. Un libro che a tratti ricorda Lewitt, Minot, Carver.
Non accade nulla, tutto procede senza grossi scossoni, come la vita della maggior parte di noi... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marco (08-03-2010) Molto bello...originale il metodo di composizione del romanzo, strutturato in una serie di racconti autoconclusivi, in cui colei che da nome al romanzo è talvolta la protagonista principale, talvolta lo sono altre persone, con Olive Kitteridge che fa una breve comparsa o viene soltanto nominata Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giulia 79 (05-03-2010) Il romanzo è sicuramente molto valido. A volte, forse, un po' difficle da seguire per questi continui spostamenti da una storia all'altra, da una vita all'altra, da una sofferenza all'altra. Ma comunque ti lascia qualcosa, una sensazione di "condivisione",ti da l'impressione che l'autrice ha colto il segno: ed è questa,alla fine, la grandezza di un libro. A me, per esempio, è rimasta nel cuore questa frase: "Chi di noi non ha un suo cestino da viaggio?" Chi l'ha letto sa a cosa si riferisce.... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
eughenes (19-02-2010) La lettura di questo romanzo-racconti mi ha incantata. E nel leggerlo, chissà perchè, mi è tornato in mente e nel cuore l'incanto "Spoon River" ...
La Strout è stata capace di condurmi in un luogo del mondo che non ho mai visto, eppure mi sembra quasi di averci vissuto insieme ai suoi personaggi, di aver goduto degli stessi panorami, della salsedine, del vento e delle piogge. E di avere provato le loro medesime gioie e gli stessi disincanti.
Uno scrittore che sa far provare questo coinvolgimento al lettore è sempre un grande scrittore.
Mi spiace per chi non ha compreso la Strout: si è perso una buona amica e una piacevole compagna di viaggio nel cammino di questa vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo paologreco64@yahoo.it (11-02-2010) Una raccolta di racconti in forma di romanzo strutturato, in cui la vita della coerentemente severa e solo apparentemente cinica Olive fa da, talvolta tenue, tratto d'unione. A metà tra l'amaro disincanto di Carver e il solido, freddo romanticismo del primo Leavitt e di Alice Munro, ancora una storia sull'assurdità e la fatica di vivere cercando un'impossibile felicità o per lo meno una serenità che pare a portata di mano ma che finisce per essere il massimo comune obiettivo prima dell'inevitabile traguardo della fine. Il procedere del tempo, l'autunno dell'esistenza, sembra dire l'autrice, non sono affatto quella "terza età" che l'iconografia pubblicitaria dipinge come allegra e desiderabile, ma l'ingresso malinconico in un mondo cupo di solitudine, incomprensione e agitata attesa. Come ha detto più volte Woody Allen: non credete a chi dice che essere vecchi è una bella esperienza, è una schifezza". Un romanzo che spesso sa parlare al cuore del lettore, anche se per lo più dicendo cose che forse preferirebbe non sentire: che in fondo siamo soli sempre, che farsi comprendere e comprendere chi crediamo vicino è impossibile, che tutti, tutti cerchiamo qualcosa senza mai scoprirla, confondendo amore e affetto, compagnia e solidarietà, coerenza e cinismo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
valentina valecur@gmail.com (28-01-2010) Un premio pulizer meritatissimo.
Scritto benissimo, ogni breve racconto ha la capacità di farti conoscere ed affezionarti ai personaggi dopo solo poche righe.
Una profonda riflessione sull'amore per la vita, sulla vecchiaia e la solitudine ma non solo, c'è tanta roba in questo romanzo.
E poi c'è lei... Olive, odiata e amata Olive.
Un personaggio negativo ma al quale è impossibile non affezionarti.
Io non amo i racconti come genere, ma questo romanzo mi è entrato dentro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annarita (23-01-2010) Mi è piaciuta la struttura narrativa, racconti di tante vite diverse che ruotano intorno ad Olive, professoressa di matematica a Crosby, un piccolo paese nel Maine. Vite e storie ordinarie, di dolori, rinunce ed infelicità; vite apparentemente estranee tra loro ma di fatto filo tessitore della vita di Olive; storie di vita che raccontano Olive con straordinaria efficacia in poche righe, a volte addirittura in poche parole, come pure la sua, spesso fugace, partecipazione alle loro vite risulta essere sempre incisiva e decisiva.
Bella la caratterizzazione del personaggio di questa donna, dura e fragile, terribilmente complicata, ostile all’amore solo per aver mancato di coraggio o più semplicemente per non aver saputo godere di ciò che riempiva la sua vita. Olive è lo specchio dell’ampia e ricca umanità di un paese sconosciuto, senza importanza, ma nella sua unicità uguale a tanti altri luoghi nel mondo. Olive è una profonda conoscitrice dell’animo umano, capace di vedere in maniera spietata nelle pieghe dell’anima dei suoi concittadini, perché altrettanto bene conosce sé stessa. Sa bene quali sono i suoi limiti, ma non può e non vuole andare oltre, non può e non vuole cambiare vesti, non può e non vuole accettare la sua rabbia e soprattutto il suo dolore. E ciò che suggerisce ai suoi alunni: “Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli schiocchi qualsiasi.” non ha effetto su di lei.
La Strout è brava a scrivere, in una straordinaria ambientazione sa far emergere dal semplice racconto del quotidiano i sentimenti e le emozioni dei tanti personaggi: penso ai gesti naturali ed essenziali del marito Henry in farmacia, al canto roco di vino di Angie la pianista o alla famiglia genuina di Marlene Bonney inaspettatamente unita dalla delusione. Non è semplice raccontare le tristi umane vicissitudini con tale naturalezza e disarmante onestà, emozionando senza indulgere nel dolore e concedere troppo spazio alla contraddittoria condizione umana. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 45
|
 | I più venduti di Strout Elizabeth |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|