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Willeford Charles - Come si muore oggi |
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Titolo | Come si muore oggi |
| Autore | Willeford Charles | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
|  | | Dati | 2006, 272 p., brossura | | Traduttore | Carlotti G. |
| Editore | Marcos y Marcos
(collana Gli alianti) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nel quarto episodio della saga del detective Hoke Moseley, Charles Willeford strappa il suo lettore dall'idillio familiare nella villetta di Green Lakes, inquietandolo con lo sguardo invadente di un ex detenuto vendicativo, portandolo sempre più lontano nella terra dei coccodrilli, dove i cadaveri affiorano dal fango; facendogli temere per la vita della ex partner cubana e delle figlie e prendendolo un po' in giro...
Media Voto: 3.33 / 5Greta gretel68@virgilio.it (25-03-2007) Hoke Moseley addio. Si chiude con questo quarto romanzo la saga del sergente della Omicidi di Miami e sinceramente un po’ mi dispiace anche se quest’ultimo libro è senza infamia e senza lode. Si denota una stanchezza nell’autore, forse solo la voglia di andare avanti con lo stesso filone degli altri tre, ma senza la forza e la freschezza di base. Non so se sia anche una stanchezza fisica la sua, (sappiamo solo che Willeford è morto poco dopo l’uscita del libro) o molto semplicemente l’esaurimento della vena, fatto sta che ho riscontrato delle forzature abbastanza grotteste e non ho trovato quello che è sempre stato un dono di Willeford: l’umorismo noir scritto con perizia.
Non è un libro da buttare, anzi non può davvero mancare per chi come me ha seguito tutta la saga, è doveroso leggerlo per rispetto verso un autore che nel suo genere è un grande, ma sinceramente non ha chiuso in bellezza. Il più grande difetto di Willeford: è il girare intorno, il disperdersi nel discorso, la fatica nell’arrivare al dunque….) ecco, in Come si muore oggi il difetto è ancora più visibile e non spalleggiato dalla buona trama e dalla buona scrittura, diventa un difetto non perdonabile e a dir poco fastidioso.
D’accordo al 100% sulle considerazioni di Lorenzo Berti.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Berti paperogonfio@gmail.com (23-10-2006) Capitolo finale (in tutti i sensi) di Willeford e della tetralogia di Miami. E' l'anello più debole della catena, quello più confuso e tirato per i capelli. Qualche forzatura nella trama, qualche dialogo familiare un po' insipido; si sfronda sui personaggi di contorno per far risaltare meglio Hoke, in improbabili missioni speciali, improbabilmente e posticciamente pilotate dall'alto. I due libri centrali sono di un'altra categoria; il primo un originale hard-boiled; questo, un'aggiunta sovraccarica sulle ali del successo, con qualcosa di buono e qualcosa (di più, su una bilancia) di cattivo. La palma del peggiore, comunque, spetta all'editore italiano, che parrebbe aver scritto la quarta di copertina senza nemmeno leggere il testo: dove sarebbero gli alligatori? (Idem per la copertina, che tra l'altro è una discreta quanto orrida costante della casa editrice). Inoltre, com'è possibile che sul risvolto di copertina ci sia una citazione dal testo che è completamente diversa, sia per sintassi che per traduzione che per stile, da come è effettivamente riportata a (mi pare, vado a memoria...) p. 125? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Claudio (04-03-2006) Bel libro Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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