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Willeford Charles - Tempi d'oro per i morti |
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Titolo | Tempi d'oro per i morti |
| Autore | Willeford Charles | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,48
(Prezzo di copertina € 13,50 Risparmio € 2,02)
|  | | Dati | 2004, 280 p., brossura | | Traduttore | Bussolo E. |
| Editore | Marcos y Marcos
(collana Gli alianti) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Non c'è mai tempo, per la squadra Omicidi della polizia di Miami. Mentre incombono cinquanta vecchi casi da risolvere entro due mesi. E ogni giorno spunta un cadavere da un bagagliaio, da un campo di pomodori, un appartamento. Un tossico è appena morto di overdose a casa della matrigna - una donna che odora di buono - e occorre dare un'occhiata. Torna in scena Hoke Moseley, sergente della Omicidi, uno che non spreca parole, ha la spiazzante lucidità dei selvatici, arriva all'essenziale per le spicce. Affianca Hoke una bella cubana, Ellita Sanchez. Compagna di ferro sul lavoro, straordinaria nel dargli una mano con le figlie, questa ragazza fragile e concreta fiuta quando gira storta, aiuta Hoke a intuire dove parte la pista giusta...
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.57 / 5Lorenzo Berti paperogonfio@gmail.com (12-06-2006) Meglio di Miami Blues; si sale di un gradino. Non è vero, non può esser necessariamente vero, che la tetralogia di Miami sia tutta allo stesso livello, e questa è la prova, condensata in un libro in cui se resta un certo stridore, è molto meno avvertibile e fastidioso che in Miami blues. C'è un "tono" - definiamolo "serrato ironico e straniato", ché può essere utile, anche e soprattutto a ricordare che Willeford non scrive gialli, thriller o crime-novel in senso stretto - più preciso e, in altre parole, anche l'incredibile e l'inverosimile divengono parte (perfetta) del gioco. E ci si diverte: Hoke Moseley (solo per l'iterazione del "romanzo a puntate"? non credo!), qui, è veramente un personaggio che "entra e resta", con tutte le sue singolarità e particolarità, degno (stavolta sì, come tutto il romanzo) di Tarantino e di Pulp fiction.
L'arrivo delle figlie, Ellita, Mrs Hickey, i casi sospesi. Né troppo, né poco. Un caos che scorre bene. E sullo sfondo (questo anche in Miami blues, a onor del vero) la città Miami, descritta in modo veramente efficace, in tutto il suo (vero) squallore e caos.
Grandissimo il capitolo 17, con la lezione di sesso alle figlie.
Hoke sta diventando un eroe... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Augusto (10-06-2006) Libro piacevole, interessanti notazioni sulla vita dei poliziotti, sul crogiolo di razze e sui cambiamenti demografici nella città, forse quello che manca, però, è un cattivo come il Junior di “Miami Blues”. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (04-01-2006) Ho letto da poco e in sequenza "Tempi d'oro per i morti" e "Tiro mancino", dopo avere apprezzato alcuni mesi fa "Miami blues". Un primo ringraziamento va alla casa editrice Marcos y Marcos che riesce sempre a gratificare l' estetica, con copertine da me molto amate.
Il secondo apprezzamento è per lo stile di Willeford, fresco e diretto, con un protagonista a dir poco bizzarro e fuori dal comune ma affascinante (anche con la dentiera). Tiro mancino è in assoluto il suo capolavoro e la figura di Troy è descritta in modo pazzesco……più psicopatico di così si muore, e dire che ho letto tanto su questi personaggi del male e qualcuno lo conosco anche dal vivo…….
Miami blues voto 8
Tempi d'oro voto 7 +
Tiro mancino voto 9
Non perdiamoci l'ultimo arrivato
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (28-12-2005) Secondo capitolo della tetralogia su Hoke Moseley, sergente di polizia in forza alla sezione omicidi di Miami, Florida.
Questa volta, contrariamente al romanzo di esordio MIAMI BLUES, la terza persona di Willeford non abbandona mai il personaggio che, nel corso di un paio di giorni, si trova a dover far fronte ad una serie di eventi davvero rilevanti… Partendo da una indagine appena iniziata su un presunto caso di morte per overdose, Hoke si ritrova per le mani ben 50 “cold case” da risolvere in tempo di record per assicurare la ambita promozione al suo diretto superiore. Come se non bastasse deve fare da balia alla sua nuova collega, la detective di origini cubane Ellita Sanchez, trovarsi una casa entro i confini del centro urbano (come previsto dal regolamento di polizia) e confrontarsi con un inaspettato colpo di scena nella sua vita privata che rischia di sconvolgergli completamente l’esistenza. Ma sconvolgere è forse un termine eccessivo quando si tratta di Hoke Moseley. Sarà a causa della sua esperienza nell’esercito, ma pare proprio che mettere seriamente in crisi Moseley sia pressoché impossibile… Con il consueto buon senso dettato dall’esperienza e la solita calma che lo contraddistingue, Hoke riuscirà a venire a capo di tutti i suoi problemi, non senza essere costretto a ricorrere a qualche scorciatoia non del tutto lecita.
Perennemente in bolletta, perfettamente a proprio agio in una Miami sporca, torrida, multirazziale e assolutamente distante da quella “da copertina” dei serial tipo “Miami Vice”, Moseley è un personaggio atipico che convince e diverte, tenendo banco in un romanzo che è quanto di più distante possa esserci da un thriller o un poliziesco classico. Una lettura diversa e originale che ancora di più di MIAMI BLUES spiega il motivo per cui Quentin Tarantino abbia dichiarato di avere in questo autore una delle maggiori fonti di ispirazione per la sua produzione artistica.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giovanni (15-03-2005) Incredibile come si possa non capire nulla di un autore. La tetralogia di Miami è tutta, costantemente, allo stesso livello. Prosa sorniona, ironica, didascalicamente blues. Le storie sono documentari da una società sentimentalmente atrofizzata, dura e ferina. Hoke Moseley è un personaggio indimenticabile (e non troppo simpatico) di sbirro burocrate e sagace, tanto lento nel muoversi quanto rapido e scaltro nel pensiero. Intorno a lui s'aggroviglia un'umanità incapace di futuro, il cui destino si decide secondo per secondo, goccia dopo goccia (di sudore). Willeford non c'entra nulla con Tarantino. Qui siamo dalle parti di CSI Miami al ritmo di The Shield. Con 20 anni di anticipo. Ed è tutto vero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico Menapace (25-02-2005) libro molto deludente e inconsistente. Peccato, "Miami blues" era un'altra cosa. E ora, cosa devo fare con Tiro mancino"? Saluti a tutti Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Johnny (13-06-2004) Delizioso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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