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Zadoorian Michael - Second hand. Una storia d'amore |
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Titolo | Second hand. Una storia d'amore |
| Autore | Zadoorian Michael | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
|  | | Dati | 2008, 318 p., brossura | | Traduttore | Foschini M. |
| Editore | Marcos y Marcos
(collana Gli alianti) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Mentre tutto il mondo è a caccia di novità ipertrendy e ipertecno, Richard è a caccia di cose "già vissute", che qualcuno non vuole più. Le fiuta, le scova, le vende, con l'entusiasmo di chi ha appena scoperto la luna. Uno stereo quadrifonico a otto piste. Una tuta da bowling anni Cinquanta. Un fermatovagliolo a forma di Cascate del Niagara. Nella sua vita, per il resto, non accade molto. Poi, di colpo, accade tutto. Muore la madre: manco a farlo apposta, gli lascia una montagna di oggetti e un pacchetto di foto scattate dal padre che gli fanno cambiare radicalmente idea sui genitori. E nel Satori Junk, il suo negozio, si materializza una ragazza meravigliosa, una vera e propria "dea del riuso": Theresa. Per lavoro e per missione, lei recupera animali abbandonati e li accoglie in un rifugio. Ma il rifugio è strapieno, nessuno li adotta, e lei è costretta, con profondo dolore, a "eliminarli". Richard è il romanticismo in persona, ma facilmente si imbozzola nel suo mondo di oggetti. Theresa è bizzosa, umorale, eterna indecisa... Giornate di miele si alternano a fasi di pura tempesta.
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.45 / 5claudia (04-06-2011) E' il primo libro che ho letto di Zadoorian.
Gran bella scoperta. L'autore è molto bravo, ricorda un pò Nick Hornby, ironico ma profondo allo stesso tempo.
Bella la storia. Particolare ed intensa.
Consigliato!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
silvia (29-04-2011) Un bel piccolo capolavoro. Grazie Zadoorian, grazie Marcos y Marcos. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
max (16-09-2010) bello davvero. il tono leggero nasconde riflessioni molto serie sulla vita, sui rapporti di famiglia, sulla responsabilità e sulla morte. peccato il finale, un po' "buttato via". ma resta un gran bel libro, da raccomandare assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annarita (21-01-2010) Richard è un ragazzo “junker” che vive in solitudine e alla ricerca di cose già vissute, abbandonate. La sua vita trascorre al ritmo della ricerca di oggetti del passato, oggetti semplici della vita quotidiana. Oggetti con i quali intrattiene le sue uniche relazioni. Oggetti nel cui mondo è imbozzolato ma che pure lo mettono in contatto con una strana ragazza: Theresa.
Anche Theresa ha a che fare con cose abbandonate, anzi per la verità non si tratta di cose bensì di animali: cani e gatti. Ma Theresa diversamente da Richard non riesce a dare loro una seconda chance, non può compiere quello che per lo Junker è un gesto di purezza cristallina, trovare un nuovo impiego per un oggetto abbandonato. Theresa quegli animali deve ucciderli.
La storia d’amore che si sviluppa è una storia in bilico, sospesa tra la distruttività di Theresa e la paura e la passività di Richard.
In mezzo a tutto ciò, la morte della mamma di Richard gli dà la possibilità di appropriarsi delle cose del suo passato. E sarà il ritrovamento delle foto scattate dal padre ad aiutarlo a dare un senso al rapporto d’amore dei suoi genitori, alle scelte da loro fatte nel corso della vita ed a liberarsi dei sensi di colpa per aver “deviato” le aspirazioni del padre e le aspettative della mamma.
Theresa, invece, dovrà pensare di eliminare sé stessa per poter accettare le cure di altri ed iniziare un percorso di guarigione.
Il libro è scritto in maniera molto semplice, Richard si racconta con spietata autoironia, descrive genuinamente la sua ripetitiva quotidianità, la vita che si compie giorno dopo giorno senza che nulla accada e senza che lui si lamenti. Michael Zadoorian scrive con leggerezza di dolori e solitudini, di abbandoni e morti ma anche di approcci timidi ed imbranati, di amore e speranza, di riconciliazione e gioia.
Il libro propone riflessioni sul nostro rapporto con le cose e le persone e lo fa senza peso, senza pretendere di istruire, divertendo piuttosto.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
armando (12-12-2009) bel libro, leggero ma vero e intenso Voto: 4 / 5 |  |  |  |
angela (02-11-2009) Due parole: Grazie Zadoorian! Davvero un gran bel libro e quando imbatto in questi piccoli capolavori inevitabilmente mi sento meglio. Non vedo l'ora di leggere il In viaggio contromano... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano (01-09-2009) Non fatevi ingannare dallo stile scorrevole ed apparentemente semplice di questo bellissimo romanzo: ogni pagina è densa di riflessioni ed idee per nulla banali, buttate lì quasi per gioco, con la leggereza di chi, pur essendo istruito, decide con cognizione di causa di fare nulla più che il rigattiere, e di fare del proprio mestiere una vera e propria filosofia di vita. Momenti esilaranti (come quello del primo rapporto tra il protagonista e Theresa) si alternano ad attimi toccanti che fanno venire le lacrime agli occhi (come il bellissimo finale, cetamente momento di riscatto per i due protagonisti).Consigliato a tutti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nicola angolomanzoni09@libero.it (20-06-2009) “Avete mai fatto caso che più una persona invecchia, più grande diventa la sua automobile? È come se il numero di anni trascorsi sulla Terra fosse direttamente proporzionale ai metri quadri di lamiera... Più si invecchia, più roba si possiede. Perché? Perché le cose ci proteggono. Sono una zavorra, una specie di sistema di resistenza passiva alla mortalità”.
Ridere, ridere, riflettere, riflettere, ridere... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca Martini (09-01-2009) Stupefacente. Non ho altri aggettivi per descrivere questo libro, cui ho dato il massimo dei voti non tanto per la tecnica narrativa, che pure c'è ed è ben congegnata, ma per il ritmo, la freschezza, la malinconia, la gioia, la verità che trasuda dalle pagine scritte da questo autore esordiente che colpisce il lettore con la sua leggerezza e l'abilità nel tenerlo attaccato alle pagine scritte.
Non mi capitava da un po' di leggere un libro di oltre 300 pagine in poche ore, senza fatica, senza guardare mai quanto mi rimaneva per finirlo.
Una filosofia, quella del junker, che diventa stile di vita e che anche noi dovremmo tenere sempre presente e magari, in qualche caso, anche fare propria. Un plauso a Marcos y Marcos per avere pubblicato questo libro che risale ormai a nove anni fa e che, nel 2000, negli Stati Uniti è stato un vero caso letterario, vendendo tantissime cose, ma, nonostante ciò, da noi è rimasto inedito fino ad ora, Strano paese l'Italia....
In conclusione, secondo me sarebbe un peccato non leggerlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valentina g info@libreriatralerighe.it (11-09-2008) Second Hand è un libro per chi crede di essere senza speranza. Per chi crede che la propria sia un’esistenza destinata alla solitudine, alla reiterazione di meccanismi vuoti - lavorare, tornare a casa, mangiare, guardare un po’ di televisione, dormire, lavorare - senza via di scampo. Senza esser tuttavia una favola. Perché Second Hand ci racconta di persone fatte di carne ed ossa, che combattono la sofferenza circondandosi di oggetti abbandonati da altri a cui dare un nuovo impiego, mettendosi addosso abiti più o meno belli, più o meno usati ma sempre degni di nota; di persone che hanno un po’smarrito i propri sogni, che si sono arrese al reale, senza per questo credere che la vita non possa riservare sorprese. Perché la gioia, la bellezza della condivisione, la bellezza di un altro essere umano sono dietro l’angolo che ci sorridono di un sorriso a cui non sappiamo resistere.
Lasciati andare, non sarà facile, per niente, ma tu lascia che sia.
Questo il messaggio, da afferrare al volo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Philo (02-09-2008) Carino e a volte triste. Interessante quando parla dei mercati di oggetti second hand, coinvolgente nella storia di amore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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