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Lemebel Pedro - Ho paura torero | Lei è la Fata dell'angolo, travestito passionale e canterino, sartina delle signore dei quartieri alti, anima d'artista. Carlos è un militante del Fronte patriottico Manuel Rodríguez, a caccia di un nascondiglio sicuro per le sue riunioni clandestine. Per amore, la Fata offre al ragazzo la propria soffitta. Per amore, accetta le mezze verità di Carlos, gli incarichi rischiosi necessari per la Causa: le basta stargli accanto. Assillato da una moglie logorroica, tormentato da incubi d'infanzia e paure di morte, Pinochet va e viene dal proprio "retiro" del Cajón del Maipo, residenza estiva che domina Santiago dall'alto. Finché un giorno, lungo la strada rovente che scende verso la capitale, la sua pista si incrocia drammaticamente con quella di Carlos.
| La recensione de L'Indice |

Pedro Lemebel rappresenta un caso del tutto anomalo nel panorama letterario cileno e latinoamericano di fine Novecento. Personaggio molto noto negli ambienti teatrali della Santiago degli anni ottanta, attivista del movimento gay e portatore fiero dell'estetica en travesti in piena dittatura militare, fondatore del Colectivo de Arte Las Yeguas del Apocalipsis, attore, fotografo, cineasta, Lemebel scopre le sue carte di scrittore dotato di un irresistibile stile trasgressivo negli anni novanta, quando insieme a pochi altri non si rassegna ad accettare passivamente le strettoie di una democrazia davvero molto più formale che reale. In quel contesto culturale e letterario irrigidito, quasi paralizzato dalla mediocrità imperante, la scrittura di Lemebel irrompe come un fermento sorprendentemente vivo fatto di cultura plebea urbana e alta tradizione barocca ispanoamericana che si dava per morto e sepolto dopo decenni di predominio di un realismo più o meno magico, e comunque ormai mummificato. Con gli anni la sua prosa dissacrante e divertente, che sovente si tramuta in antica e umile sacralità, si è dispiegata in innumerevoli pubblicazioni: articoli, testi teatrali, romanzi, cronache di vita urbana, saggi di critica culturale, reportage incentrati su questioni di grande urgenza come la lotta contro l'Aids. Il/la protagonista del romanzo Ho paura torero in realtà pensa e parla un linguaggio la cui cifra principale è il coraggio, la " valentía ", essendo la sua paura nient'altro che il riconoscimento della pericolosità del nemico. A ragione, perché innamorandosi di un giovane incontrato per caso nelle strade del quartiere comincerà presto a sospettare di essere immerso fino al collo in una congiura clandestina, in realtà destinata, a sua insaputa, a uccidere il dittatore Pinochet. La sua povera casa, "dove volteggiano utopie elettriche nella notte purpurea", che con l'arrivo della bella stagione diventa "un palazzo orientale, con tende di seta crespa appese al soffitto e vecchi manichini rinati angeli dell'apocalisse o centurioni custodi della sua fantasia da femminella tulipano", sarà infatti il luogo scelto dal gruppo di temerari per pianificare i dettagli dell'attentato e immagazzinare grandi quantità di strane casse molto pesanti. Lui/lei, la Fata, continua imperterrita a lavorare e a portare ogni giorno i suoi preziosi e delicati lavori di ricamo alle signore dei quartieri alti, comprese le donne dei generali e la logorroica insopportabile moglie dello stesso Pinochet, mentre Carlos, l'amato, arriva puntualmente ogni notte con i simpatici amici che vogliono far tremare il mondo, ma non si accorge neanche un po' dei tremori della sua anima. La sera in cui le voci sull'attentato a Pinochet sui pendii della cordigliera raggiungono la sbalordita città ancor prima che la radio annunci che il dittatore l'ha scampata per un pelo e che lui stesso proclami di essere stato salvato dalla Madonna ("l'unica cosa carina che ha detto in quindici anni"), la Fata prepara un nuovo incontro con Carlos nel clima di consapevolezza e di crescente paura che invade il paese. Ma non c'è da aver paura, Principe, lo rassicurerà, finalmente ottimista, io ti proteggerò per sempre. Lo scenario è la Santiago cupa e isolata della ditattura, dove, sotto l'apparente rassegnazione resisteva una corrente continua di miracolosa vitalità, concentrata in quei castigati quartieri popolari che sfidavano senza sosta, un'altra intifada di pietre e lacrimogeni, le postazioni del potere. A differenza dei molti narratori cileni che cercheranno inutilmente di descrivere con poveri tratti realisti questo mondo demograficamente sterminato e socialmente emarginato, la cui centralità peraltro nessuno di loro osa negare, Lemebel ce ne parla da dentro con una proprietà di linguaggio che può essere spiegata appunto con le categorie di una doppia appartenenza, ai quartieri dove abita la lingua e a una lunga tradizione letteraria con radici persistenti anche nei meandri polverosi della metropoli latinoamericana moderna. Inevitabile un commento sulla traduzione di questo romanzo, il primo di Lemebel tradotto in italiano. Il compito non era facile, certo, la lingua di Lemebel è straordinariamente ricca e mobile, piena di rimandi a diversi livelli di realtà e di interpretazione (da Juana Inés de la Cruz a Severo Sarduy), dolente e tragica e al contempo allegra e festiva. Ma troppo di tutto ciò impallidisce nella versione italiana, colpa di un appiattimento lessicale che finisce per depositare sul testo un velo incolore, una confusione normalizzante dei registri e delle sfumature messi in gioco dall'autore, punto di forza di una scrittura che si muove sempre sul filo di una pungente polivalenza sessuale, sociale, politica. Forse la responsabilità non è in questo caso esclusivamente dei traduttori, ma anche dello stesso autore, una responsabilità che è un merito, Lemebel si sottrae infatti di netto alle tendenze letterarie che forse con un occhio alle traduzioni agevoli continuano a impoverire la lingua, un tempo così ricca e imprevedibile, della tradizione moderna ispanoamericana. |
Recensioni 1 - 20 di 22 recensioni presenti. Media Voto: 4.72 / 5simona (15-07-2011) meraviglioso!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emarilli (24-08-2009) Meravigliosamente poetico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lucia78 (09-04-2009) Una bellissima e graditissima sorpresa. Grande scrittore. Il suo modo di scrivere e di ricamare il racconto tessendo le parole è sorprendente. Una storia d'amore bellissima romanticissima e come tale impossibile. Anche gli avvenimenti storici che fanno da sfondo al racconto, sebbene tragici, assumono una nuova veste. UN LIBRO ALLA MARCOS Y MARCOS. Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michela (13-11-2008) E' un libro molto bello che con poesia e profondità affronta il tema della fine della dittatura cilena. La scrittura è coinvolgente, i dialoghi vengono raccontati in modo superbo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
linda (23-01-2008) Tenero, divertente e profondo, carino. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giusy (12-01-2008) Carino, divertente, ma mi aspettavo di più, niente di eccezionale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Michela (11-05-2006) un libro colorato, divertente e interessante! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Piero harrigasp@hotmail.it (06-05-2006) Ero molto scettico quando ho iniziato questo libro. E invece mi ha subito catturato. Si fa leggere in un attimo e mai, mai viene a noia. Peccato sia l'unico di questo scrittore pubblicato in Italia. Cosa aspettate a farci leggere qualche altra cosa? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
CARMILLA carmilla4@hotmail.it (02-02-2006) semplicemente meraviglioso.... come entrare nella testa di un' altra persona??? leggendo questo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (07-11-2005) Gran libro. Ironico e crudo, ma mai fastidioso. Esuberante e leggero nella sua profondità. Alcuni passaggi sull’amore sono bellissimi, come solo (talvolta) i grandi spiriti femminili sanno scrivere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mari mariii@freemail.it (20-07-2005) vibrante, variopinto e carnoso. un romanzo che si lascia divorare e con ironia regala qualche piccola lacrima di empatia. leggetelo, uomini e donne, apre un pò di spiragli alla diversità. mari Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romolo romolo.giord@tiscali.it (27-06-2005) Uno dei più bei romanzi che ho letto negli ultimi tempi.... grande scrittura, poetico, realistico e struggente... sullo sfondo di un Cile in fermento, tra le quotidiane oppressioni di una devastante dittatura escono allo scoperto tramite la penna dell'autore due grandi personaggi che rappresentano la speranza mai morta nella vita quotidiana di un popolo non domato: Carlos e la Fata tra realtà, sogno e avventura incrociano le loro vite con quelle della classe al potere in un susseguirsi di immagini e momenti che ci fanno vivere in maniera intensa e appassionante un momento di della grande tragedia di questo paese sudamericano.
Bravo Lemebel !!! Attendiamo altri suoi lavori.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Limahl69 (20-06-2005) Bello, emozionante, commovente, dolce e amaro. Tocca come un romanzo d'amore, intriga come un thriller. Riesce ad essere delicato ed erotico senza essere ne sdolcinato ne volgare. La Fata non è una macchietta ma una specie di maschera da teatro dietro la quale si cela una persona profondissima. La sua infatuazione per lo studente rivoluzionario non è fatta di semplice desiderio ma diventa amore incondizionato, puro e semplice, gratuito. L'autore non sfrutta gli argomenti più "forti", cosa che sarebbe facile da fare visto che la storia che narra necessariamente li chiama in causa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura.To (14-05-2005) è un libro pieno di energia, che esalta la diversità fino a renderla poesia, che combatte la tirannide ridicolizzandola...una lettura veloce ed entusiasmante, roboante, musicale, forse non un capolavoro ma che lascia un segno, un messaggio di amore per la vita e per la lotta molto forte! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
adriana andaanda@fastwebnet.it (21-03-2005) è stato un piacere leggere questo libro, mi ha incantata l atmosfera e la storia d amore.
lo sto consigliando a tutti e sto cercando gli altri libri delo stesso autore.
per piacere ...qualcuno ne faccia un film , è già tutto lì , lo scrittore ce lo ha fatto vedere.....c è da aggiungere poco, scegliere bene gli attori, lavorare con la stessa gentilezza e coraggio. grazie adriana Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Monica G. (20-01-2005) Splendido, crudo e poetico, divertente e triste, passionale e sarcastico.
Il modo che ha la Fata di esprimere le emozioni è così terribilmente dolce e reale da far pensare che per una volta le parole riescano a descrivere i deliri del cuore e della mente...
Leggetelo... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
viol (12-01-2005) Non si trovano le parole per descrivere un libro la cui storia è pura poesia. E' casto e sensuale, realista ed onirico, tragico e grottesco. Memorabile! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
denis (01-12-2004) Un libro adorabile, non ho altri aggettivi. Leggetelo!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vagandol (29-10-2004) un nuovo scrittore latinamericano che già si era fatto notare per il bellissimo "loco alfan" (ovviamente mai tradotto in italia). una storia che forse non è del tutto inventata, capace di dissacrare la figura del dittatore ancora vivo e in ottima salute accolto trionfalmente qualche anno fa di ritorno in Cile dopo il tentato arresto da parte del giudice Garzon in Spagna. una storia d'amore tra la loca del frente (perché in italiano è stata tradotta come "la fata dell'angolo"?) in un contesto brutale, di repressione, di violenza. un inno alla diversità, al non allinearsi agli schemi. bellissimo
...potrebbe essere un buon film Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ermanno (17-09-2004) Divertente e profondo. Intelligente e scintillante. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 22
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