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Seth Vikram - Autostop per l'Himalaya. Viaggio dallo Xinjiang al Tibet |
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Titolo | Autostop per l'Himalaya. Viaggio dallo Xinjiang al Tibet |
| Autore | Seth Vikram | Prezzo Sconto 15%
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€ 8,08
(Prezzo di copertina € 9,50 Risparmio € 1,42)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2001, 208 p. | | Traduttore | Cogolo A. |
| Editore | EDT
(collana Aquiloni) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Ho sempre desiderato andare in Tibet, tuttavia so che questo desiderio è dovuto in gran parte al fascino che circonda l'ignoto. So molto poco sulla regione del Tibet e conoscerò per esperienza diretta il suo clima e la sua geografia. Non ho amici tibetani. Una foto del Potala, danzatori tibetani visti nel Darjeeling, un articolo o due sul Dalai Lama rappresentano tutto il mio bagaglio di conoscenza; di simili frammenti è formata la mia idea del Tibet. E in un certo senso il mio intento non è quello di fare un viaggio in Tibet, ma semplicemente di attraversarlo."
Media Voto: 4.33 / 5Manuela (28-07-2006) Dopo aver fatto lo stesso viaggio descritto nel libro, ho scoperto e letto questo romanzo. Come sempre Vikram Seth è riuscito a farmi emozionare ed a farmi rivivere il mio mese in Himalaya. E' un libro che consiglio a tutti, fantastico! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberto tosato rtosato@yahoo.com (27-07-2006) il libro piuttosto interessante come resoconto di viaggio e che possiede un'altro aspetto da sottolineare:
la visione della Cina da parte di un orientale.
una visione sostanzialmente diversa daquella europea.
(fra l'altro nel tam tam mediatico pro tibet, questo libro scansa abilmente prese di parte di dubbio gusto nel tema del viaggio... )
r Voto: 4 / 5 |  |  |  |
AleRoots radix79@libero.it (05-02-2004) Un diario di viaggio, un racconto quasi giorno per giorno del percorso, degli incontri, dei pensieri e delle osservazioni. "Autostop per l'Himalaya" è scritto interamente in prima persona, nel dipanarsi del viaggio che, durante l'estate del 1983, attraverso la Cina, il Tibel e il Nepal porta l'autore a Dheli, in India.
Il protagonista è un ventinovenne studente indiano, che dopo alcuni anni passati a studiare in Europa e negli Stati Uniti, si trova per delle ricerche a trascorrere due anni a Nanchino, nella Cina Orientale; l'idea è quella di passare le vacanze estive finalmente a casa con la famiglia, ma anziché ritornare con un normale volo aereo, Vikram opta per un percorso "più interessante"; percorso che lo porterà dallo Xinjiang ad attraversare Tibet e Nepal, prima rimediando avventurosi passaggi sui tir diretti a Lhasa, e poi addirittura a piedi per un buon tratto, a causa della recente alluvione che aveva portato via con sè il Ponte dell'Amicizia.
Ho sempre apprezzato i libri "di viaggio", certo non è come viaggiare in prima persona, ma permettono comunque di venire a conoscenza di luoghi e culture che non ci appartengono, di allargare i propri confini mentali, di uscire dalla quotidianità di azioni e paesaggi; da questo punto di vista questo diario-racconto è doppiamente appezzabile: porta alla scoperta di culture lontane, quella intricatissima cinese e quella millenaria e martoriata tibetana, ma questa scoperta avviene attraverso gli occhi e la mente di un giovane indiano, quindi appartenente lui stesso a un popolo lontano con abitudini e stili di vita lontanissime dalle nostre usanze europee o comunque occidentali.
Le pagine corrono via veloci, affascinando e coinvolgendo con le loro incisive descrizioni, e degli ambienti diversissimi che caratterizzano il viaggio, e dei fatti, un po' cronaca un po' storia, che hanno contribuito a formare i luoghi e le persone incontrati, dagli scempi della rivoluzione culturale, alle ambigue conseguenze della divinizzazione maoista, attraverso l'analisi "da dentro" Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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