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Rufolo Dimitry - Il diario di Ombrallegra |
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Titolo | Il diario di Ombrallegra |
| Autore | Rufolo Dimitry | Prezzo Sconto 10%
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€ 9,00
(Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 1,00)
|  | | Dati | 2009, 80 p., brossura |
| Editore | Zona
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Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| "Quello che si può dire a un diario, avviene da quell'altra parte di noi stessi che continua a pronunciare quanto l'esistenza proponga sempre un senso alla nostra vita: 'Existere' è un esercizio nudo e crudo, che si impara molto lontano dai versi e dalla poesia. Ciascuno di noi lo deve apprendere da solo, quando siamo tra 'il frigorifero ed il cielo'. L'essere si sorveglia e bada alla sua sussistenza individuale ed intanto, tenta uno slancio comprensivo della sua essenza in cerca d'individuazione. 'Il diario di Ombrallegra' compie questo sforzo verso la coesione fra ego ed es, l'io e gli altri, in una consecuzione di quadri che sono tentativi di microsopravvivenze in progress, poiché l'autore è soggetto stesso che mostra la sua precarietà, per modularla e lavorarla con le parole e con versi prosodici trasudanti dalla sua umoralità. Nel frattempo, però non siamo più nei 'pensieri a banda larga'. Le 'frequenze' ora sono minime, legate a singoli accadimenti, a situazioni scottanti e quanto mai presenti". (Alberto Mori)
LaRecherche (27-04-2010) La poesia di Dimitry Rufolo si distende sul mare della vita, sui fatti e le alterazioni dell’esistere, cercando di raccogliere ciò che ancora ondeggia di buono nella propria e nella altrui esistenza: “[…] / Ci sfioriamo nella ressa della strada / A volte tocchiamo gli stessi oggetti / nei supermercati / ci incrociamo in automobili / […] / Poi dormiamo / negli stessi letti / a volte insieme / negli stessi pensieri / […] Per tutta la vita / Per tutto l’inchiostro di una penna / Per tutto il nostro cammino incerto / […]”, pagina 39, “Le strade della vita”.
La poesia è un luogo da cui osservare la compostezza o il dinamismo della natura, intesa sia come esistenza fisica della materia, sia interiore movimento di sensazioni, di immaginazioni e di attese. Il poeta Rufolo investe sull’amore, sulla relazione con un altro da sé, che nel suo caso è appartenente al genere femminile, e nelle dinamiche del vissuto-presente o del vissuto-ricordo trova la parola per agevolare, nel cerchio delle sue esperienze, le sinapsi tra le parti di un mondo che tende alla disgregazione, all’allontanamento, al dia-ballo. Tuttavia Rufolo non perde una sorta di ottimismo che attinge linfa ancora da un terreno d’infanzia, dal quale è scaturita la venuta al mondo del suo albero delle idee, egli è uomo, ma con la giusta dose di puer aeternum, il bambino eterno che mantiene viva la potente gioia di vincere e crescere giocando senza mai accontentarsi del livello esistenziale raggiunto, a tratti permaloso per ciò che non ottiene.
Esistere significa scegliere e scegliere significa, lentamente, imprigionarsi dall’altra parte di un mondo che al poeta pare essere quello reale, anche se in realtà si tratta del mondo sognato nei desideri dell’infanzia, quello reale è purtroppo quello in cui realmente si trova e da cui osserva, è il lato del senex, il mondo adulto: “[…] / Sono qui / dall’altra parte del mondo reale / e più che descrivere / le mie passioni / ho l’impressione di scrivere / le mie memorie.”, pagina 41, “Le mie prigioni”. [...]
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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