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Tozzi Mario - Annus horribilis |
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Titolo | Annus horribilis |
| Autore | Tozzi Mario | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,15
(Prezzo di copertina € 7,23 Risparmio € 1,08)
|  | | Dati | 1998, 206 p. |
| Editore | CUEN
(collana Nuovo secolo) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| La recensione de L'Indice |

recensioni di Alleva, E. L'Indice del 1999, n. 05
Esce come primo titolo della collana "Nuovosecolo" della Cuen il secondo libro di Mario Tozzi. Si tratta di un'analisi alla ricerca dei colpevoli del carattere catastrofico di alcuni eventi naturali che hanno interessato l'Italia: dalle colate di fango di Sarno ai terremoti dell'Umbria-Marche (1997), di Reggio Emilia (1996) e di Messina (1908).
Tematiche portanti sono il recupero della memoria, intesa quale confronto fra la memoria degli uomini e quella del Pianeta, che può essere eminentemente esercitata dai geologi, gli unici in grado di interpretarne tracce e decifrare mineralizzate, rocciose documentazioni su scala dilatata dei tempi e delle Ere.
Il lodevole intento di fondo è rendere agevole la lettura del rapporto tra Terra e umanità fornendo elementi per ristabilire una convivenza armonica e scoraggiare il confronto tra caduche popolazioni umane e l'implacabile, durissimo scontro con lo sferoide tellurico sulla cui crosta in tempi geologicamente recentissimi uomini e donne hanno ballato assieme la loro breve storia di viventi.
Tozzi "cenerentolizza" non poco il suo mestiere, quando afferma che la sua categoria - i geologi - risulta scomoda proprio perché impone vincoli che gli amministratori tollerano solo quando sono sulla carta. Difficile dargli torto, e particolarmente in Italia, visto lo stato disastroso del problema nel Belpaese.
Il volume è un compendio di geologismo militante, teso a dimostrare che è ormai indispensabile un'inversione di tendenza rispetto al passato, inversione che né governanti, anche di compagini illuminate, né giornalisti "progressisti" riescono ancora a capire. Per loro si deve solo costruire ex novo, e tralascerebbero le incertezze sulla realizzazione del mitico Ponte a Messina, mentre la parola d'ordine di Tozzi sono le tre 'R': Recupero, Riciclo & Restauro di quello che già esiste (e in abbondanza).
Il testo accenna temi perennemente attuali, come abusivismo e condoni, proponendo una originale - non si sa quanto futuribile - Età del ferro (nel senso della palla legata alle gru delle demolizioni).
Viene toccata la "questione geologica meridionale", secondo cui gli eventi catastrofici porrebbero uno dei discrimini più marcati tra Settentrione e Meridione italiani ma anche planetari. Esisterebbero anche frane e terremoti "di classe", come recentemente dimostrato da crolli di interi palazzine. Spazio particolare viene dato alle cause delle colate di fango di Sarno - incendi e disboscamenti, e la natura del sottosuolo campano e napoletano -, alle cause del recente terremoto umbro - la dinamica del sottosuolo dell'Appennino italiano -, e i terremoti di Reggio Emilia. Un quadretto letterariamente riuscito è quel "padre di tutti i terremoti" (l'immane scuotimento di Messina nel 1908), con tanto di stime numeriche dei resti delle vittime umane finiti sbranati da fortunati squali siculi per cui fu manna impensabile quanto di divorabile gettò in pochi secondi a mare una gigaondata di quindici metri di altezza.
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