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Scruton Roger - Guida filosofica per tipi intelligenti | Per Scruton la riflessione sui massimi problemi come sulle piccole questioni che segnano la nostra vita quotidiana deve essere nello stesso tempo rigorosa e divertente, precisa e libera da ogni preconcetto. A lungo la filosofia è stata tenuta separata dai desideri, dalle paure e dalle speranze degli uomini e delle donne in carne e ossa. Lo scopo di questo libro è di "riconciliarla con la vita".
| La recensione de L'Indice |

scheda di Bonino, G., L'Indice 1998, n. 2
Anche il libro di Roger Scruton fa parte della schiera delle introduzioni alla filosofia per i non addetti ai lavori, ma è del tutto differente dal volume di Popkin e Stroll. Sembra improbabile che la "Guida filosofica per tipi intelligenti" possa risultare utile per le matricole universitarie o per gli studenti di liceo; certamente non ha nulla della sintesi scolastica. Già il titolo fa capire che si tratta di un'opera di tutt'altro genere, rivolta a un pubblico non specialistico (e, anzi, che aborre lo specialismo) ma che è, o si ritiene, "intelligente" (insolita forma di "captatio benevolentiae" fin dal titolo). Roger Scruton, che ha insegnato estetica ma che è noto in Inghilterra anche come divulgatore e polemista, scrive insomma per un pubblico "mondano", a cui propone delle opinioni fortemente personali (anche se non sempre molto originali). Scopo della filosofia, o almeno della buona filosofia, è secondo l'autore quello di reincantare il mondo dopo che la cattiva scienza ha condotto al suo disincanto. Questa missione consolatoria si svolge attraverso dodici capitoli: "Perché?", "La verità", "Il demone, Soggetto e oggetto", "Le persone", "Il tempo", "Dio", "La libertà, La moralità", "Il sesso", "La musica"," La storia". In ognuno di essi si cerca, con l'aiuto della filosofia, di "riparare premurosamente ciò che è stato incautamente danneggiato", ovvero "il mondo dell'uomo ordinario, il mondo nella sua innocenza, il mondo malgrado la scienza". Si cerca così di ridare un senso alla "superficie" delle cose, superficie in cui "viviamo e operiamo" e che è minacciata dall'esplorazione scientifica delle "profondità" della realtà e soprattutto dalla visione univocamente scientifica del mondo. Il libro si legge piacevolmente, ma il reincantamento del mondo non è forse una delle imprese di cui si sente più bisogno.
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Media Voto: 4.5 / 5delfo delfo.perozziello@pharmony.it (04-06-2009) Io ho trovato questo libro interessante, scritto in modo da risultare piacevole ed anche di piu'. Il che non e' poco vista la quantità di libri sull'argomento che ho dovuto piantare perche' una frase si ed una no va letta tre volte almeno...
Ad esempio di qualche docente universitario italiano... (non tutti per carità..!)
Qui no, le cose sono esposte bene, le domande e le considerazioni fanno pensare piacevolmente.
Consiglio volentieri questa lettura a tutti.
Un libro degno di stare in biblioteca.
Sono contento di averlo letto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Rodolfo (01-08-2007) Qualcuno potrebbe chiedere al signor Bonino PERCHE', in tempi di scientismo imperante, non gli appaia che il compito della Filosofia sia proprio quello del reincantamento del mondo, esattamente nel senso indicato da Roger Scruton? Questo e' un ottimo libro, come quasi tutti quelli scritti da Scruton: un vero stilista, un fuoriclasse della filosofia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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