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Massa Savina D. - Mia figlia follia | Maddalenina, in testa un ridicolo fiocco rosa, vive emarginata in un paesino, col sostegno economico della pensione d'invalidità "per matti". Alle nove del mattino, nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, l'orologio a cucù della camera da letto le dà una risposta tanto attesa, tre nomi: Graziano Lucente, Quirico Malannata, Rocco delle Spezie. Ora Maddalenina sa. Adesso può finalmente realizzare il suo progetto di vita: mettere al mondo una bambina. L'approccio ai tre futuri improbabili mariti non sarà privo di peripezie, fra regolari sparizioni di ceri votivi dalla chiesa, il barbiere di paese indeciso se scacciare la matta o servirla, la vecchia e guaritrice muta Maria Carta (malgrado tutto eletta a confidente). Intanto la pancia inspiegabilmente si gonfia e un sogno, forse, prende letteralmente forma.
Media Voto: 5 / 5michele paparella mic.paparella@virgilio.it (14-12-2010) Dopo Undici e ne comsiglio la versione teatrale, Savina Massa, ci introduce con forte contrasto in noi stessi come quei velieri che navigano gli oceani. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
massimo botturi roseblu@email.it (23-10-2010) Avevo già apprezzato in “Undici” la ricchezza linguistica di Savina, la sua poetica raffinata anche in lavori di più ampio respiro.
Con “Mia figlia follia” riprovo lo stesso sbalordimento, ma amplificato.
Ho ritrovato in questo libro certe magie tipiche della scrittura sudamericana, gli straordinari tratti umorali di Salvatore Niffoi; e capitoli di uno struggimento tale che manifestano l’estrema sensibilità di un’autrice che sto imparando a conoscere e ad amare.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
catamor (03-10-2010) Vale la pena leggere questa seconda prova narrativa di Savina, una lettura non facile, ma attraente, molto particolare, un omaggio di notevole spessore alla terra di origine di questa scrittrice-attrice, e anche agitatrice: della mente, dei pensieri, delle immagini; la lettura potrà risultare ''dura'' sulle prime, poi col dipanarsi dell'intreccio, con l'abbandonarsi del lettore alla particolare arte affabulatoria di Savina...beh, si vorrebbe continuare a leggere, leggere, e leggere ancora.
Ce ne sarà sicuramente l'opportunità.
Cataldo Amoruso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tinti (29-09-2010) Maddalena proustiana mi ricorda tanto (e i ricordi con Savina straripano)un personaggio di Ibsen(si scrive così?) perchè carico di tanti altri personaggi e così terribilmente vero .Non so recensire ma essere goduta della lettura si.
Tinti Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio Fiori (28-09-2010) Ebbene Signori, se un recensore osa utilizzare l'aggettivo 'strepitoso' (Daniele Barbieri, sul quotidiano L'Unione Sarda, 19.09.2010), qualcosa mi dice che di questo libro sentiremo ancora e a lungo parlare. Per quanto mi riguarda l'ho subito letto, direi divorato. Ecco il mio condensato: la parola come magia e come rappresentazione, il pirandelliano anelito dei personaggi ad andare in scena, il salto finale nella meta-scrittura. Maddalenina, come la madeleine di Proust, ci apre la porta dei ricordi - dei suoi ricordi, catapultandoci dentro una storia inimmaginabile.
Chapeau !
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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