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La Porta Filippo - Pasolini. Uno gnostico innamorato della realtà |
Pasolini è stato il compagno fraterno, severo e fragilissimo, di più di una generazione, interprete lucido dei mali della società italiana e incarnazione estrema di un esistenzialismo "moderno" che proviene però dal nostro passato più antico.
Grande saggista e critico letterario della seconda metà del secolo, ma quasi per obbligo (aspirava infatti ad essere poeta). Il suo "sguardo" poetico, presente in ogni sua pagina, è capace di cogliere - per intuizione - quella Realtà che invece sfugge a politici, giornalisti, burocrati, professori. E anzi, insieme a pochi altri come Carlo Levi e Elsa Morante ci ha mostrato la differenza irriducibile tra reale e irreale, tra presente concreto e futuro astratto, tra la vita tutta intera, inseparabile dalla morte, e l'ossessione "borghese" di possederla.
Pasolini non può amare il mondo poiché se ne sente escluso, ma ne ha una struggente nostalgia. La sua opera sta sempre al posto di qualcos'altro: non scrive tanto poesie quanto saggi sulla poesia, non film ma saggi sul cinema, non romanzi, ma saggi sul romanzo. E così la sua esistenza, nella quale è condannato sempre a giustificarsi, sembra stare al posto di un'altra esistenza, in cui invece è accettato "naturalmente" dagli altri e dalla società. Una passione intellettuale, la sua, che potrebbe ispirare qualsiasi nostra libera riflessione sul mondo in cui abitiamo, e che appare sempre coinvolta dalla realtà stessa che intende conoscere o interpretare.
Media Voto: 1.75 / 5Roberto Carli (19-07-2005) Deliri di un intellettuale (?) prezzolato. Frasi senza né capo né coda. Una sola idea: Pasolini vende? E allora scriviamo un libro su di lui. Come si dice a Roma: "così so' boni tutti". Voto: 1 / 5 |
lunardi pasquale (15-01-2005) Se Pasolini sapesse che si occupa di lui anche gente che scrive abitualmente sul "Foglio" di Giuliano Ferrara si rivolterebbe nella tomba. Riguardo al libro, ha qualche spunto interessante, ma manca di unità. Voto: 2 / 5 |
Marcello Alibrandi (30-04-2004) E Pasolini non sarebbe un grande poeta? Ma scherziamo? Il signor La Porta si appiattisce sulle posizioni di Mengaldo e Berardinelli e sbaglia clamorosamente. Un consiglio all'autore: reagioni di più con la sua testa! Voto: 2 / 5 |
Carlo Boni (31-08-2003) Questo libretto è sorretto da una sola idea (discutibile), per il resto è pura accademia da salotto borghese. La Porta dimentica che non ci sono solo lettori ignari di tutto, ma anche quelli con un po' di conoscenza delle cose e certo, questi ultimi, non possono apprezzare le sue chiacchiere. Forse però i primi... Voto: 2 / 5 |
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