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Toews Miriam - In fuga con la zia. The flying Troutmans | Sono in tre, partono dal Canada, sfrecciano verso il confine messicano. Alla guida Hattie, giovanissima zia, tornata al volo da Parigi perché la sorella Min, tanto per cambiare, picchia in testa e lascia i figli da soli. Di fianco a lei Logan, pantaloni troppo larghi, parole poche ma precise, incise sul cruscotto con la punta del coltello: la sua musica Crucifucks, OutKast, Public Enemy, e gli piace sapere che in ogni angolo del mondo troverà uno straccio di campetto da basket dove tirare a canestro. Ha quindici anni, succhiotti sul collo, e il suo sorriso è come un uragano, eroina, partorire un figlio. Sul sedile dietro Thebes, undici anni, un fiume di parole, costruisce aquiloni e buoni regalo giganti che danno diritto a diventare attore, o ad affidarle dieci segreti da custodire. Viaggia con un enorme dizionario che la tiene attaccata alla terra, mentre i suoi pensieri volano sempre più su. Il suo saluto è "Bonjourno!", la sua sensibilità profetica, il suo umorismo irresistibile. Puntano al margine della California, al luogo sperduto nel deserto dove il padre si è rifugiato da anni, in esilio da un amore troppo difficile con la madre dei suoi figli. È un viaggio di sogni, giochi meravigliosi e parole, telefonate ad amori lontani. Nel vapore della doccia di un motel si vede chiaramente con chi stiamo, a cosa apparteniamo: seduti sul paraurti nel deserto apriamo finalmente le braccia a chi è dentro di noi.
Valentina g info@libreriatralerighe.it (04-01-2010) In fuga con la zia è un libro triste e allegro, come potrebbe dirlo un
ragazzino di dieci anni, come lo dicono le faccette impresse sulla
copertina. È un libro triste come lo è stare male senza capirne il
perché, come essere lasciati senza che nessuno te l’abbia veramente
detto, triste come un genitore che non c’è, come vedere qualcuno a cui
tu vuoi bene non stare bene. Però è anche un libro allegro, allegro
come una ragazzina con i capelli colorati, allegro come un adolescente
che gioca a basket, come un buono regalo, una poesia a te dedicata,
allegro come l’ironia macabra, come un campeggio, come prendere un cane
con te, allegro come sentirsi parte di qualcosa. E quindi, come tutte
le cose tristi e allegre è molto bello, soprattutto se, come Logan, uno
dei tre protagonisti di questo lungo viaggio dal Canada al Messico,
quando si tira un canestro a vuoto, si è convinti che quello dopo andrà
bene.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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