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Barrett Browning Elizabeth - Aurora Leigh. Romanzo in versi |
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Titolo | Aurora Leigh. Romanzo in versi |
| Autore | Barrett Browning Elizabeth | Prezzo Sconto 10%
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€ 12,60
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 1,40)
|  | | Dati | 2002, 312 p., ill. | | Traduttore | Dell'Agnese B. |
| Editore | Le Lettere
(collana Pannarrativa) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 settimane | | 
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| Riportato alla luce dalle femministe inglesi, dopo decenni di assoluto oblio, quale manifesto dell'autodeterminazione della donna a scegliere il proprio destino, Aurora Leigh è anche questo, ma è molto di più. Scritto da Elizabeth Barrett Browning quando la poetessa aveva raggiunto la completa maturità artistica, e dopo un'elaborazione durata una decina di anni, il lungo romanzo in versi è una storia d'amore e d'incomprensione, di rinunce e di equivoci che alla fine si chiariranno; ma è anche la somma delle riflessioni di un'autrice colta e preparata, sul valore dell'arte e della poesia, sulla condizione umana, sui costumi della sua età. Superati i timori vittoriani, la Barrett Browning vorrà fotografare il proprio tempo così com'è, coi suoi terribili contrasti, i primi fallimentari tentativi di riformare il mondo materialista della prima rivoluzione industriale. Con una scrittura appassionata e una trama coinvolgente, che rischia di farci dimenticare di essere di fronte a un'opera di poesia anziché a un semplice romanzo d'avventure come qualcuno ha detto, l'autrice vuole attingere dalla realtà tutto il suo bene e tutto il suo male, dimenticando le finzioni spesso preferite dai poeti che l'avevano preceduta, e dalla sua stessa prima maniera. Segnata per lunghi anni dalla malattia ma già all'apice del successo, il matrimonio segreto con Robert Browning e la conseguente fuga in Italia, terra d'elezione, metteranno in evidenza l'autentico carattere di E.B.B., come amava firmarsi, la sua natura determinata e la sua mente lucida capace di compassione e di ironia, innamorata della libertà e della giustizia.
Micaela Balice (06-07-2011) Aurora Leigh, il romanzo rivalutato dalle femministe inglesi del secolo scorso come manifesto dell'autodeterminazione della donna, fu pubblicato nel 1856 da una EBB nella sua piena maturità, sia come scrittrice sia come donna.
È un'opera in versi che si scioglie lieve tra le parole tanto da accattivare il lettore e, come scrisse qualche commentatore, da incuriosire a tal punto nella trama da far scordare che ci si trova davanti ad un'opera complessa, che contiene non solo le vicende artistiche ed esistenziali di Aurora ma il confronto tra due visioni del mondo.
Da una parte abbiamo così l'ideale cristiano socialista che vede nella salvazione materiale della collettività la potenzialità di elevare anche gli animi, incarnato nell'intransigente Romney; dall'altra quello dell'Arte come sublimazione ed elevazione dell'animo umano come singolo, seguito della cugina poetessa e scrittrice protagonista del romanzo.
Due scelte, due destini che si intrecciano in un decennio tra riflessioni e prove che la vita bizzarramente pone ad entrambi.
Il romanzo risente degli influssi della scrittura femminile ottocentesca tanto che in Aurora possiamo trovare alcuni tratti di Emma Woodhouse della Austin, così come in Romney alcune caratteristiche, morali oltre che storiche, dell'indimenticabile Rochester di Jane Eyre. Ma non importa, come non importa scorpire che la poetica di EBB in Aurora farà da humus a quella della Dickinson: non importa perché si tratta di uno stesso filone, del desiderio di una scrittura al femminile di trovare non solo un suo spazio ma anche un suo incontaminato lnguaggio.
Bella, intensa e delicata la traduzione di Bruna Dell'Agnese, che non ci fa dispiacere di non aver letto l'originale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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