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Niemi Mikael - L' uomo che morì come un salmone |
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Titolo | L' uomo che morì come un salmone |
| Autore | Niemi Mikael | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,02
(Prezzo di copertina € 16,50 Risparmio € 2,48)
|  | | Dati | 2011, 334 p., rilegato | | Traduttore | Cangemi L. |
| Editore | Iperborea
(collana Ombre) |
| | Disponibile anche in ebook a € 7,90 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nel silenzio compatto della sua villetta di legno, il vecchio Martin Udde giace con la bocca e lo stomaco spalancati, infilzato da una fiocina per salmoni, mentre qualcosa si carbonizza sul fornello acceso. Chi ha turbato la pace della sperduta cittadina di Pajala, sospesa nel tempo e nelle foreste del selvaggio nord? Inviata da Stoccolma, la detective Therese Fossnes si ritrova straniera in un mondo arroccato sulle proprie radici, che della Svezia rifiuta non solo il progresso, ma anche la lingua. Sotto il sole implacabile dell'estate artica, tra irriducibili attivisti politici, sadici rapinatori di anziani e lo strano fascino di un uomo dei boschi come Esaias, indiziato numero uno, Therese ha una sola certezza: l'omicidio ha a che fare con il menkieli, il finlandese parlato da questa minoranza di confine in crisi d'identità, che da oltre un secolo ha l'amo svedese conficcato nella spina dorsale. Suspense nera e atmosfere alla fratelli Coen in un poliziesco crudo, lirico, irriverente, che si cala nel cuore ferito di un popolo con l'ironia e il potere visionario della grande scrittura.
Hit_Man (22-12-2011) Pur trattandosi fondamentalmente di un giallo, la progressione della storia porta l'autore a parecchie divagazioni: l'approfondimento dei personaggi è notevolmente trattato, fin dalla più tenera infanzia (che siano protagonisti o comprimari) mentre lentamente diviene sfondo l'inchiesta vera e propria, che si sfila quasi in lontananza, ripresentandosi soltanto a tratti.
Particolarmente interessante la trattazione erudita (benchè talvolta un po' pedante) del contrasto tra ugro-finnico e svedese, con accurata analisi storica degli infiniti dissapori tra depositari di radici linguistiche differenti (e con scene scolastiche violentemente punitive verso coloro che "osavano" profferir verbo in un lingua diversa da quella ufficiale), fin dal 1700 e lungo tutto l'arco dei 3 secoli successivi.
In molte parti del romanzo, Niemi dà la stura a un capacità descrittiva eccellente, parlando per metafore e similitudini quasi sempre percorse da screziature poetiche brillanti.
C'è lirismo, e le atmosfere sono sapientemente tratteggiate, portando il lettore a sentire sulla lingua il sapido sapore letterario insito nella narrativa "niemana". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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