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Saint-Point Valentine de - Manifesto della donna futurista | Questo libro raccoglie sei scritti di Valentine de Saint-Point, figura femminile di inizio secolo, legata agli ambienti del futurismo e protagonista di autentiche battaglie culturali negli anni immediatamente precedenti lo scoppio della prima guerra mondiale. Il primo testo, "Manifesto della donna futurista", è un proclama sfrontatamente bellicista e antifemminista che, aggirando la misoginia di Marinetti, cerca di assicurare alla donna un ruolo adeguato nel movimento futurista. La postfazione di Jean-Paul Morel e la cronologia biografica sono utili per ricostruire il ritratto di una donna che fu particolarmente attratta dalla libertà.
| La recensione de L'Indice |
 Nel primo decennio del 1900 Valentine de Saint-Point fu una delle rappresentanti più emblematiche di quel risveglio della soggettività femminile che scrittori e opinionisti, allarmati, etichettarono come il fenomeno della "donna nuova". L'allarme derivava soprattutto dalla comparsa di un movimento femminista e suffragista sempre più vasto, diffuso e organizzato, ma la "donna nuova" in realtà ne era per lo più estranea. Inquietudine, voglia di protagonismo, presa di parola pubblica, in qualche caso più raro stili di vita moralmente trasgressivi, erano agiti al di fuori, e spesso contro, la prima grande ondata del femminismo internazionale. Questo era senz'altro il caso di Valentine de Saint-Point che, con l'atteggiamento tipico di tante intellettuali e scrittrici, intendeva affermare la sua individualità di autrice all'ombra dei più potenti miti del momento la nazione, la guerra, la razza rifiutando la ben più impopolare identificazione con il femminismo. In questo libretto si raccolgono gli scritti in senso ampio politici di Saint-Point, a iniziare dal Manifesto della donna futurista. Risposta a F. T. Marinetti diffuso contemporaneamente in Italia e in Francia il 25 marzo 1912 (tre anni dopo il più famoso Manifesto futurista di Martinetti), seguito dal meno famoso ma più interessante Manifesto futurista della lussuria, anch'esso diffuso nei due paesi l'11 febbraio 1913. Vi si trovano poi una puntualizzazione sul tema Amore e lussuria, il progetto di un Teatro della donna e due scritti sulla "metacoria", progetto di danza nuova, intessuta e eseguita su una base puramente "ideistica" e cerebrale. Il Manifesto della donna futurista fu una replica alla misoginia di Marinetti solo nel titolo. Valentine de Saint-Point, al contrario, tentò di formulare un discorso sulla liberazione (individuale) della donna assumendo la misoginia futurista, e attaccando quindi a fondo tutte le caratteristiche allora attribuite al genere femminile, innanzitutto la dolcezza e la pudicizia, per ricondurre il tutto sotto lo scudo simbolico del nazionalismo guerrafondaio futurista. Emma Schiavon |
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