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Pancol Katherine - Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì |
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Titolo | Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì |
| Autore | Pancol Katherine | Prezzo Sconto 15%
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€ 17,00
(Prezzo di copertina € 20,00 Risparmio € 3,00)
|  | | Dati | 2011, 762 p., rilegato | | Traduttore | Patriarca R. |
| Editore | Dalai Editore
(collana Romanzi e racconti) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| I personaggi di Katherine Pancol sono ancora affannosamente in cerca della felicità pur scansandola per mille, buone ragioni. Hortense, la sua sfacciataggine e la carriera che decolla, l'odio ostinato per i sentimentalismi e Dio sa quanta fatica per abbandonarsi all'amore. Shirley, un valzer serrato tra relazioni sbagliate che dura da troppo e ormai l'ha sfinita. E poi lei, Josephine. Timidezza incurabile e maglioni sformati. Che attraversa Parigi per prendersi cura di un fiore. Gary che non ha la pazienza di aspettare, Philippe che invece non fa altro, e infine Oliver - "faccia da re umile" - che fa l'amore come s'impasta del buon pane. Un girotondo di vorrei ma non posso che finalmente ha la forza di interrompersi: fare i conti con quello che è stato, farlo adesso e senza riserve, per afferrare un lembo di felicità. D'altronde, gli scoiattoli di Central Park insegnano: la felicità ci inganna e dura un istante. La domenica i turisti affollano il parco, ma il lunedì? Impetuoso. Travolgente.
È questo che si pensa, appena si inizia a leggere il romanzo di Katherine Pancol, Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì.
È il tono narrativo stesso ad essere impetuoso, a travolgerci con le storie che ci racconta per bocca di personaggi che prendono vita sotto i nostri occhi di lettori, con una immediatezza sconcertante.
Perché questo romanzo è l’ultimo di una trilogia (con Gli occhi gialli dei coccodrilli e Il valzer lento delle tartarughe) e si potrebbe temere di non riuscire a raccapezzarsi se è, invece, il primo a capitarci tra le mani. Non è così.
Per un qualche miracolo operato dalla bravura dell’autrice non avvertiamo neppure la necessità di un elenco dei protagonisti in apertura del libro, come spesso troviamo in romanzi così ‘affollati’. Katherine Pancol sparge con parsimonia qualche dettaglio delle vicende precedenti a mano a mano che procede con il racconto, colmando gli spazi vuoti o rinfrescando la memoria di chi ha già conosciuto la famiglia Cortès.
Non proverò neppure a dire qualcosa della trama del romanzo: la trama è la vita dei personaggi e la vita dei personaggi è il riflesso della loro personalità.
Al centro c’è una famiglia di donne: la formidabile matriarca Henriette, le sue figlie Iris e Joséphine e le figlie di Joséphine, Hortense e Zoé. La bella Iris, la figlia prediletta di Henriette, è morta nel romanzo precedente; la dolce Joséphine, con i suoi complessi di inferiorità, è una studiosa e una scrittrice in cerca di ispirazione (il primo romanzo della serie era imperniato sul libro scritto da lei ma pubblicato a nome della sorella che glielo aveva commissionato e che si era goduta la gloria… finché era stata smascherata dalla nipote Hortense); Hortense, bella come la zia Iris, non ha neppure vent’anni ma è una forza della natura, sa quello che vuole - avere successo come stilista e disegnatrice - e si fa strada senza scrupoli senza curarsi delle vittime che lascia sul suo percorso; la piccola Zoé, infine, adolescente all’ombra della sorella e alle prese con il primo amore.
L’amore entra nelle vicende di tutti i personaggi, vissuto in maniera diversa: rapporto di puro sesso, sogno romantico, incontro occasionale, sentimento profondo, entusiasmante scoperta della ‘prima volta’.
Ma l’amore è solo una parte della vita e il romanzo di Katherine Pancol non è un romanzo d’amore.
Ogni personaggio ha una sua meta da raggiungere, più o meno concreta, più o meno apprezzabile: se Henriette mira ad appropriarsi dei soldi dell’ex marito in maniera fraudolenta e Hortense insegue la gloria dopo essersi aggiudicata l’allestimento delle vetrine di Harrods, c’è anche chi, come Joséphine, o Zoé, o Gary (innamorato di Hortense), o Gaétan (il fidanzatino di Zoé), o persino Philippe (vedovo di Iris, antiquario, padre di Alexandre, innamorato di Joséphine), è in cerca della propria identità, di che cosa vuole realizzare, di che tipo di essere umano vuole essere.
E allora: il romanzo dentro il romanzo, il diario di uno sconosciuto che Joséphine ha trovato nei cassonetti dell’immondizia, diventa emblematico di tutte le storie che abbiamo letto.
Il diario, che servirà da ispirazione a Joséphine, è stato scritto negli anni ‘60 e contiene la storia di un amore speciale, dell’infatuazione di un giovane per l’attore Cary Grant - simbolo di qualcuno che si è fatto dal nulla, costruendosi come voleva essere, cambiando anche nome, perché fosse più consono al suo nuovo ‘io’.
C’è tanto, tantissimo, c’è di tutto nel romanzo di Katherine Pancol.
Un po’ come in una soap opera televisiva. C’è vita vera e c’è improbabilità, c’è realismo e c’è un’estrema casualità. C’è un miscuglio di generi, dal pettegolezzo dei tabloid al thriller, dai riferimenti storici colti alla chick-lit.
C’è soprattutto, una grande capacità di raccontare, di intrattenere il lettore: se Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì è un feuilleton, benvenuto un feuilleton ben scritto perché, dopotutto, si ha anche bisogno di distrarsi dalle difficoltà, dalla piattezza e dalle durezze della vita quotidiana.
A cura di Wuz.it
10 recensioni presenti. Media Voto: 2.9 / 5Effe (22-05-2012) Ho letto i primi due, e ho trovato piacevole il primo, meno piacevole ma sopportabile il secondo. Questo, terzo e - grazie a Dio - ultimo, è un romanzo di una tale inutilità che l'ho abbandonato a metà, cosa che odio e non faccio mai. I personaggi sono insopportabili macchiette senza spessore, la protagonista è una donnetta piagnucolosa, la trama è senza senso, la società che viene descritta è una serie di beceri luoghi comuni.
I soldi più sprecati della mia vita. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
silvia (11-02-2012) Non ho letto gli altri libri della trilogia e sinceramente, dopo questo, non ci tengo affatto. Poco scorrevole, poco avvincente, poco tutto. Il personaggio di Junior è irreale e assolutamente patetico, specie visto il genere del libro! Un bambino di due anni che filosofeggia, parla latino, legge libri da universitari e s'innamora... ma per favore!!! L'unica parte bella del testo è quella legata a Cary Grant, ma son poche pagine! Il libro in una parola? Dimenticabile! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Marta (13-01-2012) Questo libro mi è piaciuto molto. Ero stata attratta dal titolo, senza sapere che si trattasse di una trilogia, quindi l'ho letto senza aver letto i precedenti. L'ho trovato forse un po' lento all'inizio, ma poi il ritmo è diventato sempre più incalzante e non sono più riuscita a staccarmi dalle pagine del libro. In generale mi è piaciuto molto. Ho fatto solo un po' fatica a collegare nomi a persone, ma forse è perchè non avevo letto i precedenti. Ad ogni modo lo consiglio, e nel frattempo mi sono già comprata gli altri in modo da finire la saga (al contrario...). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
max (26-10-2011) Lettura che fa piacevole compagnia. Più che un inizio e una fine si ha l'impressione di essere dentro o fuori da questo racconto. Chissà magari anche cento pagine in meno non avrebbero tolto nulla. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Teresa (16-10-2011) Conclusione un po' frettolosa, per questa trilogia che mi ha accompagnata nell'ultimo mese. Piu' brillante rispetto ai due precedenti, a tratti forse irreale, ma comunque una lettura piacevole. I personaggi ormai tenevano compagnia, ora mi aspetto un altro libro/puntata... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
liliana valle (27-09-2011) Che dire ,il romanzo e' molto scorrevole come d'altronde i precedenti pero' la trama a tratti e' veramente improbabile e mi riferisco soprattutto alle doti di lettura del pensiero di Junior che peraltro insieme a Josiane e' il personaggio piu' simpatico.Ho trovato invece a tratti odiosa Hortense e pallosa Josephine mentre mi e' piaciuto molto l' intermezzo su Cary Grant.tutto sommato una lettura leggera e non impegnativa da spiaggia Voto: 3 / 5 |  |  |  |
MIKI (24-09-2011) Rispetto ai primi 2 della trilogia è forse un po' prolisso e ripetitivo, dovendo dare modo anche a chi non ha letto i primi 2 di capirci qualcosa...Ci si ritrova molto chi conosce un pochino Parigi, Londra e New York, anche se a volte queste tre magnifiche città sono solo lo specchio di vecchi clichés ormai un po' démodés...Forse l'insieme è anche farcito di troppa psicologia spiccia e di tanto amore che non sempre è il deus ex machina di tutti i problemi, come l'autrice vuol farci credere; sebbene come principio fondante sia nobile, a volte si scivola nel grottesco. Lo stile tutto francese è scorrevole, sebbene la traduzione a volte pecchi un po'. Il personaggio di Hortense potrebbe diventare l'icona, non proprio esemplare, dell'epoca attuale. Consiglierei la trilogia a chi non desidera una lettura impegnata, ma ha voglia invece di rilassarsi in compagnia di vicende, personaggi bizzarri e una tazza di thè. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
eva (23-09-2011) buona la prima parte, noiosa e...concordo con Beppe, a tratti anche infantile tutta la seconda metà. Deludente! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
lalla (07-09-2011) Che dire anche questo terzo volume è molto intenso ed ha una forza travolgente. Ricco di emozioni. E' bellissimo!!! Avrei voluto che non finisse mai!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Beppe (22-07-2011) Premetto che non ho letto gli altri libri dell'autrice (ho scoperto che questo libro è parte di una trilogia), l'ho trovato decisamente monotono e scontato.
A tratti infantile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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