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Angioni Giulio - Il sale sulla ferita |
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Titolo | Il sale sulla ferita |
| Autore | Angioni Giulio | Prezzo Sconto 15%
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€ 8,50
(Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 1,50)
|  | | Dati | 2010, 336 p., brossura |
| Editore | Il Maestrale
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 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nella Berlino ancora divisa dal muro, due compaesani sardi, di Fraus, s'incontrano per caso dopo vent'anni, scatenando i ricordi, in particolare della vita e della morte del fratello di uno dei due, un camionista emigrato come tanti altri isolani, in quegli anni. L'altro compaesano è uno studioso della vita contadina, che in seguito a questo incontro si propone di ricostruire i tempi e i modi della scomparsa di Benito Palmas, avvenuta nel periodo dell'occupazione delle terre tra gli anni Quaranta e Cinquanta. Il narratore viene così a scoprire, dopo più di vent'anni dagli eventi, cose nuove e inaspettate di Benito e dei tempi in cui è morto, fino a capire che anche lui è implicato a suo modo in quella tragedia, molto più di quanto avrebbe mai potuto pensare. Quella morte riapre una ferita su cui il ricordo è come sale che brucia, sale sulla ferita del passato che ritorna, almeno per chi vuole e può ricordare.
Media Voto: 4.75 / 5elighe (17-01-2011) La ferita è profonda. Giulio Angioni, antropologo e romanziere, ha saputo congiungere le sue due qualità per una costruzione avvincente, scoprire legami e interdipendenze tra una storia e la Storia, costringere il lettore a quella elaborazione del lutto cui la scarsa memoria collettiva continua a rifiutarsi. Per capir meglio chi egli stesso è, e chi siamo noi tutti, figli di un passato che censuriamo e di un presente che prospera delle sue dimenticanze. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
annasanna (02-04-2010) Le pagine di questo romanzo dedicate da Giulio Angioni a quegli anni quaranta e cinquanta, così vicini e così lontani, sono tra le cose migliori su quei temi, non solo in narrativa e non solo su quei temi: pagine belle in assoluto. La morte del bue è da antologia. I modi della riscoperta del proprio passato, indimenticabili. Formidabili tutti i personaggi, fino al cane Fonnesu, molti commoventi in profondo. Peccato solo per l'insolito (per Il Maestrale) numero di refusi. Libro da segnalare, da raccomandare, da ricordare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
decastro (01-04-2010) Lettura importante, anche molto al di là della ricognizione letteraria di un nostro passato recente, tanto più urgente da rivedere in quanto già così remoto: l'età mediterranea plurimillenaria del "bue", che finisce con questo Bue Nero che muore nella e per l'occupazione delle terre nel secondo dopoguerra. Una "invenzione" narrativa notevolissima, forse non sufficientemente alla portata del lettore medio di oggi, ma con pagine di vera e alta letteratura, o vera poesia, per qualunque lettore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
angelo (23-03-2010) In "Diceria dell'untore" di Bufalino compare un attimo nello sfondo un corteo di contadini siciliani in occupazione delle terre. Nient'altro. In questo romanzo di Angioni quei contadini, sardi, si muovono in primo piano, e in due tempi, in diretta e nel ricordo di un paio di decenni dopo. E ne viene fuori un romanzo corale e morale secondo me non inferiore al capolavoro di Bufalino. Anche perché il sardo Angioni concede anche meno del siciliano Bufalino alla commozione ovvia, che per questo è più potente. Questo libro è un capolavoro passato finora inosservato (meno che a Goffredo Fofi, che vent'anni fa ne scrisse il risvolto). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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