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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Cavina Cristiano - Un' ultima stagione da esordienti

Un' ultima stagione da esordienti TitoloUn' ultima stagione da esordienti
AutoreCavina Cristiano
Prezzo
Sconto 15%
€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
Dati2006, 219 p., brossura
EditoreMarcos y Marcos  (collana Gli alianti)

Disponibilita immediata
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23 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Erano tredicenni d'assalto: mettevano il calcio sopra ogni cosa. Il Dio del Calcio era il loro dio. E il Mister il suo profeta. L'estate macinavano polvere nel campetto di ghiaia. Appuntamento alle sette del mattino per la prima partita, e avanti fino a sera. Stava per cominciare la terza media, ma è solo un dettaglio. Era il calendario delle partite a scandire le tappe di un'avventura. Sprofondavano nella Bassa, sotto un cielo esagerato, circondati da milioni di peschi. Si inerpicavano tra i monti, su campetti gelati, in fondo a tornanti interminabili. Per scardinare squadre di geometri ben pettinati, che li disorientavano con finte, passaggi di prima e triangoli di perfezione assoluta. Per sopravvivere agli attacchi di Elliot il Drago, che aveva le cosce di Rummenigge, e quando cambiava passo staccava le zolle di terra dal campo. Scortati dalla Regina dello Sterrato, il furgoncino di George Balducci e una testa di cinghiale imbalsamata. Un tunnel che porta dritto a Borgo Ghibellino, una filiale dell'inferno. In una finale epica, dove ci si gioca il campionato e molto di più. Era il calcio che giocavano allora. Bruciava nel loro sguardo, e li faceva uscire dagli spogliatoi con i borsoni in spalla, fieri come i paracadutisti.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti.  Media Voto: 4.47 / 5

massimo vudu@hotmail.it (08-02-2012)
Bellissimo! sarà che sono un coetaneo... sarà che ho giocato a calcio... sarà che un "mister" mi ha salvato la vita in quel periodo maledetto che è l'adolescenza, è stato l'unico adulto a dirmi bravo, e l'ha pure gridato!! la lettura di questo libro è stata un salto divertente, malinconico, struggente nel passato.
Voto: 5 / 5
massimo vudu@hotmail.it (07-02-2012)
che dire? semplice... divertente... commovente... Sarà che sono un suo coetaneo, sarà che anch' io ho giocato a calcio, sarà che la mia vita è stata "salvata" da un "Mister", quando nessuno mi considerava, in quell'eta maledetta che è l'adolescenza, è stato l'unico adulto che mi abbia detto BRAVO! e l'ha pure urlato... Saranno tante altre cose ma l'ho letto diverse volte, e ogni volta mi è sembrato sempre più bello.... grazie.
Voto: 3 / 5
Alberico (11-07-2010)
Un'operina divertente ma leggera. Anche se mi ritrovo in molte delle situazioni descritte, come giocare a pallone dalla mattina alla sera, dovunque e con qualsiasi oggetto sferico, il coinvolgimento emotivo stenta, ci sono quasi più personaggi che pagine, la scrittura sincopata ma sbilanciata sul paradossale non aiuta. Ho votato le intenzioni e lo spirito del libro più che il valore letterario.
Voto: 3 / 5
sasso (04-09-2009)
Non si può mettere in discussione l’abilità di scrittore di Cristiano Cavina, che si nota soprattutto nelle ultime pagine, dove l’autore cerca di riassumere in un bel finale il senso delle vicende narrate. Che hanno un andamento scandito dalle eroicomiche partite di calcio del quattordicenne protagonista e dai suoi compagni di squadra e di scuola. Il modello è indubbiamente quello del Benni di “Bar Sport”, con qualche spruzzata della “Compagnia dei Celestini”, ma anche, per la punteggiatura cronologica delle vicende, del Nick Hornby di “Febbre a 90°” e dell’irlandese Michael Curtin della “Rivincita”. L’insieme ha, purtroppo, lo stile dei ricordi di gioventù, degli episodi e dei personaggi di paese, che fanno divertire soprattutto chi li ha conosciuti, dei racconti del servizio militare, che perdono il loro fascino quando chi li ascolta il militare non l’ha fatto.
Voto: 2 / 5
miguel (28-08-2009)
Beh, non c'é che dire, con questo libro ci si diverte, si ride e si pensa...soprattutto se si fa parte di quella generazione di esordienti. Si legge con allegria, spensieratezza...e le ultime pagine fanno riflettere. Leggerò qualcos'altro di Cavina sicuramente...
Voto: 4 / 5
orwell (05-07-2009)
Libro bellissimo, frizzante, divertente e soprattutto un rinfrescante bagno nel passato. DA LEGGERE
Voto: 5 / 5
Sandro (22-06-2008)
A me ha fatto ridere a crepapelle e piangere emozionato... Sarò un po' emotivo ma mi sento di consigliare a tutti questo libro, secondo me è un mezzo capolavoro.
Voto: 5 / 5
Michele (25-04-2008)
Comprato perchè incuriosito dal titolo e letto in pochi giorni, grazie anche ad uno stile colloquiale e semplice, penso che alla fine cavina sia riuscito a renderci quella che dovrebbroe essere la vera essenza ed il vero spirtito del calcio. Alla faccia degli scandali e dei campioni strapagati...
Voto: 5 / 5
Paolo (07-02-2008)
Ho comprato il libro suggestinato dai commenti esaltati che compaiono qui. Ma, lo dico sinceramente, sono rimasto un pò deluso. La tensione emotiva, che dovrebbe caratterizzare tutto lo svolgimento del libro, va a corrente alternata. Forse mi aspettavo un maggior processo di identificazione nella storia e nelle atmosfere, visto che amo il calcio e l'ho giocato ai tempi del liceo sui campi polverosi il cui unico lusso, se c'era, era la rete della porta. Del massimo dei voti è sicuramente degno l'ultimo capitolo.
Voto: 3 / 5
Marco info@librolandia.191.it (13-10-2007)
Un libro semplicemente favoloso...! Chiunque abbia calcato i campetti polverosi di provincia durante i mitici anni 80 si è trovato almeno una volta nelle situazioni così ben dipinte da Cavina, e chi come me è stato ed è tuttuora un "portiere per amore", ha sempre sognato di essere il Ragno della Storta, la saracinesca umana che salva i compagni nelle partite più difficili. Un libro gradevole che si legge in una serata, ma soprattutto un libro che andrebbe fatto leggere ai baby-calciatori di oggi, (ed in particolare ai loro genitori, molti dei quali si sono dimenticati di essere stati esordienti proprio in quegli anni)affinchè capiscano che il calcio era, è, e sempre sarà un GIOCO che però diventa il PIU' BELLO quando viene condiviso con un gruppo di AMICI... Questo libro riaccende la passione per il calcio e ti permette, durante la lettura, di dimenticare per un istante che alcuni degli esordienti di quegli anni oggi guadagnano milioni di euro e non salutano neppure più i vecchi compagni di mille sfide...
Voto: 5 / 5
philo (29-05-2007)
A volte spiritoso, a volte commovente. Solo i nomi dei protagonisti sono un programma. Credo che sia un ottimo libro non solo per noi emiliano-romagnoli. Si riaffacciano ricordi ed emozioni. E' come un vecchio film di Sordi, ridi ma rifletti.
Voto: 5 / 5
Àlen Loreti (24-05-2007)
Leggetelo a voce alta, il terzo romanzo di Cristiano Cavina. E non meravigliatevi se una volta terminato, vi capiterà di agitarlo come un rabdomante alla ricerca dei luoghi e delle atmosfere descritte dal narratore di Casola. «Un’ultima stagione da esordienti» è un omaggio al calcio e alla tradizione orale di queste terre: «Io sono solo il microfono attraverso il quale certe voci e certe storie si salvano e non sprofondano. Questo libro è un atto d’amore verso le persone alle quali ho voluto e voglio molto bene» spiega Cavina. Un incontro dedicato alla definizione di quella passione calcistica che segna la vita, le delusioni e i sogni di un piccolo paese della Romagna coinvolto nelle avventure calcistiche della squadra locale. Un anno di campionato provinciale vissuto da una truppa di tredicenni che s’intreccia con l’ultimo anno scolastico, prima di salutare l’infanzia. Tutto comincia da un campetto di ghiaia, nel cuore degli anni ’80 tra l’heavy metal degli Iron Maiden e la pioggia di Chernobyl, dove il pallone è il punto di partenza di una narrazione divertente e spesso commovente. Le storie di questi ragazzini – segnate da conflitti familiari, lotte scolastiche, allenamenti sofferti e trasferte da scongiurare – si mescolano con il tifo scalmanato, le chiacchiere da bar, le prediche dei frati, le espulsioni degli arbitri e la scaramanzia del Mister nell’ultima decisiva partita. Una trama ritmata da capitoli brevi e visioni felliniane, dove la comicità di scoprire che lo «strascins sia roba da ricchi» si fonde alla dolcezza poetica: «a Casola il cielo era un fazzoletto blu appoggiato alla cima delle colline». Un finale eroico in cui il destino dei protagonisti trascende i quattro gatti in copertina. Finita la lettura riponetelo nello scaffale tra Gargantua e Pantagruele di François Rabelais e la Guerra dei bottoni di Louis Pergaud. Già, perché ora l’esordiente Cavina merita la maglia di titolare.
Voto: 5 / 5
Lillipuzziana (13-05-2007)
Un altro Libro, di quelli con la L maiuscola, meraviglioso. Cavina, dopo tolintesac, non si smentisce affatto. A parte il fatto che lo adoro come scrittore, questo libro è a parer mio bello e completo: talvolta ironico e sottile, talvolta profondo, altre volte ancora commovente. Una scrittura che lascia il segno, semplice e scorrevole ma armoniosa, è quasi poesia. Bravo Cristiano, ti prego, continua così, l'Italia ha bisogno delle tue storie appassionate! PS=Lo consiglio a tutti, anche a tutte le ragazze che sono diffidenti perchè pensano che parli di calcio e basta; fidatevi, leggetelo perchè non è così, non vi pentirete.
Voto: 5 / 5
corrado besana sfreesurf@yahoo.it (11-04-2007)
Mi ci sono rivisto..tredici anni ed il sogno di essere Walter Zenga ed invece giocavo come portiere nel Concorezzo..i sogni,gli amici,il paese,le sfide con i paesi vicini,il bar del paese..tutto vero.Mi sono commosso e divertito nello stesso tempo,un libro imperdibile da far leggere a tutti i ragazzini che si ammazzano di tv e playstation.Uscite e giocate a pallone,questa e' la giovinezza.
Voto: 5 / 5
Miuren (05-04-2007)
Non ho letto il libro (solo le recensioni ed i commenti dei lettori) non conosco l'autore ma quel poco che sò mi ha spinto a comprarlo e rivedermi trentanni fa con le mitiche tepasport ai piedi (sognando le superga di claudio sala) una maglietta sudata ed il pensiero di vittoria in testa. Bravo Cavina!
Voto: 5 / 5
Milvia Comastri (14-03-2007)
Quando già si sorride leggendo le prime tre righe di un romanzo, beh, credo davvero che si tratti di una promessa e premessa di buona lettura. Non dico "ridere", ma sorridere, che è molto più importante, il sorriso: ti rimane più dentro, ti si accuccia nel cuore. E di sorridere mi è capitato già dopo le prime tre righe, anzi, tre e mezzo, in verità, iniziando l'ultimo romanzo di Cristiano Cavina. In tutti il libri di Cristiano c'è una mano che ti prende e ti tira dentro la pagina, senza forzature, con una sorta di gentilezza. Ma che lì, poi , ti tiene. E il sorriso continua, mischiato a volte con un senso di struggente nostalgia, ma di quella buona, che non incupisce. Un libro, questo, da consigliare a tutti, qualunque età si abbia, che si ami o non si ami il calcio. Perchè non solo di calcio si tratta: ma di crescita, di famiglia, di scuola, di vita, insomma. Il tutto narrato con un'abilità sorprendente, con una leggerezza che incanta.
Voto: 5 / 5
Luk-Min (08-03-2007)
Questo libro mi è piaciuto molto; pur avendo solo 29 anni mi lascia dentro parecchia nostalgia, perchè quelle storie di calcio popolare e spensierato che tutti noi abbiamo vissuto se ne sono andate per sempre; Cavina però è bravo a ricordarci che quei ricordi vivranno sempre nei nostri cuori e questo è il messaggio più importante. La storia è raccontata con un linguaggio semplice ed elementare ma con una grande capacità di trasmettere le situazioni più simpatiche e toccanti. Inadatto per un bambino(forse lo troverebbe poco stimolante), per un adulto assai nostalgico.
Voto: 4 / 5
simone simociccio@tiscali.it (11-02-2007)
Chi ha giocato a calcio in campetti polverosi, chi ricorda l'odore di canfora il sabato pomeriggio, chi ha fatto trasferte su macchine scassate per strade di provincia, chi pensa ancora che il centravanti debba avere il numero 9 e il secondo portiere il 12, chi non ha dimenticato la marcatura a uomo, dovrebbe leggere questo libro. Una specie di madeleine per noi trentenni che abbiamo calcato questi campi e vissuto questo tipo di calcio. Un libro importante soprattutto di questi tempi in cui il pallone ha perso tutto il senso che ha o che forse aveva. Simone
Voto: 5 / 5
augusto (27-01-2007)
Consigliatissimo a tutti quelli per cui la Coppa dei Campioni era la Coppa SOLO dei Campioni, a quelli che si sono sentiti dire almeno una volta "Non sederti sul pallone ché diventa ovale!", a quelli per cui non esistevano né Nike né Adidas ma solo le Tepa! Bravo, Cavina!
Voto: 5 / 5
Luca (23-01-2007)
Stupendo! Ogni volta che rivedo tutta la panchina del CASOLA e dell'allenatore in piedi con la testa di cinghiale imbalsamata sotto il braccio (ops! forse non dovevo dirlo!) scoppio a ridere come un pazzo! Leggere questo libro mi ha riportato con emozione al passato, ai tempi in cui il calcio era la vita. Spero che ci facciano un film. Grande Cavina.
Voto: 5 / 5
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