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Anderson Sherwood - Le voci del torrente |
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Titolo | Le voci del torrente |
| Autore | Anderson Sherwood | Prezzo Sconto 10%
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€ 7,20
(Prezzo di copertina € 8,00 Risparmio € 0,80)
|  | | Dati | 2010, 65 p., ill., brossura, 2 ed. | | Traduttore | Stella C. |
| Editore | Il Nuovo Melangolo
(collana Nugae) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Sherwood Anderson è stato il padre di tutti i miei libri", disse William Faulkner. E il coro di approvazioni comprende Hemingway, Fitzgerald, Henry Miller e molti altri grandi. Sherwood Anderson in effetti rinnovò la letteratura americana negli anni Venti e il suo influsso, attraverso Hemingway, dura ancora oggi. In questo magistrale racconto, "Le voci del torrente", lo scrittore affronta il tema del denaro e del rapporto tra qualità espressiva e vendibilità dell'opera d'arte. Quanto deve sacrificare l'autore per andare incontro ai gusti del pubblico? Fece bene una generazione di scrittori a vendersi a Hollywood? Anderson, in forma narrativa, affronta la questione con voce vibrante e con un tono intensamente emotivo.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Concilio, C., L'Indice 1992, n. 8
C'è una dimora di campagna, "bella come una poesia" - dirà l'autore -, sempre rischiarata dalla luna piena, proprio come l'ha ritratta in copertina Gabriella Giandelli, bravissima nel cogliere l'atmosfera del libro, e c'è un torrente lì nei pressi che "parla" e popola di voci le lunghe notti insonni di Sherwood Anderson. E da questo notturno mormorio d'acqua corrente scaturisce la scrittura; ha origine un flusso di pensieri che trasformerà questo breve racconto autobiografico in un vero e proprio "J'accuse". Senza reticenza alcuna, Anderson, maestro presto dimenticato dai suoi allievi ed emuli, peraltro annoverati tra i migliori narratori degli anni venti - da Miller a Fitzgerald, Faulkner e Hemingway - rivolge un'amara accusa all'establishment americano e alla sua politica culturale. La polemica riguarda per primi gli editori, unicamente interessati alla "vendibilità" dell'opera d'arte e al suo valore monetario prima che letterario: ma coinvolge anche quegli scrittori che si sono "prostituiti" al cinema hollywoodiano attratti da facili guadagni, accettando così di "svendere la raffigurazione della vita umana". Nel tumulto di queste riflessioni e coerentemente con la sua adesione al comunismo, Anderson spera ancora se non nel " rovesciamento del capitalismo" almeno nella possibilità di evitare il "contagio" di quella che considera una "malattia": "il mito del successo"; quel "vicolo cieco" al cui fascinoso richiamo molti scrittori non hanno saputo resistere. Dal canto suo, Anderson, avvolto nel riverbero lunare, complici le voci del torrente, preferisce affidare le pagine del suo manoscritto alle fiamme, piuttosto che sacrificarle a quel denaro che pure avrebbe potuto salvare un esiguo conto in banca.
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Media Voto: 5 / 5armando (18-03-2011) E' uno dei racconti più belli che mi sia mai capitato di leggere. Il libro ha un che di magico, anche se il tema affrontato dall'Autore impone, a noi che leggiamo, di riflettere sulle miserie e le tirannie di questo mondo. La storia dell'Autore è quella di tutti noi, è la storia del difficile ed irrisolto rapporto tra libertà, successo, danaro. Senza ipocrisie.
Un libro da tenere sopra il comodino, a portata di mano. Un inno alla libertà, che viene dal cuore.
Credetemi: leggetelo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano indrasong@alice.it (15-09-2010) Un grande scrittore del novecento. Un tema che riguarda tutti noi e che ogni giorno ci affligge: scendere o non scendere a compromessi? Consigliato a chi, come me, non riesce ad accettare la superficialità del sistema. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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