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Vian Boris - Sputerò sulle vostre tombe | Lee Anderson, negro dalla pelle bianca, vuol vendicare l'assassinio del fratello. Ottenuto un posto di gestore di una libreria, entra a far parte di una cerchia "bene" di bianchi. Assieme a Dex, amico rivale, dopo varie scorrerie dentro e fuori Buckton, progetta di far perdere completamente la testa e sedurre le splendide, gelide e inavvicinabili sorelle Asquith... È l'avvio di una storia crudissima che miscela i tratti salienti dell'epoca dei "belli e dannati" degli anni Cinquanta: automobili a velocità sfrenata, tempo e spazi polverizzati dal brivido dell'avventura, alcool fino alla nausea e all'annientamento, violenza come sfida spudorata e senza limite, sesso facile e musica di chitarre, musica ormai giunta alle soglie del rock...
| La recensione de L'Indice |
 VIAN, BORIS, Sputerò sulle vostre tombe, Interno Giallo, 1991
VIAN, BORIS, Perché non sanno quello che fanno, Marcos y Marcos, 1992
scheda di Bianco, L., L'Indice 1992, n. 5
(recensione pubblicata per l'edizione del 1991 presso Interno Giallo)
Nei soli tredici anni di carriera letteraria che la malattia gli ha concesso, Boris Vian è riuscito, come i migliori scacchisti, a giocare un'incredibile quantità di partite diverse con la cultura del Novecento: se anche non le ha vinte tutte, rimane tuttavia unica la sua poliedricità. Fu infatti drammaturgo ("Teatro", Einaudi, 1978), jazzista e chansonnier, traduttore e romanziere, saggista e poeta. Nessuna meraviglia, dunque, nell'apprendere che, per quattro anni, Vian è stato anche Vernon Sullivan giallista 'hard-boiled' di razza negra e aspetto bianco. La pubblicazione di "Sputerò sulle vostre tombe" inaugura appunto l'avventura americana" di Vian: quattro romanzi usciti sotto pseudonimo, che gli fruttarono un processo. Vian abbandon• Sullivan nel 1950: "Perché non sanno quello che fanno" è l'ultimo romanzo della serie. I quattro anni trascorsi hanno portato un deciso cambiamento di tono: alla cupezza del primo romanzo, in cui la vendetta appare unico comandamento di un'America barbarica, popolata da incanaglite e distorte versioni dei più vetusti cliché della narrativa statunitense, si sostituisce un piglio ilare e scanzonato nel quarto. Lo stesso tema del camuffamento - riflesso narrativo della duplicità Vian-Sullivan - non è più la feroce "coincidentia oppositorum" che spinge incontro al loro destino i personaggi di "Sputerò sulle vostre tombe". In "Perché non sanno quello che fanno" ci si traveste, più innocuamente, in abiti femminili.
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Media Voto: 4.66 / 5Pignoni (14-01-2010) Un noir del caldo sud americano. Un pulp-fiction scritto nel 1946 dove bourbon, eros e sangue scorrono a fiumi. L'erotismo dà i brividi, soprattutto quando la donna sembra irraggiungibile, soprattutto quando la si coglie e cattura solo per renderla vittima, vittima sacrificale di una lotta non solo di classe ma anche di razza, di quella America di quegli anni! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
thorquemad thorquemad@yahoo.it (28-04-2005) Un libro geniale, scritto da un genio che voleva dimostrare al suo editore di essere tale.
Le vicende che hanno accompagnato la creazione e la pubblicazione di questo libro sono entrate nella leggenda. Molta della letteratura "incazzata" del dopo-guerra deve parecchio alle divagazioni non surreali di Boris Vian... pardòn, Vernon Sullivan! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio Francesconi komarek@mail.cz (13-04-2003) Mi verrebbe da dire a tutti: leggete questo libro! Tutta la rabbia dello spirito del popolo di colore americano si accumula e allo stesso tempo si sublima in questo bell esempio di letteratura spudorata, forte, affascinante.
Il risultato e' dirompente, come i passi anarchici delle canzoni di Vian... un libro breve e intenso che si legge tutto d un fiato.
unico! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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