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Pennacchi Antonio - Canale Mussolini |
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Titolo | Canale Mussolini |
| Autore | Pennacchi Antonio | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
|  | | Dati | 2011, 460 p., brossura |
| Editore | Mondadori
(collana NumeriPrimi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Premio Strega 2010. Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra di loro ci sono i Peruzzi, gli eroi di questa saga straordinaria. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui si trasferiscono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, la più generosa, la più strana, una strega forse. Un poema grandioso che, con il respiro delle grandi narrazioni, intreccia le vicende drammatiche e sorprendenti dei suoi protagonisti a quelle, non meno travagliate, di mezzo secolo di storia italiana.
15 recensioni presenti. Media Voto: 3.8 / 5Francesca (05-02-2012) Su questo libro avevo trovato pareri discordanti. Poi mi sono convinta a leggerlo un pò perche sono veneta e un pò per la curiosità di capirne di più. Mi è piaciuto tantissimo: una pagina storica di vita vissuta, un romanzo che ti insegna tanto, ti fa capire tanto e che sicuramente ti lascia tanto dentro. Non l'ho mai trovato noioso e sorridevo nel leggere le frasi in dialetto così vere sintetiche ed incisive. Una bella storia famigliare ... un libro che per me è terminato troppo presto e che rileggerò sicuramente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Katia (27-01-2012) Dapprincipio lo scrittore, con il suo particolare modo di esprimersi con tutti quei "mi scusi lei..." non riusciva a catturare la mia stima. Ma subito dopo ho apprezzato il libro per quel che è. Uno spaccato genuino dell'Italia più povera; un racconto che va al di là delle opinioni politiche e che mette in primo piano una generazione di lavoratori, di agricoltori, di persone umili vissute nel periodo peggiore della storia italiana. Una rievocazione pulita e emozionante di quei racconti che i nostri stessi genitori e nonni ci hanno fatto. Particolarmente toccante il ritorno dal fronte dei fratelli Peruzzi....ed il passaggio tra le mine dell'Armida. Bello bello bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jubanne (13-01-2012) Il libro è interessante perchè ripercorre, ancorchè in chiave romanzata, un periodo fondamentale della nostra storia. Ho trovato la lettura un pochino difficile ,in alcuni tratti, per via dell'utilizzo che l'autore fa del dialetto. Nell'insieme un buon libro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
nihil (08-01-2012) Stupisce leggere recensioni negative! Questo è un capolavoro, porta alla ribalta la vera storia, quella vissuta dalla parte del popolo, ignorante ma arguto. Un'Italia dove tutto può accadere e accade. C'è un panorama politico e sociale di un'epoca. C'è la cultura contadina e l'evoluzione della famiglia. In questo libro c'è la storia d'Italia dell'ultimo secolo. Certamente se il lettore è abituato a leggere solo S.King o H.Potter, qui si troverà un poco spaesato. I personaggi si imparentano con il lettore, ognuno con la sua personalità, con la sua storia e le sue aspettative. I dialoghi sono perfetti ed aderenti alla vita e società qui rappresentata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Oz (28-12-2011) Romanzo lungo, noioso, corale (nel senso peggiore del termine: dispersivo, che non fa affezionare ai personaggi). Più volte sono stato tentato di sospenderne la lettura, ma avevo fiducia che qualcosa accadesse. E invece... Si salva solo l'idea di partenza: l'esodo di una famiglia dal nord Italia nell'Agro Pontino. Idea sviluppata malissimo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Raffaele (19-10-2011) Pienamente d'accordo con Samuele; stavo per fare un copia ed incolla.
In effeti, c'è di meglio da leggere ed apprendere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Samuele (17-10-2011) Il peggior libro che avessi mai potuto leggere ed acquistare.
L'esposizione dei periodi è penosa e contorta. Si arriva alla fine di una frase e non si capisce cosa volesse dire, l'autore.
Scrivere un libro è un'arte e qui si è peccato di presunzione.
Invidio quanti hanno trovato piacevole questo libro.
Il Duce che parla in dialetto veneto a dir poco ridicolo, improponibile...
La lettura, seppur soggettiva nella scelta e nei commenti, a parer di chi scrive, dovrebbe essere fluida, esplicita ed indulgiare
a quel desiderio di voler riprendere quel libro e perchè no, rileggerlo.
Premio Strega? Da non crederci. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
silvia (14-10-2011) Un libro spassoso su una brutta pagina della nostra storia, una visione inusuale, non dogmatica della politica, per cui non tutto ciò cha fa chi appartiene all'opposta fazione deve esser necessariamente sbagliato. Ritratto di un dittatore/trascinatore, sia nel bene che nel male, mescolato alle esistenze della gente comune che porta tutto il peso dei disagi sociali. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
danilo (27-09-2011) Libro molto istruttivo per chi come me non conosceva la storia dell'Agro Pontino. Il libro è ben scritto anche se forse in alcuni passaggi risulta essere a volte ripetitivo. Solo per questo motivo non do il massimo dei voti. Assolutamente da leggere! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Serena (07-09-2011) Divertente, preciso, storicamente attendibilissimo. Le vicende narrate, in linea generale, potrebbero essere quelle di una qualsiasi famiglia migrata in agro pontino. La presenza di frasi nei vari dialetti apprezzabili nella zona, mi ha fatto sentire a casa, nella mia terra che in realtà è terra di nessuno. Bello bello bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enza (29-08-2011) Bellissimo il modo di scrivere e descrivere gli ambienti e il momento storico. Riesce ad avvincere dall'inizio alla fine e si ha la certezza di aver letto un libro che resterà indelebilmente dentro di noi. Io lo sto consigliando a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
kine (25-08-2011) Noiosissimo... troppo lungo... Lo scrittore cercca di essere simpatico ma non ho accennato nemmeno un mezzso sorriso, insomma "Una palla al piede"... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
fabio zeli aafabitani@gmail.com (17-07-2011) bellissimo. mi sto allontanando un pochino dai romanzi ma questo è stato uno splendido regalo. mi ha fatto ridere e desiderare di leggerlo sino all'ultima pagina. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paola (16-07-2011) Un romanzo molto piacevole, dolce e divertente.
Inoltre, conoscendo poco la storia dell'Agro Pontino, l'ho trovato istruttivo.
Lo consiglio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
greta gretel68@virgilio.it (25-06-2011) Il lettore non è mai contento, stavo leggendo alcune recensioni negative su questo bellissimo libro e leggo che non è la storia che non è piaciuta e nemmeno la scrittura, ma gli aneddoti che lo scrittore ha messo nella trama. Ora, io non se la capacità di leggere un libro e di comprenderne il senso è di pochi, ma il fatto che questo testo è basato sul racconto e sui ricordi e che quindi gli aneddoti ci stanno a pennello, dovrebbe essere lampante anche al più ostico lettore,
comunque sia questo premio Strega è meritato con lode. Pennacchi ha costruito la trama con personaggi inventati (ma che potrebbero essere benissimo veri) messi nel contesto storico della bonifica dell' Agro Pontino, una saga famigliare quindi, che narra di una famiglia del nord, fascista e affamata che scende per salvarsi dalla fame e dalla miseria. Grande racconto, preciso e mirato storicamente e ironico e diretto nel linguaggio. Scrittura fluida e personaggi delineati in modo perfetto. Consigliato, mi ha fatto ricredere sullo Strega?.e non è poco. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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