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Matino Umberto - L' ultima Anguàna |
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Titolo | L' ultima Anguàna |
| Autore | Matino Umberto | Prezzo Sconto 10%
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€ 14,40
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 1,60)
|  | | Dati | 2011, 288 p., brossura |
| Editore | Foschi
(collana Romanzi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Estate del '56. Tre fratellini, Vito, Marilù e Pino, sono in vacanza sulle montagne venete. La bucolica atmosfera alpestre fa da sfondo ai loro giochi, ma nasconde sotto l'apparente serenità oscure vicende e inafferrabili segreti. La valle, i boschi e i monti sono popolati da esseri magici e alberi fatati e aleggia ovunque la presenza inquietante delle anguàne, mitiche ninfe delle sorgenti. La spensierata vacanza prenderà così improvvisamente una piega inaspettata e drammatica. Dodici anni dopo il brigadiere Baldelli tenterà di far luce su quei lontani avvenimenti e scoprirà gli antichi rancori, le verità inconfessabili e i crudeli delitti che hanno avviluppato i protagonisti in una tragica ragnatela.
Media Voto: 4.6 / 5mgf (30-09-2011) libro fantastico che ricorda e ci riporta in un tempo passato. Da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
hellenztv (14-07-2011) Dopo la Valle dell'Orco, Umberto Matino con la sua cifra stilistica inconfondibile, ci regala un giallo in cui l'ispettore a distanza di anni deve risolvere due "cold case". Avvincente. Letto in una giornata, anche se, a mio giudizio, un po' troppo frettoloso sulla fine. Ottima l'ambientazione di Posina (paese che amo particolarmente) prima del boom economico tra religione e "paganesimo" cimbro.
A quando il prossimo libro? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Diego (09-07-2011) Libro straordinario ricco di suggestioni. Non solo per i vicentini, ma per tutti quelli che amano la buona scrittura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianna dalle rive giannadr@yahoo.it (19-05-2011) "La Valle dell'Orco", primo romanzo di Umberto Matino, è stato una bella sorpresa, che ha conquistato molti lettori nel Vicentino per la curiosità, anche etnografica, dei residenti nei luoghi della narrazione. Matino offre ora un nuovo romanzo che mi sembra molto migliore del primo. Meno legato al locale, meno provinciale, anche se il paese di Posina, ai piedi del Pasubio, è molto caratteristico e caratterizzante. Più compatto nella narrazione rispetto al precedente romanzo, meno aspro nei passaggi, è un giallo molto avvincente, interessante, che mantiene una vena di quella sorta di straniamento che mi sembra pervadesse "La Valle dell'Orco". Là si muovevano personaggi in parte incomprensibili, tanto lontana e primitiva era la loro mentalità e il loro modo di vivere. Qui, ne "L'ultima anguana", Matino svolge magistralmente il tema dell'abbandono dei territori montani, cogliendo lo struggimento e il senso di perdita che da decenni ci pervade quando constatiamo che sono scivolati via secoli di intricato e durissimo lavoro, che aveva creato un incantevole paesaggio, e con esso è andata perduta un'intera civiltà. L'Autore coglie il momento di snodo, all'indomani del secondo dopoguerra, quando il "mondo antico" si sfalda irrimediabilmente. Mette in scena un'indagine attraverso gli occhi "foresti" di un carabiniere, che si inoltra con risoluta umanità tra le innegabili, ed a volte atroci, brutture che albergano anche in un pittoresco villaggio di montagna, quelle che a volte il destino - o un capriccioso piccolo terremoto - scoperchia alla cronaca. Solo un appunto: finisce tutto troppo presto, ed avremmo voluto riflettere un momento di più, con il Maresciallo Baldelli, e magari con Don Alfredo - il prete filosofo della città - sulla vicenda di Margherita, sulla gente di Molini di Sopra, sui loro piccoli impavidi e curiosi ospiti, sull'eterno dilemma del bene e del male, e su come lo illustrano certe antiche leggende. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mario (21-04-2011) Come il precedente "La valle dell'orco", il romanzo ti tiene inchiodato fino alla fine. L'atmosfera nella quale ti avvolge è quella d'altri tempi, ti immerge nei ricordi della tua infanzia o in quella dei racconti dei tuoi genitori. Era l'Italia degli anni '50, anzi, il Veneto degli anni '50, bello e per certi versi terrificante. Mai buono, secondo Matino. Questo libro racconta di quando eravamo poveri, ma per niente felici, perché costretti ad emigrare (se maschi) o andare in città a far le serve (se femmine); intristiti perché non avevamo niente, e il nostro orizzonte culturale non poteva, né sapeva, spingersi oltre l'osteria. L'aria era di certo più pulita e non c'era traffico: i bambini potevano stare giornate intere all'aperto senza pericolo di venire investiti, e di sera, le nonne raccontavano loro favole, al fontanile. Eppure la vita era durissima e tribolata per tutti. La miseria, l'inimicizia, il rancore e l'ignoranza governavano la società ed il malessere corrodeva le menti. In quell'epoca Matino ambienta il suo romanzo e lo colloca geograficamente in Val Pòsina, una sperduta valle fra il Veneto e il Trentino. Qui accadono dei misteriosi delitti ed il maresciallo Baldelli deve indagare. La novità dei libri di Matino è proprio quella di saper narrare fatti e accadimenti di un pezzo di Veneto minore, di una zona negletta e dimenticata: il vasto territorio montano delle prealpi venete. Una terra solo apparentemente senza storia, perché nessuno l'ha mai saputa raccontare. Attraverso la chiave del giallo, Matino narra il passato senza retorica né nostalgia, con rigore ed onestà, aggiungendo alle pagine tensione e mistero . Nessuno lo aveva mai fatto ed i vicentini, in primo luogo, e tutti i veneti ne sono orgogliosi. Credo proprio che anche questo libro verrà acquistato e letto da tutti quei diecimila ed oltre che già hanno assaporato "La valle dell'orco". Davvero un bel libro, lo consiglio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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