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Cavina Cristiano - Alla grande |
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Titolo | Alla grande |
| Autore | Cavina Cristiano | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,32
(Prezzo di copertina € 14,50 Risparmio € 2,18)
|  | | Dati | 2003, 208 p. |
| Editore | Marcos y Marcos
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 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Bastiano Casaccia è un ragazzino di campagna turbolento e un po' ingenuo. Ma sa trasformare un bidone del rusco in un sommergibile, la propria bicicletta in una Turboberta fedele e scattante, dalle prestazioni imbattibili. La sua fantasia eleva un mondo modesto, quasi isolato, allo stadio di un teatro avvincente e grandioso. Di babbo si sa poco o nulla, mamma è ruvida e silenziosa, nonno passa giornate facendo partitine al bar, nonna e la gatta giocano a fare i soprammobili. Lo zio è un mezzo truffatore che sbuca dalla Germania a bordo di un catorcio di furgone per regalare alla fantasia di Bastiano altra e potente materia.
17 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5orwell (30-08-2009) Ho preso questo libro sull'onda del bellissimo "ultima stagione da esordienti", ma devo dire che è noioso e a volte scritto male. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gwynplaine lussi999@libero.it (24-09-2008) Buon libro. Costruito bene. Il giusto tono trasognato, considerata la giovane età dell’io narrante. La scrittura precisa, pulita, lineare soffre però di un abuso di metafore. L’uso eccessivo di certi stratagemmi espressivi toglie forza al linguaggio. (tutti quei come..come..come..) Ma considerando, ancora una volta, l’età del narratore, possiamo chiudere un occhio. Naturalmente chi vuole leggere un Capolavoro (suggerisco ai denigratori del Cavina) deve rivolgersi ad altri autori, ma fatemi sottolineare un po’ i meriti di quest’opera: si tiene alla larga dall’inutile pulp di Ammaniti, dal vernacolo decadente di Brizzi, dalla sessualità ipertrofica e cabarettistica della Vinci. Sciacquette come la Rossanuccia Campo, la Raimo, la Stancanelli, la Cutolo, la Scerman (e mi fermo solo perché voglio fermarmi) buone solo a rallegrarci con i loro estenuanti coiti orali, dovrebbero imparare qualcosa. Queste giovani scriventi non sembrano in grado di rappresentare il mal di vivere in altra forma se non quella sessuale, ormai passaporto sicuro per ogni tipo di editore e per la massa ingorda. Come se il fine ultimo della letteratura fosse quello di esibire e rendere note al pubblico le ossessioni o le beatitudini sessuali di chi scrive. Ben vengano i Cavina se dall’altra parte dello steccato, cioè tra le alte sfere della letteratura dotta, proliferano intellettuali pomposi (nonché molto diversi tra loro) come Piperno-Genna-Baricco, e speculano menti "deliranti" come quelle di Parente-Moresco e compagnia sbraitante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Sandro (22-06-2008) Vi consiglio VIVISSIMAMENTE Cristiano Cavina... Ma se volete apprezzarne tutto il suo talento, leggete "un ultima stagione da esordienti". Il pizzaiolo di Casola Valsenio vi farà rimanere a bocca aperta. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
philo (08-06-2007) Carino ma non all'altezza della ultima stagione. Ho iniziato con il terzo e sono passato al primo. Comunque leggibile.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Daniela (07-02-2007) Mi affascinava tanto la storia dello scrittore-pizzaiolo. Ho letto le recensioni, devo dire alcune molto negative (ma l'avevo già ordinato!) allora l'ho prestato a una mia amica, che considero il mio critico letterario e non ha mostrato molto entusiasmo. Va bè lo leggo mi sono detta, ma ero molto prevenuta. Bè mi devo ricredere a me il libro non mi è affatto dispiaciuto, l'ho letto in un pomeriggio.Una lettura piacevole e mi sembra davvero eccessivo dire che è scritto male e da persona non colta Ho dato 3, ma non lo considero un voto basso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
borgo damiano (08-11-2006) il primo libro di Cavina paga il fatto che è il debutto di una persona non coltissima e preparata che scrive un libro, ma a me questo piace perchè è genuino, Cristiano Cavina diventerà un grandissimo scrittore un giorno, un pò come John Fante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Francesca (17-07-2006) Nè brutto nè bello: banale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
no (20-11-2005) Un libro orrendo. Pieno di stereotipi e scritto malissimo. Leggo in media 4 libri alla settimana, ma per terminare questo ho sprecato cinque giorni per quanto è brutto. Assolutamente sconsigliato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
maria pelliciardi m.pelliciardi@naturalworld.it (04-04-2005) E' un libro originale, l'autore ha una eccezionale proprietà di linguaggio, i temi affrontati sono duri ma trattati con tatto e leggiadria. spero che cristiano continui a scrivere e gli auguro tanta serenità ora più che mai. maria Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sugar (14-03-2005) L'ho letto qualche tempo fa. Voto ora, in contrasto con quelli che lo hanno bocciato. A me è sembrato simpatico, con alcuni capitoli veramente esilaranti: tipo quello in cui incontra il tossico.
Sulla scena italiana ci sono molti giovani scrittori che mi sembrano piuttosto dotati. Altri sono decisamente sopravvalutati. Mi pare che Cavina sia partito con il piede giusto, di chi ha sufficiente talento per poterci provare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianmarco (16-11-2004) è un libro bruttissimo non sono riscito a capire niente anche se ho una certa cultura in fatto di libri infatti leggo più di 120 libri all'anno. questo libro non mi ha appassionato e ho impiegato 15 giorni per leggerlo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ernesto (02-10-2004) Mi dispiace, sono quasi coetaneo dell'autore, di pochissimo più vecchio, ma questa Romagna dell'infanzia non mi entusiasma, questo novello Huck Finn di provincia non riesce a interessarmi. Mentre il racconto di Guccini, in un linguaggio a tratti ostico per un napoletano come me, della sua infanzia a Pavana prima e della sua adolescenza e crescita giù nelle città poi, mi ha avvinto e ammaliato.
Come per molti libri credo si tratti di una questione di linguaggio, o meglio di scrittura. Azzardo un consiglio pur non richiesto, e perciò chiedo scusa fin d'ora: forse, più che immaginarle per sè le situazioni, Cavina dovrebbe preoccuparsi di ricreare ai suoi lettori le atmosfere. Nel remoto caso avessi ragione, si spiegherebbe anche perché sia piaciuto tanto al lettore che ci ha rivisto la sua infanzia romagnola. Per lui questo sforzo di ricostruzione non era necessario.
Attualmente sono poco invogliato a leggere un secondo libro dell'autore, ma spero di potermi presto smentire. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Angelo (15-09-2004) pieno di stereotipi sulla Romagna, scrittura nervosa, quasi isterica e "senza sugo". Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Ste (15-01-2004) Grande! Non c'è altro da dire, mi ha fatto venire in mente la mia infanzia a Ravenna, sputata! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tex (04-01-2004) Libro noiosissimo, privo di avventura e soprattutto senza dialoghi.
Mi sono trovata davanti un romanzo quasi incomprensibile, con un ragazzino che ha dei problemi che non sono riuscita a capire fino in fondo!
il mio voto è due, anzichè uno, perchè trovo che l'autore abbia avuto un bel po di fantasia nel modo di pensare del bambino...è l'unico "pregio" che riesco a trovare! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
claudia ercolone@libero.it (03-08-2003) Un giovane scrittore veramente in gamba, per me è stato come rivedere uno scampolo della mia infanzia vissuta in Romagna. Lo consiglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lucio (20-04-2003) un libro da leggere in apnea, scritto da un evidente talento, personaggi da oscar ,un grande viaggio nella romagna popolare Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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