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Nori Paolo - La meravigliosa utilità del filo a piombo |
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Titolo | La meravigliosa utilità del filo a piombo |
| Autore | Nori Paolo | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,32
(Prezzo di copertina € 14,50 Risparmio € 2,18)
|  | | Dati | 2011, 199 p., brossura |
| Editore | Marcos y Marcos
(collana Gli alianti) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Cosa ci vuole per scrivere? Magari è un problema di braghe. Se ti sei macchiato le braghe e quelle che ti ha prestato tuo fratello sono troppo grandi, ti scendono, finisce che passi il tempo a tirarle su. Se le braghe cinesi che hai comprato per cinque euro alla bancarella ti sembrano strane, non fai che guardare come ti stanno in tutte le vetrine e gli specchi. E non ti resta il tempo di tirar fuori il taccuino per scrivere quello che vedi. Ecco, per scrivere, è meglio stare nelle proprie braghe. E dove si scrive? A casa tua, accerchiato da boscaioli che potano alberi con la motosega mentre tu cerchi di concentrarti, e ti fanno venire un nervoso che va ancora bene che non succede niente di brutto. Su treni che procedono con andamento che da dentro sembra rettilineo e uniforme, e a casa di Flavio, con le voci che ti chiamano dalla strada, e scopri che ce l'hanno proprio con te. E cosa si scrive? Si scrive dei bicchieri infrangibili, che avevano quel nome presuntuoso e così bello, e cosa avrà fatto il primo che ha visto un bicchiere infrangibile andare in mille pezzi, avrà telefonato a qualcuno? Si scrive di canzoni che in Italia non canteresti nemmeno se ti pagassero, e che in Unione Sovietica in cucine strettissime davanti a una vodka due cetrioli e un pane nero le canti con tanto piacere che quasi vorresti diventassero l'inno nazionale. Poi si prendono tanti treni, si va dove ci chiamano, si legge ad alta voce con leggero accento emiliano."
Media Voto: 4.5 / 5Giancarlo Tramutoli (06-04-2011) Un altro libro di discorsi pubblici che contiene quel gioiello di "Noi e i governi" che andrebbe diffuso nelle scuole per la sua potenza etica. Il solito Nori (la Mina divagante della letteratura italiana) che prendendo strade laterali, sentieri poco battuti, facendo percorsi strani e stranianti arriva alla fine (facendoci pensare, sorridere, emozionare) diritto alla meta. O, come direbbe un cronista sportivo, portando a casa il risultato. O, come direbbe un consulente azionario, ottimizzando il profitto diversificando gli investimenti. O, come direi io, dimostrando come quello che unisce due punti (la premessa e la conclusione) non è sempre una linea retta euclidea. O, come direbbe il muratore, usando la livella e il filo a piombo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alida airaghi (01-04-2011) Paolo Nori scrive discorsi: non solo,ovviamente.
Anche romanzi,articoli,interventi radiofonici. E traduce dal russo. Ma soprattutto scrive discorsi,nel senso che scrive nello stesso modo in cui parla,con gli intercalari,le ripetizioni,
le domande retoriche,i vezzi(a volte anche troppo esibiti) che si usano nel parlato quotidiano:colloquiale,dimesso,semplice. "L'aria,
dentro la macchina,diventa più aria,non so se mi spiego,come se avesse più senso, non so se mi spiego.", "Non so,per esempio,faccio un altro esempio.Non so per esempio quest'estate..", "Tre
multe, be'queste cose qua, adesso, io penso di no, ma lì è una questione, è difficile,son punti di vista..". In genere i suoi racconti un po' stralunati,surreali,ma sempre divertenti,li legge
in convegni,a teatro,all'inaugurazione di mostre:
come nel caso di questo volume,che raccoglie sei brani tutti "recitati" davanti a un pubblico,intrattenuto su argomenti e temi seriosi con argomenti e temi che hanno la levità e il gusto del vero umorismo. Credo che non si possa definire Nori un autore ironico,tantomeno
sarcastico: non si sente nella sua scrittura alcun aculeus mordace,alcuna risata sardonica.Ma amarezza disincantata sì, e quasi un candore stupito di fronte alla insulsaggine delle mode,al falso progresso della tecnica,ai paradossi della cultura post-moderna. Con un richiamo accorato al buon senso,a un criticismo onesto,alla saggezza della quotidianità. Insieme all'entusiasmo dichiarato per la poesia vera,e per una narrativa che non si riduca a divertissment da salotto. Insomma, non ci si può spacciare per conoscitori di Wittgenstein solo citando un abusato e alquanto banale aforisma, nè si può dissertare di musica contemporanea fingendosi assorti ammiratori di 4'33'' di Cage...Leggendo Nori si ride, e si pensa. Non è poco. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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