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Willeford Charles - Tiro mancino | Dopo trent'anni di catena di montaggio alla Ford, Stanley si è ritirato in Florida. Un pomeriggio, mentre schiaccia un pisolino in veranda, una ragazzina di dieci anni lo sveglia ficcandogli la lingua in bocca, per scucirgli qualche centesimo in cambio. Stanley non fa in tempo ad alzarsi, che lei si è già tolta le mutandine. Vallo a spiegare, alla moglie - rientrata in quel momento - e ai genitori della bambina, come sono andate veramente le cose. Nel giro di due ore il vecchio Sinkiewicz si trova in gattabuia. Divide la cella con un criminale psicopatico. Carismatico, tutt'altro che ignorante, Troy Louden scaglia invettive contro l'umanità e il fango in cui razzola. Stanley, mollato in tronco dalla moglie, ci mette poco ad "affidarsi" a Troy.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.16 / 5ugrass (11-05-2010) non il miglior Willeford, ho apprezzato di più 'Miami blues' e 'Tempi d'oro per i morti', secondo me non è la punta più alta del trittico... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gizzy (18-09-2009) Sarà anche il capolavoro di Willeford ma...o io non l'ho capito oppure qualcuno lo ha sopravvalutato. Non posso dire che la lettura sia spiacevole ma i colpi di scena, le improvvise esplosioni di violenza di cui parlano i miei "colleghi lettori" dove sono!? Mi spiace essere voce fuori dal coro in modo cosi marcato. Al libro non ho dato "1" solo poichè in fondo non è scritto male. Quel che è certo è che l'ho trovato abbastanza noioso, privo di emozioni e cambi di ritmo. E' mia usanza dare una seconda chance ad ogni autore...ma non sarà questo il caso (perlomeno finchè non troverò una versione supereconomica Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (20-02-2007) Ottimo. Confermo l'impressione di cui sopra che Willeford abbia fatto pienamente centro con questo terzo capitolo della sua quadrilogia.
Totalmente al di fuori di qualsiasi schema di genere, questo rimpianto autore era capace di mantenere il novanta per cento delle sue trame su un livello medio alto di interesse per il lettore, senza particolari scossoni, per poi esplodere in scene di improvvisa violenza, azione, che ribaltano le prospettive, imprimono inaspettate sterzate alla narrazione, rendono tutto frizzante, esplosivo, teso.
Profonda e sfaccettata la sua conoscenza dell'animo umano che traspare dalla caratterizzazione degli indimentticabili personaggi. Stavolta Moseley non è l'unico "attore protagonista" e svolge, per buona parte del libro, un ruolo abbastanza insolito per come eravamo abituati a conoscerlo.
Da leggere, assolutamente, per coloro che amano il poliziesco mai banale e mai ripetitivo.
Leggendolo si capisce perfettamente perchè Tarantino, all'epoca di Pulp Fiction, dichiarò di ispirarsi direttamente a Willeford nel creare le sue trame. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (04-01-2006) Ho letto da poco e in sequenza "Tempi d'oro per i morti" e "Tiro mancino", dopo avere apprezzato alcuni mesi fa "Miami blues". Un primo ringraziamento va alla casa editrice Marcos y Marcos che riesce sempre a gratificare l' estetica, con copertine da me molto amate.
Il secondo apprezzamento è per lo stile di Willeford, fresco e diretto, con un protagonista a dir poco bizzarro e fuori dal comune ma affascinante (anche con la dentiera). Tiro mancino è in assoluto il suo capolavoro e la figura di Troy è descritta in modo pazzesco……più psicopatico di così si muore, e dire che ho letto tanto su questi personaggi del male e qualcuno lo conosco anche dal vivo…….
Miami blues voto 8
Tempi d'oro voto 7 +
Tiro mancino voto 9
Non perdiamoci l'ultimo arrivato
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luca (31-05-2005) storia originale, lettura piacevole e scorrevole . Da non perdere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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