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Adinolfi Mario - La ricerca della costante | Il poker non è un gioco di potere. Il poker è la quintessenza del potere, nudo e crudo: la somma di psicologia, intelligenza, menzogna, freddezza, calcolo, azzardo. Questo è un romanzo interamente dedicato al poker, alle sue ossessioni, alle sue manie. Al gioco come sfida al destino e come destino in sé. Alla passione, all'emozione, in nome della mania di onnipotenza della mente. Il protagonista del romanzo vive in una dimensione totalizzante la "ricerca della costante universale". La storia si consuma in un clima da thriller tra un tavolo verde e un tradimento sentimentale. Un tavolo da poker intorno al quale si intrecciano destini, politiche, amori, odii implacabili, e dove tutti gli uomini sono vittime sacrificali offerte sull'altare dell'intelligenza matematica e dell'azzardo.
Media Voto: 2.33 / 5marco (28-07-2011) E' molto breve, più un racconto lungo che un romanzo.
Molte pagine, a mio avviso troppe, sono solo un copia-incolla di vecchi post dell'autore sul suo blog, messe lì un pò a riempire.
La trama è scarna, anche se migliora sul finale.
Non lo consiglio Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Officina Sociale (29-01-2010) Biscaziere il padre. con le lezioni che questo padre vorrebbe impartire al figlio...futuro biscaziere il figlio.
La libertà a cui si riferisce, è un concetto astratto oltre che complicato da spiegare. Cosa vuole dire essere liberi e poi, si è davvero liberi e liberi da cosa.
Dio è caos. Ma davvero Dio è il caos o è caos l'idea di un ipotetico dio.
Ed ecco che subentra il concetto filosofico che dovrà spiegare a quel figlio.
Il poker in realtà è un gioco. Paragonare il trascorrere dell'esistenza ad un gioco ci appare pessimo esempio. La vita è altro, è qualcosa di molto più profondo che si plasma nel tempo e con le esperienze negative e positive che si vivono.
Un libro quello di Adinolfi forse scritto bene ma, da non prendere ad esempio.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
daniela (28-01-2010) Alcune pagine sono veramente commoventi, in particolare quando la voce narrante spiega al figlio che verrà le ragioni del fascino del poker: "La tua stella polare, la tua guida, la tua costante è solo la tua libertà. Il resto è accidente, il resto capita. Ma solo tu decidi e solo tu saprai quando andare all in, quando giocarti tutto e tutto davvero. E penserai che ad essere decisivo sarà l'esito di quella giocata. E invece ad essere decisiva è la libertà che avrai conservato per poter compiere quel gesto. Le carte che scendono sul tavolo, alla fine, sono solo un particolare". Adinolfi è un personaggio particolare, qualche volta anche sgradevole, ma mi ha sempre incuriosita. Bisogna ammettere che scrive da dio. Questo libro è certamente consigliabile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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