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Toole John K. - Una banda di idioti

Una banda di idioti
Zoom della copertina
TitoloUna banda di idioti
AutoreToole John K.
Prezzo
Sconto 10%
€ 15,30
(Prezzo di copertina € 17,00 Risparmio € 1,70)
Prezzi in altre valute
Dati1998, 432 p.
TraduttoreBianciardi L.
EditoreMarcos y Marcos  (collana Gli alianti)

Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo

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Descrizione
La "Banda" è ambientato nella città natale di Toole, New Orleans, e racconta la storia di Ignatius O'Reilly, un personaggio definito da Walker Parcy "senza alcun precedente nella storia della letteratura mondiale". Ignatius, grasso e indolente giovane uomo di talento, laureato in filosofia medievale, se la prende con tutto e con tutti. Accusa il mondo intero di buttare nella spazzatura una vita fatta di tv, musica inascoltabile e fesserie varie. Senonché trascorre lui stesso gran parte della giornata in questo modo. Si ritiene un genio, ma non riesce a produrre nulla di convincente, se non pasticci. La madre lo salva in svariate situazioni, finché un giorno viene arrestato in stato di ubriachezza, e lei cerca di ricoverarlo...

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 42 recensioni presenti.  Media Voto: 4.19 / 5

roger (23-05-2010)
Ignatius è talmente cattivo odioso acido drastico esagerato che non si può non adorare! il libro è originale, irto di frecciate più o meno velate contro il consumismo. Alcune frasi sono decisamente leggendarie, è bellissimo dal punto di vista sociopsicologico il rapporto di Ignatius con il resto del mondo. "Cercasi elemento dinamico, fidato, portato ai contatti umani" -Signore santo, vogliono un mostro!-
Voto: 5 / 5

Hit_Man (05-07-2009)
Il libro ha connotazioni diaristiche-autobiografiche, non tanto per l'intreccio narrato, quanto per i continui rimandi a un'io narrante, quello del gigantesco protagonista il quale tiene, per l'appunto, continue annotazioni sulla realtà che lo circonda, ricoprendo il pavimento della sua camera-rifugio-ghetto di foglietti. Suo scopo è disquisire, spesso farneticando, della sua visione della realtà, manipolata allo scopo di costringerla nella sua visione cinica e nel disprezzo di ogni cosa, a meno che non titilli il suo smisurato narcisismo. Come il classico elefante nella cristalleria, il succitato Ignatius J. Reilly, quando non spara a zero le sue deliranti fantasie, rende assurdo ed eccessivo qualsiasi atto verso chi lo circonda, tramite menzogna, livore, blandizie, meschinità e tutto il campionario di nequizie coercitive dell'umano "manifestare", mentre il grottesco teatrino che gli si muove intorno pare esser lì a fomentare ed esaltare questo essere colto ed abbietto, istruito e cialtrone, in definitiva iperbole di se stesso. Libro che punta a divertire, ma che strappa pochi sorrisi e che fa avvertire come dietro a ognuno dei personaggi ci sia irresolutezza, e pio desiderio di essere altro da sé, con ben poche speranze di approdarvi. L'autore pare disinteressarsi di poter annoiare il lettore (cosa che in diversi punti fatalmente accade), perché appare preso dal "dovere" di dire per filo e per segno la sua versione, il pensiero che c'è dietro, e le varie ed eventuali. Deplorevole la scelta del carattere di stampa adoperato dall'editore "Marcos y Marcos", solitamente da me particolarmente apprezzata nella sua collana "Gli alianti": già piccolo e compresso, diventa addirittura strizzato e quasi irrespirabile nelle numerose occasioni in cui il protagonista scrive i suoi appunti... intere pagine scritte minute, fitte e francamente soffocanti, specie col caldo di questi giorni! Possibile che il meccanismo di pubblicazione abbia visto la latitanza di una revisione efficace del romanzo.
Voto: 3 / 5

Stefano Alderighi (22-05-2009)
Come viene scritto nell'introduzione del libro, per quanto comico ed esilarante, questo libro è tragico. Un po' per la storia personale di chi lo ha scritto, morto suicida a poco più di trenta anni, ed un po' perché, e lo si avverte, dietro all'umorismo di toole si cela la piena consapevolezza dei protagonisti di essere delle mezze tacche in un mondo mediocre e provinciale quanto loro. Nessuno dei protagonisti sfugge a una qualsiasi forma di frustrazione: dalla madre di Ignatius, all'imprenditore Levy, all'agente Mancuso; tutti vengono caratterizzati in negativo per quello che non hanno, per quello che vorrebbero essere. La madre vorrebbe un figlio normale; il nero una vita da bianco; la signora levy un marito intraprendente; la signorina trixie l'agognata pensione. L'antieroe Ignatius è la summa di tutte queste mancanze, apparentemente coerente con se stesso e con la propria visione, ma proprio per questo rigettato dalla società provinciale di New Orleans. Proprio non capisco i pochi che lo hanno giudicato negativamente: non lo hanno letto con attenzione. Nulla da Invidiare a Roth o a Robbins, comunque.
Voto: 5 / 5

Emiliano (09-05-2009)
Beh un libro proprio originale, forse chiamarlo capolavoro è esagerato sinceramente ma mi ha fatto ridere...un riso non stupido ma intelligente perchè dietro i personaggi (tutti surreali!) ci sono considerazioni anche amare e profonde. Tutto gira intorno a Ignatius che da solo vale il prezzo del libro, un Don Chisciotte moderno da conoscere! Chi non lo sopporta (leggo sotto che qualcuno vorrebbe quasi farlo andare a lavorare...beh, eloquente!) dovrebbe riflettere sul perchè non lo possa tollerare...ma forse una società poco teologica e geometrica lo ha ormai ingabbiato completamente e non può fare questa riflessione!! Molti i passaggi memorabili, come quando Ignatius dice a Jones qualcosa del tipo: "se vuoi diventare come loro (bianchi borghesi) davvero non hai capito nulla!". Alla fine del libro finisci per pensare che quello che credevi l'unico pazzo è forse il solo sano e un po' gli vuoi bene...
Voto: 5 / 5

gianluca (11-04-2009)
esilarante,un libro prezioso,da leggere sicuramente.
Voto: 4 / 5

Gianluca (04-04-2009)
Straordinario e geniale. Le persone non capiscono Ignatius perchè è un tipo assurdo? La sua spiegazione: 'sono rimasti confusi dalla mia grandezza'. Certo che se siete fans di Dan Brown e dei suoi orribili romanzi lasciate perdere....
Voto: 5 / 5

Marco Z. (05-12-2008)
L'ho comprato dopo aver letto recensioni entusiastiche e l'ho trovato di una bruttezza inaudita. Il protagonista mi è risultato di un antipatia rivoltante; è cattivo, vittimista, stupido, ignobile. Non mi ha fatto nemmeno sorridere un po'. Considerando che a tanti è piaciuto rimango molto perplesso.
Voto: 1 / 5

valentina (29-03-2008)
letto un anno fa, più ci penso e più mi convinco che sia uno di quei libri che rimangono. Originale, amaro, comico... veramente imperdibile.
Voto: 5 / 5

luca bidoli luca.bidoli@virgilio.it (26-03-2008)
Un'influenza, la necessità di starsene al chiuso, tra le coperte, possono essere e rappresentare doni insperati. Così, tra the e pasticche, ho riletto per la terza volta in dieci anni questo libro. Ancora mi ha entusiasmato e divertito, ancora posso e voglio credere che esistano sulla terra esseri così diabolicamente angelici come Ignatius- pavido e stremante grassone inviperito- che l'agente Mancuso si aggiri nei suoi improbabili travestimenti per le vie di una città irreale e poco statunitense, vera summa delle contraddizioni di un intero paese...Ignatius: mio simile , mio fratello, mio coinquilino immaginario in un mondo privo di grazia teologia e geometria euclidea. Splendido.
Voto: 5 / 5

marco (16-07-2007)
mi sfugge il senso del successo di questo libro
Voto: 1 / 5

Sara (25-06-2007)
Anche questa volta mi tocca dissentire! Avrò capito poco di letteratura, ma l'unica sensazione che questo libro mi ha provocato è un'acuta nostalgia per non aver mai visto New Orleans. Per il resto, il mondo è tristemente pieno di ciccioni maleducati che non sono in grado di prendere in mano la propria vita e non mi divertono un granchè, forse se avessi avuto una vità più facile mi farebbero pena, attualmente mi fanno solo rabbia. Molto meglio altri americani, da Roth a Robbins, passando per Auster.
Voto: 2 / 5

Claudio Gatti cgatti@hotmail.com (22-03-2007)
Ignatius e' un pachiderma viziato e nevrotico costretto dalle circostanze ad affrontare il mondo che esiste fuori dal guscio di casa sua. Esilarente e assurdo, si potrebbe anche definire come "romanzo di formazione" ma qui la storia è insolitamente ambientata tra una banda di idioti. Da leggere.
Voto: 4 / 5

Stefano (Isosté) stefanorosies@yahoo.es (13-03-2007)
È un libro meraviglioso! Impossibile non innamorarsi follemente della Sig.na Trixie o non desiderare a un Sig. González come capoufficio! Per non parlare poi del protagonista: l'unico e inimitabile Ignatius! Finalmente ho trovato un libro veramente divertente e originale nei personaggi e nella descrizione degli eventi. Sinceramente ne consiglio la lettura a tutte quelle persone che cercano un bel libro con il quale passare piacevoli pomeriggi.
Voto: 5 / 5

Mucci (30-01-2007)
Davvero esilarante! Come si fa a non ridere del protagonista e di tutti gli altri personaggi, uno più originale dell'altro? Davvero un peccato che Toole ci abbia lasciato due soli romanzi.
Voto: 5 / 5

JOE (23-01-2007)
BELLO, VERAMENTE BELLO, MI DISPIACE SIA FINITO. TUTTI PERSONAGGI MERAVIGLIOSI, IRONICO, POETICO, SENZA MOMENTI DI CALO D'ATTENZIONE PER IL LETTORE. COMPLIMENTI ALLO SCOMPARSO TOOLE.
Voto: 4 / 5

Bruno (16-10-2006)
Esilarante, da leggere assolutamente. Solo un altro libro negli ultimi anni mi aveva coinvolto così tanto. Mattatoio 5, che mi ha fatto ridere e piangere. Questo invece mi ha fatto piangere dal ridere.
Voto: 5 / 5

borgo.damiano (29-09-2006)
divertente, pazzo, trasandato, menefreghista. Guardatevi attorno,specialmente trentenni che vivono ancora a casa con mamma, quelli che sono incapaci di staccarsi dal seno materno, ignatius è il vs eroe, da leggere assulutamente, poi potrà restarvi dentro, o come un grosso peccato non riuscirlo a capire, come l'editore che lo rifiutò, togliendoci dall'universo dei geni John kennedy Toole. Non c'è scusa per gli ignoranti, ma chi tronca questo libro, a mio modo di vedere non ha capito niente di scrittura.
Voto: 4 / 5

enrico (16-05-2006)
libro che a me è parso di una banalità e mancanza di immaginazione totale, pur nel suo tentativo, evidentemente fallito, di risultare originale. In qualche recensione l'ho visto paragonato alla versione di Barney di Richler, ma tra i due libri esiste un abisso a favore del secondo.
Voto: 1 / 5

alberto pesi (21-04-2006)
Stile e struttura essenziali e veloci rendono la lettura, ad ogni palato, piacevole. Lo sento vicino a Fante e a Salinger . Manca del primo la capacità di toccare le vette poetiche dopo essere scesi a pescare nei bassifondi, del secondo l'originalità del linguaggio. Ma la tecnica narrativa, un narratore esterno che però varia il punto di vista - una volta di Ignatius, una volta della madre, un'altra di Mancuso ecc- è efficacissima e molto, molto bella da leggere nell'alternarsi dei brevi e perfetti paragrafi.
Voto: 4 / 5

Lorenzo Berti paperogonfio@inwind.it (03-04-2006)
Per molti aspetti mi ha ricordato il miglior Queneau. Comunque, è un libro che vale 4 e mezzo, quasi 5. Quasi 5, perché è perfetto, non fosse per qualche eccesso e sovrabbondanza. Mi spiego: La versione di Barney è la perfezione, secondo me; tutto in questo libro è teso al punto giusto, senza una parola o una virgola di troppo. Personaggi perfettamente scavati, ironia crudelissima e condotta magistralmente, intreccio senza la minima smagliatura, stile scintillante e scoppiettante. Non avanza nulla, in Barney; tutto è fondamentale e necessario nell'economia del libro. E i personaggi te li godi, ti restano dentro, ti fanno ringraziare l'aver aperto quel libro, consigli di GiulianoFerrara a parte. Qui, qualcosa ti avanza, inevitabilmente: i travestimenti dell'agente Mancuso - tanto per dirne una - o il professore universitario. Sono un che di barocco, un "di più" non richiesto, ad arricchire troppo e quindi confondere un testo che comunque resta fenomenale. E in nome della sua storia (tragica; Toole è morto suicida a 32 anni!) si può senz'altro capire se mancano una revisione e una limatura finali. E lo stesso dicasi del finale - in effetti un po' frettoloso sì, ma non troppo - per molti non originale, e ricavato dal dover mettere a posteriori una chiusa a un romanzo assolutamente (questo sì!) da pubblicare.
Voto: 5 / 5

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