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Lem Stanislaw - Il congresso di futurologia | Un celebre astronauta partecipa all'ottavo Congresso di Futurologia. Arena del congresso: un Hilton Hotel di dimensioni ciclopiche, in Costaricana. L'Hilton pullula di eventi, convention, simposi, mentre fuori, per le strade, impazza la rivoluzione. Sperduto fra le segretarie in topless del raduno degli Editori Liberati, morigerati Collezionisti di Fiammiferi, esimi psichiatri, nel mezzo dei "lavori" l'astronauta viene narcotizzato, prelevato da un elicottero dell'esercito americano e alloggiato in una casa di cura. Lì, viene ibernato. Passa qualche decennio, e nel luglio 2039, riprende coscienza in un mondo, ovviamente, molto diverso. Un mondo pieno di marchingegni diabolici, in cui tuttavia non sono i robot a dominare la scena.
Media Voto: 4 / 5shakey (26-12-2004) Stefano, secondo me sbagli, il tuo mi pare un commento un po' riduttivo. Concordo appieno con Serenella (percepire il mondo a scatole cinesi, magari con la più piccola che contiene la più grande è indice di grande sensibilità percettiva e riflessiva, altro che "matta"...;), il racconto ha la capacità di farti scivolare di realtà in realtà come se si stesse su un ottovolante (in questo si avvicina parecchio ai racconti di Dick). Quando lo lessi la prima volta (nella vecchia edizione Riuniti) ricordo di aver letteralmente provato quest'angosciosa sensazione di caduta percettiva da una dimensione all'altra, lo stato di allucinazione vissuto dal futurologo mi era stato in qualche modo trasferito, in modo tale che quasi non riuscivo più a distinguere la realtà del racconto dalle proiezioni mentali del protagonista. Grande opera! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano stevua@hotmail.com (06-04-2004) L'idea che sta alla base di questo libro è accattivante, tuttavia le attese vengono deluse.
Senza considerare la prima parte del racconto, il libro sembra una lista di prodotti farmceutici.
Meglio "il mondo nuovo" di Aldus Huxley. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Nicola (29-03-2004) Altro capolavoro di Lem che, al solito, mette a nudo la sua inquietante capacità visionaria e introspettiva grazie alla sua abilissima qualità di lettore dell'animo umano. Un libro per molti aspetti agghiacciante, e oggi assistiamo forse impotenti al rigoglioso germinare dei semi che Lem aveva intuito essere stati gettati già trent'anni fa. Cosa ci riserveranno gli anni a venire? Lo straordinario autore polacco ha provato a raccontarcelo e per ora non sta sbagliando.
Un libro imperdibile e da consigliare ma... occhio a cosa appare davanti ai nostri occhi: dietro potrebbe esserci molto di più. Molto, molto di più. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Serenella (16-03-2004) E' uno dei miei libri preferiti, non solo di fs. La prima volta che l'ho letto ero ancora adolescente e mi ha particolarmente colpita e credo influenzata: la scoperta che non ero l'unica a percepire il mondo come scatole cinesi o matrioske russe ancora adesso mi fa sentire meno "matta".
Inoltre secondo me il primo "Matrix" ha preso a piene mani da questo fantastico libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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