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Caponetti Giorgio - Quando l'automobile uccise la cavalleria |
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Titolo | Quando l'automobile uccise la cavalleria |
| Autore | Caponetti Giorgio | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 2011, 489 p., brossura |
| Editore | Marcos y Marcos
(collana Gli alianti) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Sono giovani, ci credono. Vogliono cambiare il mondo. Federigo Caprilli č il cavaliere volante. Bello, imprudente, sensuale: fa girare la testa alle principesse. Con il sorriso sulle labbra cavalca leggero, libera la potenza del cavallo, lo guida con una carezza sul collo. E salta pių in alto di chiunque altro prima. Emanuele Cacherano di Bricherasio č il conte rosso: ama il bello nell'arte, nella musica, nei motori. Sogna un progresso tecnologico che sfami il popolo, un'industria alleata delle classi lavoratrici. Finanzia una piccola fabbrica di automobili, ne sogna una pių grande. E i suoi sogni sembrano realizzarsi l'11 luglio 1899, quando insieme ad altre menti e capitali fonda la Fiat nel suo palazzo torinese. Caprilli e Bricherasio sono amici per la pelle. Si confidano progetti e segreti. Come quando Caprilli diventa maestro e campione internazionale, ma tardano ad arrivare i riconoscimenti che merita. Come quando Giovanni Agnelli assume il predominio in Fiat e Bricherasio si sente messo da parte, nutre strani timori. Poi Bricherasio muore all'improvviso, in circostanze oscure, mentre č ospite del duca di Genova nel castello di Aglič. Ha solo trentacinque anni. La sorella Sofia, disperata, si appoggia all'amico Caprilli, gli affida le carte del fratello. E tre anni dopo anche Caprilli muore all'improvviso, cadendo da cavallo per le vie di Torino, una sera d'inverno all'imbrunire.
giorgio g (20-04-2012) Nuoce al libro la suddivisione di ciascun capitolo in storia di Caprilli, storia di Bricherasio, storia di Agnelli, storia dell' Autore bambino e di suo nonno (cinquant'anni dopo). Ciō, dopo un centinaio di pagine, porta ad un senso di noia. A questo contribuisce, per buona parte del libro, l'indugiare su storie del passato - del passato remoto vorrei aggiungere - quali la vita nei reggimenti di Cavalleria o quella delle classi privilegiate con il suo contorno di balli, spettacoli e cacce alla volpe. Fortunatamente per l' Autore ed il lettore, il mondo stava cambiando e si affacciava, nella Torino di fine Ottocento, lo spirito imprenditoriale che avrebbe portato nel giro di pochi anni alla creazione dell'industria automobilistica che, come dice il titolo, uccideva il cavallo e la cavalleria. Se il lettore ha superato indenne la prima parte del libro, troverā nel seguito delle pagine di indubbio interesse. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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