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Boltzmann Ludwig - Viaggio di un professore tedesco all'Eldorado |
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Titolo | Viaggio di un professore tedesco all'Eldorado |
| Autore | Boltzmann Ludwig | Prezzo Remainder - 55%
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€ 2,48
(Prezzo di copertina € 5,50 Risparmio € 3,02)
|  | | Dati | 1993, 64 p. | | Traduttore | Milanesi P. G. |
| Editore | Ibis
(collana Minimalia) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La recensione de L'Indice |

recensione di Parisi, G., L'Indice 1993, n. 7
Il contributo alla nascita della fisica moderna di Ludwig Boltzmann (1844-1906) è stato enorme, forse solo paragonabile a quello di Einstein. Boltzmann infatti riesce a trasformare l'ipotesi atomistica, carica di più di due millenni di storia, da congettura indimostrabile a punto di partenza di una nuova teoria, la meccanica statistica, ricca di molteplici conseguenze sperimentali. Le idee di Boltzmann non furono facilmente accettate; dovettero affrontare una fortissima opposizione da parte della scuola energetica di Mach e Ostwald che, in nome dei nuovi dogmi gnoseologici, voleva buttare il vecchio ciarpame atomistico, forse un po' troppo materialista. L'energia era considerata alla base di tutti i processi del mondo esterno e si era convinti che "la vecchia difficoltà di conciliare i concetti di materia e spinto sarà semplicemente e naturalmente eliminata con la riduzione di questi due concetti al concetto di energia". Gli echi di questa battaglia si possono trovare in quell'interessantissimo libro che è "Materialismo ed empiriocriticismo", in cui Lenin attacca Mach e il suo neofita Bogdanov, contrapponendogli Boltzmann come portatore di una visione materialistica della scienza. Verso la fine della sua vita Boltzmann ebbe l'impressione di aver perso la battaglia e forse questo contribuì al suo suicidio, a Duino, nei pressi di Trieste. L'ironia della sorte volle che proprio in quell'anno il giovane Einstein, fervente seguace delle idee di Boltzmann, dimostrasse che il moto browniano era una conseguenza diretta del moto degli atomi. A quel punto l'ipotesi atomistica trionfò; anche se gli atomi erano invisibili, gli effetti diretti del loro moto potevano essere osservati al microscopio. Il "Viaggio di un professore tedesco all'Eldorado", del 1893, estratto dagli "Scritti popolari" di Boltzmann, è particolarmente interessante data la personalità dell'autore. Leggendo questo libro veniamo immersi in un mondo molto lontano dalle lotte accademiche. Si tratta di un resoconto scanzonato del viaggio fatto da Boltzmann in California, come ospite dell'università di Berkeley per un ciclo di lezioni di due mesi. L'autore, nonostante la sua predisposizione per la matematica, si perde sempre il conto dei boccali di birra consumati. Durante il viaggio, una delle sue più grandi preoccupazioni è di non bere acqua (dannosa per lo stomaco e probabile fonte di fastidiose diarree), ma di limitarsi solamente al vino e alla birra, molto più salubri; in un gustoso episodio Boltzmann ci racconta i suoi stratagemmi per procurarsi del vino in una California preproibizionista in cui bere alcolici, anche se non era ancora vietato dalla legge, era un peccato sociale che le persone perbene commettevano solo di nascosto, esattamente come frequentare prostitute. L'America appare come un mondo diverso, con convenzioni sociali differenti da quelle in uso nell'impero austroungarico, ma non privo di una sua logica interna: se le università nascono dalle donazioni di nababbi e non da una storia centenaria, allora è giusto che le vedove dei fondatori siano l'incarnazione dell''alma mater' e invitino a cena i professori visitatori, dando loro da mangiare mirtilli come prima portata. Non riusciamo a sapere molto di come fossero state accolte le lezioni di Boltzmann dall'ambiente scientifico locale, a parte il dato che alcune lezioni sulla preparazione di insalate e dessert, tenute da una suo collega, una signora non male, erano state pubblicizzate come sue. L'unico momento in cui si sentono gli echi delle lotte accademiche è quando l'autore racconta come era stato convinto a scrivere un articolo per l'"Enciclopedia delle Scienze Matematiche", una grande opera che aveva lo scopo di fare il punto sullo sviluppo della matematica e delle sue applicazioni e di diventare indispensabile (come una latrina, secondo il suo organizzatore, Felix Klein) per qualsiasi matematico. Dopo varie oscillazioni, Klein convince Boltzmann a scrivere velocemente l'articolo minacciando altrimenti di farlo scrivere a Zermelo, che avrebbe sostenuto tesi completamente opposte.
Boltzmann, di fronte a questa spaventevole minaccia, cede istantaneamente rivelando che nel mondo accademico le rivalità professionali e gli odi personali sono tra le forze più efficaci.
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