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Abdolah Kader - La casa della moschea |
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Titolo | La casa della moschea |
| Autore | Abdolah Kader | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,72
(Prezzo di copertina € 18,50 Risparmio € 2,78)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2008, 466 p., brossura | | Traduttore | Svaluto Moreolo E. |
| Editore | Iperborea
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| | Disponibile anche in ebook a € 9,90 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti e capo del bazar, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. La dimora adiacente alla moschea è pervasa da miti e antiche tradizioni, immagine armoniosa di una società che sta per essere attraversata dagli sconvolgimenti del presente, come fa presagire la massa di formiche che invade il cortile della casa nell'incipit del romanzo. Il piccolo centro religioso di Senjan rischia di rimanere lontano sia dalla modernizzazione filo-occidentale imposta dallo scià che dall'intransigente reazione oscurantista che si prepara nella roccaforte degli ayatollah di Qom. Proprio da Qom arriva un giorno il giovane imam Ghalghal, per prendere in moglie Seddiq, figlia dell'imam Alsaberi e, quando questi muore accidentalmente sarà lui a sostituirlo. Se dapprima sembra che la moschea abbia finalmente trovato una guida forte, all'entusiasmo succede presto lo sgomento: le sue parole si fanno sempre più arroganti e tentano di sfociare nell'azione violenta, quando Farah Diba, moglie dello scià e immagine dell'emancipazione femminile, arriva in città per inaugurare un cinema e si trova assediata da una folla sobillata da Ghalghal, che dopo la mancata sommossa, sfugge alla polizia e raggiunge Khomeini per preparare la rivoluzione dall'esilio. Sospesa tra un mitico passato e un drammatico presente, il romanzo è un cuore pulsante di vite e di storia, da cui si osservano gli eventi che cambieranno il volto dell'Iran.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.62 / 5marcello marcello.bezzi@uniroma1.it (21-10-2011) E' un libro che mi era sfuggito e che amici durante un viaggio in turchia mi hanno fatto scoprire. L'ho finito il giorno dell'uccisione di Gheddafi e mi ha dato da pensare ancora più di ciò che sarebbe venuto spontaneo a ciò che ora potrebbe avvenire se ad un integralismo politico succedesse un integralismo religioso. Un libro veramente eccezionale per la sua poesia,la sua delicatezza nel descrivere non tanto i mutamenti politici ma quelli dell'animo e della tradizione.Con i valori che mutano e le radici che restano. Finalmente una bella lettura! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
PITRI (22-04-2010) MERAVIGLIOSO, assolutamente da leggere. Finalmente un bel libro. Ti coinvolge sin dalle prime pagine e, cosa non usuale, non perde mai di interesse. E' stato un dispiacere finirlo.
Bello bello bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vitt12 (06-03-2010) un vero gioiellino! Scritto in modo superbo e poetico, da non perdere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio fabio.tadini@yahoo.it (01-09-2009) E' il primo libro che leggo dell'autore, ma sicuramente non sarà l'ultimo.
Un viaggio meraviglioso nelle piccole e grandi cose di un'importante (anche se di provincia) moschea iraniana, che viene travolta dalla caduta dello scià, dalla guerra Iran-Iraq ed infine dalla sfida di Khomeini agli USA, ai mushaiddin ed ai comunisti e dalla caduta di Khomeini stesso.
Ed in mezzo a questi eventi storici, la famiglia si sfalda facendo emergere due personaggi fantastici: uno ben visibile - Aga Jan - il solido scoglio cui tutti si aggrappano nel mare in tempesta della storia ed uno più nascosto, ma determinante per l'influenza che ha sul marito e su tutta la famiglia - Faquri.
E' un libro molto dolce raccontato quasi sottovoce, che rivela l'amore profondo dello scrittore per quel mondo, un amore ammantato di nostalgia per il suo "esilio" in Olanda.
450 pagine divorate in 7 giorni ed avrei voglia di rileggerlo questa volta più lentamente per assaporare ancora meglio i dettagli della narrazione!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sandra (05-07-2009) un libro affascinante, semplicemente bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sarah saraconlh@libero.it (13-03-2009) Premettendo che la coltura araba, mediorentale e orientale, non la sento affine alle mie corde, mi sono molto appassionata a questo romanzo, scivola veloce pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, non vedevo l'ora di leggere l'evolversi dalla storia, parole delicate. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Nunziante Rusciano nunziante.rusciano@tin.it (05-03-2009) Già dal Alef Lam Mim dei capitoli iniziali,questo bellissimo libro incanta, le parole racchiudono un simbolismo magico, forse il mistero dell'universo, ed è così che il bravissimo Kader Abdolah inizia ed affascina tutti con un un racconto,denso di nostalgie per la terra lasciata, per le persone scomparse e per quelle che arriveranno dopo di noi. Bellissime splendide metafore sulla magia di una terra la Persia, la nazione dei leoni degli scià e della religione estrema, che non poche volte dimostra più umanità delle interpretazioni che ne danno gli uomini. Bellezze e brutture raccontate con uno stile elegante, mai volgare, non si condanna ne si assolve nessuno, lasciando al lettore ( anche se nessuno può essere giudice di qualcuno)tutta la responsabilità di un giudizio. Infine ritrovo nello stile dello scrittore i dolci suoni dei racconti napoletani del Basile, la Persia perduta i luoghi e le persone care che scompaiono, tutto un mondo che non può ritornare, per citare da un famoso film:<< tutto si perderà come lacrime nella pioggia>> Grazie di cuore per il tuo racconto,Alhamdolellah...Dio sia lodato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianluca guidomei sidner@libero.it (11-12-2008) Kader Abdolah è tornato a scrivere un libro importante. Con "La casa della moschea" l' autore torna a raccontare il suo paese, l' Iran, in tutta la sua incredibile complessità. Il risultato è ottimo, ma non raggiunge il capolavoro "Scrittura cuneiforme": forse perchè oggi Abdolah ha elaborato con più calma e lucidità le tragedie e le contraddizioni che hanno accompagnato la crescita del suo paese. Per questo non riesce ad essere un romanzo irresistibile, manca, soprattutto nella prima parte, di passione, anche se devo dire che vi sono alcune pagine in cui compare un personaggio secondo me straordinario, che può rappresentare un simbolo significativo: la moglie di Khomeini, Batul, una donna invisibile, nascosta da sempre nel suo chador, che uno dei protagonisti, Nosrat, regista e fotografo decide di "spiare", perchè intravede in lei uno spiraglio di ribellione al fondamentalismo islamico degli ayatollah, alla violenza totalitaria, ad una cultura che mortifica da secoli le donne. Batul vuole mostrarsi, mostrare la sua bellezza, la sua femminilità, testimoniare la propria esistenza. E' la grandezza dell' Uomo, che nessun regime può sconfiggere, mortificare, perchè ci sarà sempre qualcuno che sentirà una qualsiasi pulsione alla ribellione, che sognerà la libertà e che lotterà per questo. Non è vero che l' universo tende all' ordine: ciò che lo mantiene vivo è chi porta disordine. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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