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Lahiri Jhumpa - L' omonimo | Vede la morte in faccia, Ashoke Ganguli, una notte d'ottobre, in India, quando il treno deraglia, i vagoni si accartocciano in un lampo. Lo salva il racconto che sta leggendo nell'attimo dell'incidente: Gogol, Il cappotto. Al lume della lanterna, qualcuno scorge le pagine del libro sparse per i campi: il giovane che ne solleva, con le ultime forze, qualche foglio è ancora vivo. Grato allo scrittore russo, sette anni più tardi, in America, Ashoke Ganguli decide di chiamare Gogol il primogenito appena nato. Ma quando cresce, man mano che si affaccia al mondo "nuovo", Gogol Ganguli trova insulso, fastidioso, quel nome che è un cognome, e neppure indiano. Parte da lì l'urto con la famiglia, poi dilaga...
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.66 / 5laura (07-07-2007) L'ho appena finito, l'ho letto in una settimana. Avevo visto il film, bellissimo, ma il libro è molto meglio. Laura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
geo (07-05-2007) Molto bello e coinvolgente. Tratta tematiche anche pesanti ma sempre con una grazia notevole. A tratti commovente. Consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandra alessads@yahoo.com (31-07-2005) Spettacolare! Scritto in maniera scorrevole, coinvolgente, ti fa rallentare per non arrivare alla fine! Mai dopo "Delitto e Castigo" di Dostoevskij avevo letto un libro così equilibrato, ben congegnato, pieno di "suspense", insomma, perfetto! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
BENEBENE benedettacastagnoli@libero.it (17-07-2005) BELLISSIMO LIBRO,
SCORREVOLE RIFLESSIVO.MOLTO INTERESSANTE LA FIGURA DEL PERSONAGGIO PIENO DI STATI D'ANIMO E ECCEZIONALMENTE CONTRADITTORIO ALLA FINE COME TUTTI DOPO AVER FATTO ESPERIENZE Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lisa (25-05-2004) Malinconico e molto realista. Buon libro, ma chi vuole leggere un capolavoro legga "Quel treno per il Pakistan" di Singh Khushwant. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
chiara171 chiara171@libero.it (08-03-2004) Splendido romanzo sui conflitti culturali sperimentati dai figli degli immigrati e sulle diverse prospettive con cui genitori e figli vedono la nuova patria. Caldo lo stile, affascinante ed emozionante la descrizione di ogni singolo stato d'animo dei protagonisti. Se questo è piaciuto, da leggere é anche "Digiunare, divorare" di Anita Desai, ugualmente bellissimo. 08/03/2004 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
edoardo (16-02-2004) E' davvero difficile trovare le parole adatte per descrivere la sensazione che si prova nel leggere questo splendido libro. Posso davvero affermare che se da un lato non si vorrebbe mai smettere dall'altro, avvicinandosi alla fine, si vorrebbe rimandare all'infinito la lettura dell'ultima pagina. Sicuramente uno dei libri più belli letti negli ultimi tempi. La storia della famiglia Ganguli si snoda nell'ambito di due generazioni. E' interessante l'approccio e l'atteggiamento di Ashima e Ashoke nei confronti del "nuovo mondo", in rapporto a quello dei figli Gogol e Sonia. Bello, davvero bello non posso dire altro. Sicuramente invito tutti alla sua lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ukulele k2o@libero.it (04-01-2004) splendido romanzo, una delle letture più intense mai lette da mesi a questa parte, una storia semplice che, sebbene tratti di persone culturalmente diverse, parla un po anche di noi, come uomini. consigliatissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto roross@infinito.it (12-11-2003) Gia' col suo primo libro di racconti Jhumpa Lahiri era riuscita a interessarci alle sue storie di gente all'apparenza comune. Con questo romanzo ci racconta, in modo estremamente coinvolgente, della famiglia Ganguli, bengalesi emigrati negli Stati Uniti, e del modo diverso di vivere lontani dalla propria patria, i genitori, e di sentirsi cittadini americani, i figli. Un romanzo di formazione che e' anche un bellissimo libro sulla famiglia. E' il piu' bel romanzo che ho letto nel 2003 e lo consiglio a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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