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Di Grado Antonio - Giuda l'oscuro. Letteratura e tradimento | Giuda è stato di volta in volta testimone, indiziato o accusatore nel processo intentato alla storia dalla letteratura, o convitato silente a un implacabile dibattimento intorno al tema cruciale del Tradimento: di una fede, un patto, un mandato, una gerarchia di norme e valori, un'identità nazionale o ideologica. Seguirne le orme può quindi contribuire ad arricchire il profilo del secolo appena trascorso e di una letteratura come lui votati al dubbio, allo sgomento, alla trasgressione, alla disfatta, all'apostasia e al compiacimento per gli stati più torbidi della coscienza e del comportamento sociale, ma pure alla loro lucida perlustrazione. L'autore si è così messo alla ricerca dell'Iscariota, della sua immagine mutevole e dei suoi numerosi replicanti in compagnia degli scrittori (nonché di qualche cineasta) che l'hanno direttamente evocato, ne hanno trattato il crimine o l'hanno scontato tradendo le idee dominanti o sentendosene traditi. Scrittori "irregolari", negletti o maledetti come il loro protagonista, dannati all'indifferenza, all'incomprensione, all'oblio o al biasimo, di cui Giuda è stato guida e specchio, oggetto di riflessione e d'invenzione.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5Albert (08-10-2007) Libro di un accademico per accademici o aspiranti accademici o mancati accademici. Non c'è da stupirsi se gli studenti venuti fuori da alcune università non abbiano sentore del piacere estetico che un romanzo può fornire. Così i pochi non vinti ricorreranno a Citati, Manganelli, Sciascia, Bufalino... I più si perderanno come lettori e anche un po' come uomini. Come penitenza per l'Autore la lettura ad alta voce degli scritti critici di Calvino, Mengaldo, Wilson, Bloom, Nabokov. A. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Bazarov (03-10-2007) Avevo già letto "La lotta con l'angelo" e ho avuto conferma di un’idea della ricerca come 'dialogo' con intelligenze che agiscono costantemente dentro la speculazione quotidiana dello studioso. Le genealogie intellettuali che l'autore costruisce sollecitano interrogazioni radicali e stimolano ad altre letture. Ma proprio questo mi pare che debba essere il compito della critica. Di Grado azzarda, sfida ed esibisce in modo non sterile, come fanno invece tanti altri accademici, le sue letture e le sue passioni. Ben venga, dunque, anche per l'accademia, un bel lavoro come il suo "Giuda". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvi (29-09-2007) Non so se il Pococurante abbia animosità personale nei confronti del professore Di Grado, ho intravisto su ibs altri interventi dello stesso su Camilleri e Ammaniti. Applicandomi parecchio invece ho letto questo Giuda l'oscuro. Letteratura e tradimento. Buone intuizioni sciupate. Un testo dotto per letterati universitari. Quanto siamo lontani dai Garboli, dai Pontiggia, dai Raboni nella nostra Italia universitaria. Finirà mai? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Ada (28-09-2007) Il testo del prof. Di Grado è a mio giudizio di grande interesse e stimolo alla comprensione della letteratura. C'è una conoscenza vasta degli autori più importanti che il prof. Di Grado ha letto. Di solito i testi universitari sono pesanti e noiosi. Per questo leggo con passione i grandi Piero Citati, Milan Kundera, Italo Calvino, Silvano Nigro. Ma questo Giuda l'oscuro. Letteratura e tradimento pur esendo un testo accademico non è trascurabile. Forse una semplificazione nel linguaggio avrebbe giovato a una maggiore divulgazione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Nicola Martorana (26-09-2007) La recensione precedente mi pare palesemente ispirata da animosità personale. Tutt'altre impressioni, a me che non conosco l'autore, ha suscitato questo libro bellissimo, che una entusiastica recensione di Goffredo Fofi mi aveva invogliato ad acquistare. Mi hanno affascinato proprio la scrittura elegante, tutt'altro che accademica, e il tema: un viaggio tra letterature e storia delle religioni alla ricerca non solo d'un personaggio controverso (Giuda) ma d'una idea: quella di tradimento, come abiezione o come forma di conoscenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pococurante pococurante@libero.it (11-09-2007) Antonio Di Grado ancora una volta manca l'obbiettivo di farsi leggere senza sofferenza. Come in La Vita, le Carte, i Turbamenti di Federico De Roberto, Gentiluomo (già sfinente il titolo), non l'ausilio di una mano benefica di editor che lo soccorra in questo Giuda l'Oscuro. Letteratura e Tradimento. Tante buone e coltissime idee malamente espresse, supponendo che questo sia il tono degno per parlare di grandi autori. Con l'aiuto di Stendhal viene da pensare: L'accademia, in mezzo ai voli dell'immaginazione, è un colpo di pistola in mezzo a un concerto ... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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