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Titolo | Altai |
| Autore | Wu Ming | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,05
(Prezzo di copertina € 13,00 Risparmio € 1,95)
|  | | Dati | 2011, 411 p., brossura |
| Editore | Einaudi
(collana NumeriPrimi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Venezia, 1569. Un boato scuote la notte, il cielo è rosso e grava sulla laguna: è l'Arsenale che va a fuoco, si apre la caccia al colpevole. Un agente della Serenissima fugge verso oriente, smarrito. Costantinopoli sarà l'approdo. Sulla vetta della potenza ottomana conoscerà Giuseppe Nasi, nemico e spauracchio d'Europa, potente giudeo che dal Bosforo lancia una sfida al mondo e a due millenni di oppressione. Intanto, ai confini dell'impero, un altro uomo si mette in viaggio, per l'ultimo appuntamento con la Storia.
Media Voto: 3.5 / 5Michele Lucivero michele.lucivero@istruzione.it (17-01-2012) Questo estroso manipolo di autori prova a doppiare il successo ottenuto con Q per mezzo di un nuovo, entusiasmante e più elaborato romanzo ai confini tra storia e leggenda. Sullo sfondo ancora un episodio storicamente fondato: la battaglia di Lepanto del 1571, il cui esito ha determinato la supercelebrazione della potenza militare cristiana, veneziana e spagnola contro lo schieramento musulmano degli ottomani. Originale, tuttavia, è l'intreccio, il quale rivela i motivi scatenanti il conflitto, vale a dire l'ambizione, la spregiudicatezza e l'importanza delle finanze dei giudei che cercano di assicurarsi un territorio come Cipro, succedaneo alla terra promessa in cui vivere in piena autonomia. Un ruolo interessante è svolto dalle donne, quasi un personaggio unico, un soggetto corale che dietro gli uomini di potere muove le fila del processo storico e ne imprime la direzione. La nota più bella del romanzo resta, ad ogni modo, l'originale interpretazione dell'integrazione sociale e culturale dei popoli sotto il dominio islamico, una integrazione non concessa dall'alto come la tolleranza dispensata dei regnanti illuminati europei, ma esigita dal basso, come fosse un'esigenza procedurale imprescindibile per la convivenza, Tahammül la definiscono gli autori. Simpatica e significativa, infine, è la macchietta del romanzo, il pirata barese che rappresenta pienamente l'istanza geneticamente anarchica degli iapigi, il quale non esita a combattere con ardore e coraggio contro il moloch cristiano per una gloria tutta personale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sara Orioli sara.orioli@yahoo.it (28-09-2011) Mi piacciono i thriller-romanzi storici perchè, quando ben fatti, sono un ripasso della storia e un'occasione per capire il presente. V. e Contro il giorno di Pynchon sono le pietre di paragone di questo genere, i Wu Ming lo sanno e cercano di imitarlo. I colpi di scena, il mordente, l'ambientazione, la precisione storica, tutti questi elementi ci sono. Mancano le accelerazioni, soprattutto in partenza, i dialoghi dirompenti, le trovate che renderebbero questa bella trama un grande romanzo. Comunque l'ho finito senza fatica. Q e 54 mi erano piaciuti di più ( quattro stelle!!) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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