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Griffero Tonino - Interpretare. La teoria di Emilio Betti e il suo contesto |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Carchia, G., L'Indice 1989, n. 4
L'accurata e nitida monografia di Tonino Griffero si raccomanda all'attenzione degli studiosi di filosofia per più ragioni. Nota indirettamente, assai più che non effettivamente conosciuta, la teoria di Betti è sembrata per lungo tempo a molti oggetto di una ingiusta dimenticanza, quasi discriminata per ragioni estrinseche al suo effettivo valore. Ora, il libro di Griffero aiuta, innanzitutto, a sbarazzarsi di queste "leggende", che facilmente fioriscono intorno ai dimenticati. Nel suo lavoro, Griffero mostra con chiarezza il carattere ambiguo e problematico dell'orizzonte filosofico complessivo di Betti, uno storicismo "dimezzato", carico di echi tardo-umanistici, capace di nutrirsi ecletticamente alle fonti più diverse, dalla teoria dei valori alla fenomenologia al realismo di Hartmann. Di contro ai dubbi che suscita l'impostazione generale della teoria di Betti, sta invece il valore delle istanze affacciate dalla sua concreta teoria dell'interpretazione. Secondo quanto osserva nella bella prefazione Francesco Moiso, l'attualità dell'ermeneutica bettiana consiste nelle sue domande più che nelle sue risposte. La teoria di Betti, con la sua insistenza sul carattere pratico-metodico del lavoro interpretativo, inteso criticamente come mezzo anziché come fine dell'intendere, richiama l'attenzione su quell'oggettività delle "forme rappresentative" che l'ermeneutica di ascendenza heideggeriana tende, troppo facilmente, a fare scomparire con l'affermazione di un indistinto primato della precomprensione.
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