|
|  |
Paasilinna Arto - Prigionieri del paradiso |
|
Titolo | Prigionieri del paradiso |
| Autore | Paasilinna Arto | Prezzo Sconto 15%
|
€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 240 p., brossura | | Traduttore | Ganassini M. |
| Editore | Iperborea
|
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
| |
|
| Un aereo su cui viaggia una missione dell'ONU è costretto a un ammaraggio di fortuna in un angolo sperduto dell'arcipelago indonesiano. I superstiti - una colorita combriccola di infermiere svedesi, taglialegna e ostetriche finlandesi, medici norvegesi e piloti e hostess inglesi - riescono per miracolo a raggiungere una spiaggia circondata da una giungla impenetrabile. Superato lo sconforto iniziale e pur senza perdere la speranza di un ritorno a casa, la comunità di naufraghi si dedica con crescente allegria all'organizzazione della sopravvivenza sull'isola: anche se il soggiorno sarà provvisorio, perché non allietarlo con quell'indispensabile superfluo che dà sapore alla vita? Un frigorifero ricavato dai giubbotti salvagente, una sauna, un consultorio per la diffusione dei metodi contraccettivi o, perché no, una distilleria clandestina. E se proprio alla fine bisogna salvarsi perché non farlo lanciando un grandioso S.O.S. allo spazio? Un governo democraticamente eletto stabilisce le regole della comunità: ridistrubuzione della ricchezza, assistenza medica gratuita, niente denaro e casa per tutti. Gli abitanti, giorno dopo giorno riescono a creare a un'assurda quanto equa micro-società ideale. Grazie al suo humour irriverente e ai suoi personaggi ribelli, Paasilinna rivisita il topos letterario dell'isola deserta e sembra dire, tra le righe, che i nordici anche messi su un'isola sperduta finiscono comunque per costruire una società giusta e comunitaria. Se la nota serie televisiva Lost avesse avuto tra i suoi protagonisti, al posto di rockstar e truffatori americani, ostetriche e tagliaboschi scandinavi, come sarebbe andata a finire? Magari naufragare su un'isola deserta e inospitale, in balia delle forze della natura e degli istinti animali, non sarebbe stato poi così tragico. Magari un popolo mite e civile, come quello nord europeo, avrebbe trovato il modo per costruire una società perfetta. è Arto Paasilinna, autore di culto in Finlandia, a immaginare questa nuova Utopia contemporanea. Al suo nono romanzo tradotto in Italia, dopo aver pubblicato grandi successi come L'anno della lepre (1994, Iperborea) e Piccoli suicidi tra amici (2006, Iperborea), l'autore torna con un'avventura ironica e affascinante, dove la fantasia, la natura e l'impegno civile si fondono. Il plot narrativo è un classico: un aereo inglese, con a bordo una delegazione di medici e infermieri dell'ONU, precipita al largo della Melanesia. Dopo tre giorni di cammino solitario il giovane giornalista, protagonista di questa storia, si imbatte negli altri superstiti, accampati su una spiaggia deserta. Si tratta in tutto di quarantotto persone, ventisette donne, per lo più ostetriche finlandesi e infermiere svedesi, e ventidue uomini, una folta delegazione di tagliaboschi e tecnici forestali, oltre all'equipaggio dell'aereo inglese. Un'umanità variopinta da cui, sin dalle prime ore dopo il disastro, emergono alcuni personaggi destinati ad assumere la leadership del gruppo. Tra questi il probo Vanninen, un anziano medico, e il coraggioso capitano Taylor, il pilota dell'aereo, per non parlare della integerrima signora Sigurd, una corpulenta infermiera che prenderà in mano le sorti del gruppo. Ci sarà da risolvere il problema del reperimento del cibo e quello della sicurezza, si dovranno studiare dei metodi per ripararsi dalle intemperie ma anche per difendersi dagli animali, ci saranno da prendere importanti decisioni per la collettività, ma anche da stabilire la lingua da usare e le regole da seguire. Da questo assembramento umano multiforme e caotico, emergerà presto, e in maniera straordinariamente semplice, una società perfetta. Senza neanche rendersene conto questi naufraghi si ritroveranno all'interno di una società socialista, dove non esiste la proprietà privata, le risorse vengono distribuite in base ai bisogni, l'assistenza medica è gratuita, non esiste il denaro e l'unico bene voluttuario è l'alcol, distillato in grandi quantità dalle noci di cocco e venduto regolarmente nel bar del villaggio. Per descrivere questa isola utopica, Paasilinna non ci propone un saggio filosofico, né un testo sociologico, ma al contrario con la solita ironia, tratteggia esilaranti scene bucoliche dove l'uomo e la natura interagiscono senza prevaricazioni. La leggerezza dei toni e della scrittura stempera le considerazioni sociali restituendoci un autore capace, ancora una volta, di costruire altri possibili mondi.
17 recensioni presenti. Media Voto: 3.64 / 5Mary (27-07-2011) un buon romanzetto da "vacanza"; fa sorridere e la lettura scorre in fretta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gamla (28-06-2011) Ho letto molti libri di Paasilinna, scrittore che adoro, ma questo libro non mi ha impressionato per niente. Testo molto banale e poco scorrevole. Si legge comunque in un paio di giorni, anche se alla fine non rimane niente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Romolo (08-09-2010) Gradevole. Non raggiunge però i picchi narrativi di altri scritti dell'autore, nè si segnalano momenti particolarmente esilaranti.
Non vi pentirete di averlo comprato ma probabilmente non lo consiglierete Voto: 2 / 5 |  |  |  |
nini11 (16-05-2010) Discreto. Leggibile. Ma mai proprio scorrevole ( si nota l'assenza di dialoghi ) e poi tutto troppo terre a terre, senza introspezione di nessun genere.
( il fatto che Paasilinna abbia scritto di meglio è abbastanza logico, dato che questo romanzo risale al 1975 ) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Rubens rubens-wolf@hotmail.it (13-04-2010) Ideale. Si tratta di un romanzo ideale. Uno scritto che mette l'uomo degli anni zero in seria difficoltà. Una missione dell'ONU cade, infatti, con l'aereo in un angolo sperduto dell'arcipelago indonesiano. Non diventerà, di conseguenza, una caduta esclusivamente legata alla sopravvivenza del gruppo, ma si trasformerà in una caduta dei principi esistenziali dell'epoca contemporanea. Il rapporto fra uomo e natura si fa strada nella mente del lettore, convincendolo, fra le battute e lo humor sarcastico (ma realistico) di Paasilinna, ad augurarsi la stessa sorte il prima possibile. Il paradiso, sempre più vicino, trova una propria armonia sociale sia politica che etica intorno al colletivo di "prigionieri" al di fuori dal mondo tecnologico, ma all'interno dell'universo spirituale. Lontano dall'Isola dei Famosi, Arto scrive un bel libro con contenuti struggenti che spaziano nei propri pensieri non poco. Ancora tecnicamente non eccezionale, l'opera rimane dentro con un grosso S.O.S rivolto al senso della vita. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Anna M. (12-04-2010) Sebbene la trama non sia eccezionale, il libro è scritto molto bene e si legge molto in fretta. Di piacevole lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
llwellin (20-03-2010) Non è male ma a voler essere sinceri Pasilinna ha scritto anche cose migliori come "L'anno della lepre" e "Lo smemorato di Tapiola".
Il pregio, forse, di questa opera, è l'ambientazione esotica contrapposta alle "solite" ambientazioni nordiche.
Il protagonista, sempre un giornalista, è solo un po' meno pazzo di Vatanen.
I temi che fanno da sottofondo sono quelli soliti amati dall'autore come il rapporto uomo-natura, le esistenze grige, il costruire una società migliore...
Scene come quella del bunker, della cattura della scimmia e altro sono memorabili.
I personaggi meglio delineati? La signora Sigurd sopra a tutti ma anche Taylor non è male! :-) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MARIANGELA (15-03-2010) Non uno dei migliori, si legge in fretta e lascia poco. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
katia (12-01-2010) ho letto tutti i libri di Arto..e questo non mi ha entusiasmato per niente..si legge bene,ma c'e carenza di dialoghi e della sua grande ironia.. c'è di meglio nella sua bibliografia!!
quindi, se vi è piaciuto questo, consiglio tutti gli altri! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Roberta (05-01-2010) Dei moderni Robinson Crusoe affrontano per circa 1 anno la permanenza, dopo un'atterraggio di fortuna, su un'isola indonesiana. Si organizzano talmente bene che ad alcuni di loro l'idea di essere salvati non piace affatto. Paasilinna come in altri suoi racconti, con tanto humor e personaggi un po' folli ci narra una storia divertente che alla fine, mi ha fatto pensare " e se fosse capitato a me cosa avrei fatto?" Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea Zanni (23-12-2009) E' il mio primo Paasilinna....semplicemente grande, una lettura così era da tempo immemore che non mi veniva sotto mano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
wentworth (21-12-2009) Una favoletta avventurosa, leggera, si legge bene ma niente di più. Personaggi poco delineati, nessuna introspezione psicologica, dialoghi quasi inesistenti. I naufraghi riescono addirittura ad instaurare una sorta di società comunista senza che nasca una discussione, un dissenso. Che meraviglia! L'unico conflitto riguarda la produzione di grappa! Insomma lo consiglierei solo ai prossimi concorrenti dell'Isola dei famosi!
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
luisa c. rossi (20-12-2009) e che dire? gran bel libro. ma un po' meno rispetto ai precedenti.
ho scoperto, attraverso una intervista al traduttore, in una trasmissione che ogni tanto ascolto "il posto delle parole" che questo libro è uscito negli anni settanta.
bel regalo di natale che mi sono fatta. letto in poche ore. bella la lettura che c'è tra queste righe di rapporti tra le persone.
posso dire una cosa? ho sentito l'intervista al traduttore: ma che simpatico.
luisa c Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (15-12-2009) E' Paasilinna. Simpatico, coinvolgente, allegro ma mai banale...l'ho letto davvero tutto d'un fiato, cercando di gustarmi a pieno le ultime pagine!! Da leggere assolutamente!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele (13-12-2009) Incredibile!!! Come al solito il nostro Arto è riuscito dove altri (nel suo genere) non riescono. Fantastica l'idea, fantastica la capacità naturale di scavare dentro i conflitti sociali con umorismo e semplicità. Non sapevate che regalo fare? Sono assolutamente sicuro che questo sia un dono sicuramente "paradisiaco". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cristiana (09-12-2009) come sempre paasilinna è divertentissimo! la prima parte del romanzo non mi ha convinto ma poi diventa grandioso. assolutamente da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giuliana (09-12-2009) comprato domenica alla fiera più libri più liberi di roma e letto d'un fiato: non all'altezza di piccoli suicidi tra amici, ma molto molto divertente. arto paasilinna è il vero ispiratore di lost! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Paasilinna Arto |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|