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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Ferrante Elena - L' amica geniale

L' amica geniale TitoloL' amica geniale
AutoreFerrante Elena
Prezzo
Sconto -15%
€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00)
Dati2011, 400 p.
EditoreE/O  (collana Dal mondo)
  
 Disponibile in eBook a € 11,99

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Descrizione
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L'autrice scava nella natura complessa dell'amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l'Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l'andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l'autrice ci ha abituati. Si tratta di quel genere di libro che non finisce. O, per dire meglio, l'autrice porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell'infanzia e dell'adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto.

La recensione di IBS

Non c’è lampada che si possa strofinare abbastanza da farne uscire un’amica vera, neppure se questa è un’amica geniale.

Anche andare da Don Achille era proibito, ma lei decise di farlo ugualmente e io le andai dietro. Anzi, fu in quell'occasione che mi convinsi che niente potesse fermarla, e che anzi ogni sua disobbedienza avesse sbocchi che per la meraviglia toglievano il fiato.

Elena Greco – detta Lenuccia – e Raffaella – per tutti Lina , ma per l’amica sarà sempre Lila - lo sanno bene, ed è per questo che l’una si tiene stretta all’altra lungo tutto il corso di una vita.
E le due vite partono parallele, in un rione popolare della Napoli degli anni cinquanta, per poi proseguire lungo traiettorie distinte, inscritte nelle contingenze e nelle scelte dettate da due caratteri diversi. Elena, la cui voce ci narra la vicenda, la prende alla lontana, e comincia a raccontare sin dall’infanzia e da quei giorni di scuola in cui la maestra tributa continui omaggi all’intelligenza e alla bravura di Lila, bambina alla quale tutto sembra venir facile, spontaneo.
Nella luce di questa sua amica geniale, anticonformista, dall’intelligenza brillante e dal carattere inquieto e selvatico, Elena vive e cresce. Fuori dalla classe, lontano dai banchi, il mondo è dominato da figure maschili sanguigne, iraconde, temibili. Come quella di Don Achille, babau di cui si favoleggiano gesta crudeli e mitologiche, uomo che vive in un apartamento in cima alla rampa di scale più tetra che ci sia: una rampa che un giorno Lenuccia e Lila si daranno reciprocamente coraggio di salire.
Sono i gesti come questi, o le scorribande finite a sassaiole contro le bande di ragazzi, che consolidano e rendono speciale giorno dopo giorno l’amicizia delle due bambine.

Un’amicizia, appunto, più forte di ogni differenza, e che anzi proprio dalle differenze trae sostentamento e si rafforza. Anche quando Lila è costretta a lasciare gli studi, per i quali era tanto portata, e avviarsi verso le pastoie di un fidanzamento che certamente le andrà stretto, mentre Lenuccia avrà la possibilità di affrancarsi attraverso lo studio dalle miserie cui la sua condizione la condannerebbe.
Il romanzo comincia con la scomparsa di Lila, avvenuta attorno ai settant’anni di età, che spinge Elena a mettersi sulle tracce dell’amica e a ripercorrere, a tutto beneficio del lettore, la storia che le ha unite.
Vividissima è la descrizione della Napoli degli anni cinquanta e alle soglie del boom economico, colta soprattutto nelle luci e negli odori dei quartieri più popolari, e teatro dell’infanzia delle due amiche. Una macondo violenta e meravigliosa per sopravvivere nella quale è necessario vestirsi di una corazza ben spessa, a dispetto delle tenerezze che si possono covare in petto.
E poi, più avanti nel tempo, assistiamo in filigrana all’affermarsi di un costume maligno che – lo intuiamo – degenererà nelle forme criminali della camorra, frutto terribile di quella stessa attitudine.

Il romanzo, pur compiuto e leggibile come storia a sé stante, s’interrompe sulla soglia dei sedici anni di Lenuccia e Lila, per darci appuntamento fra qualche mese, con la seconda puntata di questa saga, che si preannuncia lunga. Ma chi è Elena Ferrante? L’autrice di “L’amore molesto” è elusiva al punto da aver alimentato un mistero duraturo e coinvolgente nella comunità dei lettori. Goffredo Fofi, che disse un gran bene della prima prova narrativa di Ferrante, è fra coloro che sono stati sospettati di essere la penna dissimulata da uno pseudonimo.
A riprova di questo, è stato fatto notare come le poche interviste realizzate con Ferrante siano praticamente tutte opera di Fofi.
Ma la cospirazione più accreditata è quella che vorrebbe che Elena Ferrante sia in realtà Domenico Starnone. Un’autrice elusiva, irrintracciabile (e forse non è un caso che l’ultimo dei tre libri di cui si compone “Autobiografia erotica di Aristide Gambia” s’intitoli proprio “Le irrintracciabili”). Se non è Starnone, si è anche detto, è senz’altro sua moglie, Anita Raja, traduttrice e consulente editoriale della casa E/O, per la quale Ferrante pubblica. Il mistero s’infittisce, perché autorevoli critici si sono spesi a cercare al passino sottile alcune analogie stilistiche fra alcuni passaggi nei libri di Starnone (in particolare “Via Gemito”) e altri presenti nei titoli di Ferrante. Nessuno di questi investigatori, a dire il vero, se n’è uscito finora con quella che può essere considerata una “pistola fumante”, e anzi è lo stesso Starnone a smentire seccamente, nel suo ultimo libro, la veridicità delle affermazioni fatte da critici e sedicenti investigatori letterari. Ma tant’è: vita e letteratura sono anch’esse amiche geniali, e confondono talvolta i propri limiti sfumando reciprocamente l’una nell’altra.

A cura di Wuz.it

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 86 recensioni presenti.  Media Voto: 3.89 / 5 | Invia recensione

luro62 (26-06-2016)
Ho letto il libro fino alla fine. Che ha vissuto in meridione negli anni 50 e 60'riconosce gli atteggiamenti, i pensieri le storie. Essere a vicino al mare e non andarci non era strano in tanti posti. Non c'era tempo. L'Amica Geniale sembra che sia Lila in quanto con cervello superiore. Quei cervelli che apprendono subito, comprendono particolari che altri non vedono. Mentre e' chiamata cosi' Lenu che in sostanza una che studia molto. C' e' la storia del riscatto sociale con lo studio. (All' epoca era una strada, ora non più) ma che comunque non permetteva da subito di entrare in societa'. Ci entreranno i figli. Il romanzo si legge bene, la lettura scorre ma la storia e' troppo scontata. Si comprende come va a finire tutta la serie dalle prime pagine. Lenu che sente al telefono il figlio di Lila, che dice del carattere di Lila, che comunica la sua eta', che dice che lei si e' allontanata e Lila no. Storia di riscatto fuori dalla propria terra. Lettura estiva.
Voto: 3 / 5
Gio' (16-06-2016)
È da due mesi circa che ho finito i quattro libri dell'Amica geniale e il vuoto che hanno lasciato i vari personaggi è incolmabile,la scrittura, le descrizioni, le storie che si intrecciano, Lila e Lenù, perfino Napoli mi manca, con le sue mille sfaccettature. La prima volta che presi in mano il primo volume lo abbandonai dopo poche pagine, scoraggiata dalla varietà dei personaggi e delle loro storie. Una volta ripreso però non li ho più lasciati! Grazie Elena Ferrante, chiunque tu sia!
Voto: 5 / 5
Simona (03-06-2016)
Scritto indubbiamente bene ma la trama non mi ha colpito. Anzi l'amicizia quasi ossessione fra la due amiche è ripetitiva e noiosa.
Voto: 4 / 5
stefy75 (30-05-2016)
Difficile descrivere la sensazione che mi ha lasciato questo libro, sia durante la lettura, sia ora, a lettura conclusa. Direi 'il nulla'. Non mi ha lasciato nulla, non mi ha appassionato, non mi ha emozionato. La lettura è stata scorrevole, perché il libro non è scritto male, ma è una scrittura vuota, asciutta. Stupisce di tanto successo una lettura così insignificante.
Voto: 2 / 5
stefy75 (05-05-2016)
Difficile descrivere la sensazione che mi ha lasciato questo libro, sia durante la lettura, sia ora, a lettura conclusa. Direi 'il nulla'. Non mi ha lasciato nulla, non mi ha appassionato, non mi ha emozionato. La lettura è stata scorrevole, perché il libro non è scritto male, ma è una scrittura vuota, asciutta. Stupisce di tanto successo una lettura così povera.
Voto: 2 / 5
laura (01-05-2016)
Prima di tutto,non facciamo paragoni con Anna Maria Ortense,che è ben altra scrittrice.Riguardo alla Ferrante,direi che ,a meno che uno non sia Proust,le storie troppo lunghe alla fine stancano. Ho apprezzato i primi due libri della tetralogia,molto godibili per stile,ambiente e descrizione dei personaggi.Sto finendo il terzo con una certa fatica e poi mi dedicherò all'ultimo.,quasi per dovere. Io avrei terminato la narrazione con''Storia del nuovo cognome''.La simpatia e l'interesse per le due protagoniste,a questo punto si stanno trasformando in antipatia e fastidio.
Voto: 4 / 5
Simona (05-04-2016)
L'inizio del libro mi è piaciuto, il racconto avrebbe le carte in regola per essere un bel libro! Ma dopo poco la trama ha iniziato ad ingarbugliarsi ed essere poco scorrevole! A tratti noiosa! Peccato!
Voto: 3 / 5
Alessandra (31-03-2016)
Troppo discorsivo, un susseguirsi di vicende che vengono praticamente riassunte (cosa che infatti è , visto che a narrare l'infanzia e l'adolescenza delle due amiche e' una delle due, ormai grande). Poi manca una trama, sembra un susseguirsi di ricordi a caso, e il lettore non empatizza coi personaggi. Poca profondità e una scrittura troppo, troppo discorsiva. Peccato, da napoletana mi ci ero approcciata con entusiasmo.
Voto: 3 / 5
Emanuele (14-03-2016)
Fatico enormemente ad esprimere un giudizio sulla tetralogia di Elena Ferrante. Fatico perché mi ha tenuto incollato alle sue 1500 pagine e non riesco a capire il perché. Potrei azzardare, come primo tentativo, perché mi sembra un romanzo che esprime sentimenti, emozioni, relazioni molto "vere". E in questo mi sembra che la Ferrante sia stata bravissima. Mi sono anche chiesto se sia possibile che in una vita (anzi, in due vite) ci possa essere così tanto. E la risposta è stata sì. In due vite, vissute con l'intensità di Lenù e Lila, ci può essere così tanto. Ciò che forse mi ha lasciato un po' perplesso è l'analisi ripetuta, soprattutto negli ultimi due romanzi, dei sentimenti di Lila da parte di Lenù (la voce narrante). Ogni tanto ho percepito eco di "già letto". In ogni caso è una lettura che consiglio vivamente.
Voto: 4 / 5
susy (05-03-2016)
Qualcuno ha detto che le sensazioni sono soggettive. E' proprio vero, a me questo libro è piaciuto molto. La scrittrice è riuscita a tracciare uno scenario di violenza, povertà e degrado con delicatezza, facendoci amare quasi tutti i protagonisti del romanzo. La personalità di Lila è così sfaccettata da essere assolutamente reale. La crescita di Lenù così intensa da farmi sospettare che siano sentimenti provati in prima persona da chi scrive il romanzo. Vado a cercarmi subito il secondo romanzo
Voto: 5 / 5
diletta (09-02-2016)
Anche questo libro lasciato a metà. Non capisco i commenti entusiastici di molti utenti. Io non sono riuscita ad andare oltre la metà!
Voto: 1 / 5
Federica (11-01-2016)
Scrivo la recensione anche se non ho ancora concluso il libro che però mi sta coinvolgendo moltissimo ed ho già acquistato il secondo volume. Non avevo mai letto Elena ferrante e la conoscevo solo per aver visto il film "I giorni dell'abbandono" tratto dal suo romanzo. La sua scrittura è fluida e la trama secondo me è accattivante. Condivido le migliori recensioni. Consigliato
Voto: 5 / 5
Ros (29-12-2015)
Libro noioso, personaggi piatti. Resto basita davanti a tanto successo.
Voto: 1 / 5
Luca (02-12-2015)
Non sono proprio riuscito a finirlo. Non coinvolge ed ha una narrazione troppo piatta, ma a parte questo, che potrebbe anche non essere un difetto, non riesco a capire le tante recensioni entusiastiche che ho letto ed i commenti positivi che ho sentito. Noia, noia, noia.
Voto: 1 / 5
betty (16-11-2015)
Libro carino, scritto bene che si legge con piacere. I personaggi sono descritti bene e la trama è accattivante, sono molto curiosa di leggere il secondo libro di questa "fantomatica" autrice. Consigliato
Voto: 4 / 5
aledifra (02-11-2015)
Coinvolgente, intenso,emozionante. Mi è piaciuto moltissimo e il secondo volume non sembra da meno.
Voto: 5 / 5
STEFANIA (15-10-2015)
Sono al terzo volume, li ho letti con voracità ed ho acquistato il quarto. Condivido i migliori giudizi di coloro che mi precedono nelle recensioni e voglio precisare che non sono un'amante di romanzi dove si trattano temi così crudi dove per di più sono vittime le donne, ma questi libri, chiunque li abbia scritti (una mano di donna ci deve essere), sono bellissimi
Voto: 5 / 5
Vittorio (14-10-2015)
l'ho trovato poco ocinvolgente si, ben scritto; storie e vicende umane che si intrecciano; l'italia degli anni '50 riprodotta come una cartolina manca qualcosa a questolibro: la capacità di interagire con il lettore, di fargli sentire gli odori e i sapori del rione napoletano una delusione
Voto: 2 / 5
leonardo de chanaz (28-09-2015)
Mi sono avvicinato ad Elena Ferrante con i suoi primi libri. I personaggi femminili erano deboli, più vittime che protagonisti. Poi ho preso in mano questo libro, che mi ha trascinato nei vicoli del racconto, con descrizioni della vita infantile, e poi dell'adolescenza delle protagoniste fino alla giovinezza. Un libro straordinario, avvincente. L'unico difetto è che a un certo punto finisce, ma in compenso conclude, con la protagonista che si libera dal mondo di cui era parte e si prepara per un altro salto. Lo consiglio moltissimo. Leggerò sicuramente il seguito, anzi, li ho messi nella lista dei desideri!!
Voto: 5 / 5
Giulia (25-09-2015)
Ho letto tutti e quattro i volumi. Il primo è stato interessante come il secondo; gli altri due una trascinare la storia. Mi meraviglio che questi romanzi siano stati candidati al premio Strega in quanto la scrittrice ha pubblicato dei romanzi assai più belli e coinvolgenti di questa saga.
Voto: 3 / 5
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