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Toole John K. - Una banda di idioti | Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui. È il principio primo che muove ogni altra idea, sogno e azione di Ignatius Reilly, uno dei massimi nemici del popolo americano di questo secolo. Immaginatevi una strana miscela fra un barbone, un Oliver Hardy impazzito, un Don Chisciotte grasso e un Tommaso d'Aquino perverso. Immaginatevi un gigante con baffoni e berretto verde da cacciatore che, fra giganteschi rutti e flatulenze, si vede costretto a continui attacchi contro un'America "priva di geometria e teologia". Attorno a lui, in una New Orleans trasformata in palcoscenico quasi dadaista, un coro di personaggi epici. Jones, negro in semischiavitù, la signorina Trixie, ottuagenaria sempre a caccia di prosciutti pasquali e, suo malgrado, dell'eterna giovinezza. Myrna, anarco-femminista di New York, che sfida con un serrato carteggio anima e sesso di Ignatius. Una mamma disperata, Santa Battaglia e l'agente Mancuso, pronti a consolarsi con partite di bowling. E poi, Yoghi, Rosvita e Batman, le Manifatture Levy, Gus Levy, signora e viziatissime figlie. Immaginatevi un diario del lavoratore, una summa teologica dell'assurdo, una rivolta di operai attorno a una croce eretta nell'ufficio contabilità, chilometri di archivio ridotti a zero in un minuto, un vecchio cliente umiliato senza scampo con una lettera di insolenze ineguagliabili. Prefazione di Stefano Benni.
armando (21-04-2012) Di questo libro ho apprezzato la storia, i personaggi e il modo in cui Toole lo ha scritto. Ignatius è un personaggio che non si fa amare; è sporco, mangione e scansafatiche. E' questa a mio avviso l'intuizione di Toole: Ignatius non sarà il vicino di casa ideale, d'accordo, ma almeno ha il coraggio di guardare con occhio critico la realtà che lo circonda (l'America misera e cinica). Sarebbe stato semplice, per Toole, presentarci un Ignatius bravo, buono e gentile e chiedere a noi lettori di amarlo (se poi Toole avesse aggiunto qualche nota di disgrazia personale e domestica, beh, il gioco era fatto). Troppo semplice. Ecco perché il lettore deve gettare lo sguardo un pò più in là, oltre le nebbie che, sinistre, avvolgono Ignatius...Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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