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Paasilinna Arto - L' allegra apocalisse |
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Titolo | L' allegra apocalisse |
| Autore | Paasilinna Arto | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
|  | | Dati | 2010, 320 p. | | Traduttore | Rainò N. |
| Editore | Iperborea
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 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La Terra non ci sopporta più. E basta un'enorme sbronza collettiva a New York per i festeggiamenti del nuovo Millennio e uno sciopero dei netturbini di Manhattan a scatenare una disastrosa catastrofe ecologica. Ah, mondo infame! Sarà arrivata l'Apocalisse? Parigi è finita sotto sei metri d'acqua e i pesci si aggirano per le strade e i caffè di Montparnasse, a San Pietroburgo esplode una centrale nucleare, nel mondo stravolto si scatena la Terza guerra mondiale, mancano le fonti di energia e l'economia globale è crollata. Ma in mezzo ai boschi del Kainuu, nella Finlandia centrale, Asser Toropainen, un vecchio comunista "grande bruciachiese", in punto di morte ha destinato tutti i suoi beni per costruire un tempio. E tutt'attorno quest'improbabile santuario è cresciuta una comunità silvestre di gente laboriosa e gaudente che vive di caccia pesca e giardinaggio, in autarchia e prosperità, indifferente alla catastrofe universale. Un gruppo di strampalati personaggi paasilinniani tanto geniali quanto testardi, che naviga in mezzo ai marosi di un pianeta che va in malora con l'incoscienza di un'Utopia senza tempo. Paasilinna immagina un passato e un futuro nemmeno così lontani, contemplando la vanità delle ideologie e del consumismo, e le farneticazioni della nostra civiltà inutilmente complicata. E se l'Apocalisse deve venire, che venga pure. Paasilinna non è certo il tipo da farsene un problema. Sul letto di morte, la vigilia del Venerdì santo, in mezzo alle foreste del sud del Kainuu, il vecchio Asser Toropainen convoca il suo unico nipote maschio Eemeli Toropainen, ex amministratore delegato della Nordica Assi e Tronchi Spa. Il fallimento dell’azienda aveva lasciato l’intraprendente nipote sul lastrico, ma il vecchio zio, comunista incallito e “bruciachiese”, dopo una vita passata in un corpo a corpo con Dio, i preti e la Chiesa, decide di conferire al suo nipote prediletto un incarico ambizioso e visionario: la fondazione di un tempio.
Nello statuto della fondazione funeraria Asser Toropainen aveva previsto ogni cosa: tutti i suoi beni e i suoi enormi appezzamenti di terreno venivano destinati alla costruzione di una grande Chiesa. Dopo la morte di Asser, al suo solerte nipote era toccato il compito di scegliere il luogo più adatto, predisporre un progetto e mettere insieme una squadra di carpentieri capaci di eseguire la volontà testamentaria dello zio. Non era stato facile scegliere tra le mille meraviglie nascoste nel fitto dei boschi finnici, ma alla fine il Lago della Tempesta, con la sua pineta e le sue radure, sembrava proprio il posto ideale. In barba alle autorizzazioni municipali ed ecclesiastiche, che non vedevano di buon grado l’edificazione di un tempio pagano, del tutto simile a una Chiesa, ma senza un pastore e soprattutto senza essere consacrata, Eemeli aveva messo in piedi in poco tempo un’opera monumentale, attirando presto l’attenzione dei media e della popolazione locale che aveva trovato in quella radura incontaminata un posto perfetto per vivere in contatto con la natura.
La piccola comunità autoctona ecologista che si era insediata al Poggio del Diavolo, proprio sulle rive del lago, era cresciuta e si era moltiplicata in brevissimo tempo. Anche quando il povero Eemeli, braccato dal fisco e rinchiuso in una galera danese, era stato lontano per tre anni, i ragazzi e gli operai avevano resistito stoicamente alla corruzione dei costumi. Siamo nei primi anni Novanta e tutto il mondo, tranne la piccola comunità di Eemeli Toropainen, è sull’orlo del tracollo. Una crisi economica globale con inflazione galoppante e svalutazione della moneta sta devastando l’Europa; sommosse e rivoluzioni impazzano tra la Russia e i Balcani, mentre l’esplosione di una centrale atomica annuncia un imminente disastro ecologico. Solo un paradiso lontano e irraggiungibile si salva dalla catastrofe, è un microcosmo anarchico e anche un po’ grottesco, in cui i valori della comunità rurale coincidono con il rispetto dell’uomo e della natura.
Arto Paasilina mette in scena ancora una volta un’esilarante parabola laica. Con il solito humour e il suo punto di vista alternativo sulle cose del mondo, immagina una nuova magia utopistica in cui l’Apocalisse, semmai dovesse esserci davvero, di sicuro non lo riguarderà.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Michela (05-11-2011) Questa divertente previsione apocalittica fu scritta nel 1992, e in Italia è arrivata 18 anni dopo; nel frattempo, una gran parte di essa non si è avverata. Leggendola adesso, si ride, ma contemporaneamente si sospira di sollievo per lo scampato pericolo. Una volta tanto la realtà non ha superato la fantasia! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mary (27-07-2011) la prima parte è divertente, la parte centrale del libro invece è più seria; c'è poco da ridere leggendo quello che potrebbe capitare davvero all' umanità! Poi si ricomincia a ridere, con la scena del cerusico finnico che si improvvisa cardiochirurgo per un bypass coronarico su un orso!
Paasilinna continua a farci divertire con romanzi dall' argomento serio, ma raccontati allegramente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
l_aleph27 (01-04-2011) Non avevo letto niente di Paasilinna e non so, mi viene in mente il Queneau de "I fiori Blu". Molto originale... e, oserei dire che, alla luce dei fatti recenti (Giappone), e' molto inquietante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
roby (10-03-2011) Tutti i temi Paasilinniani si trovano in questo racconto: l'attenzione per le piccole cose quotidiane che ci legano alla vita, la finnica capacità di convivere con le regole riuscendo ad aggirarle, l'insofferenza per la vita che si è costretti a vivere e l'innata aspirazione alla libertà, la pazzia autodistruttiva imperante della società moderna contro la pazzia laboriosa e festante alla ricerca di un mondo ideale dei protagonisti.
L'apocalisse è soltanto un contorno che dà spunto all'azione o che porta appena qualche fastidio.
Un'altra ottima lettura, come tutti gli altri titoli dell'autore, secondo me. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alexia Benacchio (13-12-2010) Scritto nel 1992,tradotto per noi italiani nel 2010.Amanti del mondo paasilinniano,attendiamo ogni volta con trepidazione il dono di Iperborea.Ecco dunque cosa pensava del mondo il nostro amico Arto 20 anni fa,ben riassunto dall'ossimoro di copertina:un piccolo nucleo di finnici vive allegramente nelle foreste,fuori esplode la Terza Guerra mondiale.Il villaggio cresce secondo un piu'antico,economico,ecologico stile di vita;il mondo la fuori muore,fagocitato dalle brutture da esso inventate.
Qualcuno si salvera';sara' l'uomo dalla pelle nera,che ricicla pezzi di un aereo per creare parti di ricambio per aratri;saranno i vecchi che costruiscono slitte,pattini,distillerie e reti per pescare i pesci e conservarli.Alcol e sauna scalderanno le notti gelide;le donne senza piu' mariti,portati via dalla guerra,troveranno nei popoli del Nord nuovi mariti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giulia (22-11-2010) Viva Paasilinna! Sono felice ogni volta che esce un nuovo romanzo. L'allegra apocalisse ti conduce per boschi e laghi finnici, con descrizioni memorabili e riflessioni pungenti e spassose. E poi, il vecchio Asser Toropainen è un personaggio indimenticabile! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ezio Belingheri (18-11-2010) Beh non siamo sui livelli de "Il bosco delle volpi" e "L'anno della lepre" ma anche questo è un bel libro del grande uomo di Kittila. Gli ingredienti ci sono tutti: natura, ironia, personaggi strambi, situazioni grottesche e ...la Finlandia. Grazie ai suoi libri ho scoperto il nord e, sopratutto, la Finlandia. E di questo continuerò a ringraziarlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giulia (15-11-2010) Come al solito il mio amato Arto Paasilinna riesce a farci sorridere! Certo non è uno dei suoi romanzi migliori (come eguagliare l'anno della lepre o piccoli suicidi tra amici?) ma lo consiglio vivamente. sia perché non ve ne pentirete e sia perché la sua ironia è davvero unica. mentre lo leggevo anche questa volta non la smettevo di sorridere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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