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Demetrio Duccio - Elogio dell'immaturità. Poetica dell'età irraggiungibile | In età adulta, il termine "immaturità" offende e ferisce. Ci rinfaccia puerili irresponsabilità, incoerenze, trasgressioni. Inaffidabile, per il senso comune, è l'uomo che presenti tali caratteri: bisognoso di cure è ritenuto chi scansa i ruoli e appuntamenti della maturità. E se, invece, l'immaturità fosse tutt'altro? Degna d'elogio e ricca di pregi? Questo libro lo dimostra, spiegandoci l'importanza di imparare a diventare immaturi. Una nuova saggezza, un'altra virtù. Ci viene indicato come riconoscerla e interpretarla, come viverne la "leggerezza" quando troppa immaturità ci opprime e ci spegne.
LAURA TUSSI tussi.laura@tiscali.it (19-07-2007) di LAURA TUSSI
L’autore suggerisce l’idea di un’immaturità alternativa che sappia continuare ad alimentare dimensioni di innocenza e speranza, con il potere di rinnovare l’anima creativa e risollevare la stanca maturità dalla sua pesante monotonia ed assenza di desideri. L’immaturità diviene così luogo dell’anima che non coincide sempre con il disagio e la malattia. Il disagio esistenziale dell’immaturità poetica non coincide con una comune depressione, non un misterioso male oscuro, ma il male di vivere che nessun farmaco può guarire.
L’immaturità è viaggio poetico e desiderio d’erranza, di continua ricerca, esplorazione negli anfratti più segreti e inconsueti dell’esistenza.
L’immaturità è creazione artistica, poetica, letteraria quale continuum salvifico di redenzione dal persistente ed inappagato desiderio d’erranza ed evasione.
Immaturo è l’adulto “paiandrico” un puer aeternus che alterna il sé infantile all’animus razionale e adulto, nell’incontro androgino tra animus e anima, in cui gli archetipi maschile e femminile si fondono, diventando creativi e portatori di piccole e grandi immaturità salvifiche.
L’immaturità è quello status esistenziale di continua ricerca e velleità d’evasione poetica, come un sentire vitale, una energia che apre verso la vita e suscita stupore “infantile” per ogni aspetto di essa.
L’immaturo è una personalità sempre protesa alla novità, a cercare e trovare il principio del bello in ogni cosa e in ogni persona, verso la conoscenza e la cultura nel senso ampio e universale del termine, verso tutto quanto nobilita l’essere umano, dove la fanciullezza coincide con una “dimensione del mondo interiore coltivata fin da piccoli e con l’aiuto di qualche adulto, preveggente, un poco immaturo, prezioso, méntore”.
L’immaturità è un varco, una speranza nel mondo e per il mondo, una via d’uscita, una porta verso l’infinito, un invito a convivere con il sintomo di un disagio profondo, con angosce e paure innate, che fanno vivere con sofferenza la propria inadeguatezza...Laura Tussi Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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