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Come ho fatto cento film a Hollywood senza mai perdere un dollaro - Roger Corman - copertina
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TITOLO: Come ho fatto cento film a Hollywood senza mai perdere un dollaro; AUTORE: Roger Corman - in collaborazione ccon Jim Jerome; EDITORE: Lindau; COLLANA: Le comete - ; 1998 - CONDIZIONI: bross. edit. ill. - prima edizione it. - trad. di Giovanna Pecoraro - illustrazioni in b.n. fuori testo - OTTIME CONDIZIONI

Immagini:

Come ho fatto cento film a Hollywood senza mai perdere un dollaro

Dettagli

1998
304 p., ill. , Brossura
9788871802459

Voce della critica


scheda di Mosca, U. L'Indice del 1999, n. 04

È risaputo che molti grandi autori del cinema americano contemporaneo, come Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, James Cameron, Joe Dante e Jonathan Demme, hanno iniziato la propria carriera alla corte di Roger Corman, produttore e regista di film celebri e di culto come La piccola bottega degli orrori, Il pozzo e il pendolo, I selvaggi, Il massacro del giorno di San Valentino, Il clan dei Barker. Come i suddetti autori ci hanno spesso raccontato, è stato proprio Corman a insegnar loro come amalgamare quella giusta miscela di violenza, sesso e umorismo che sembra garantire una presa sul grande pubblico, fondamentale per poter anche riflettere sul mondo e sulla società. In tal senso, dai primissimi anni sessanta le strategie produttive di Corman (caratterizzate dal basso costo e da un controllo assoluto su ogni fase di lavorazione del film) sono sempre state considerate un modello per chiunque, in America, volesse fare un cinema indipendente. Così Roger Corman è diventato una specie di "leggenda vivente", una sorta di "mostro sacro", talvolta utilizzato in veste di attore (vedi la figura del direttore dell’Fbi in Il silenzio degli innocenti) come garanzia di un prodotto che è sì di intrattenimento, ma che sa anche andare al cuore delle cose, spesso denunciando le distorsioni del modello sociale americano. A ricondurre alla realtà i racconti leggendari su questo personaggio unico nella storia del cinema statunitense (più di cinquanta regie, oltre duecento produzioni) ci pensa il volume scritto dallo stesso Corman in collaborazione con il giornalista Jim Jerome, in cui in prima persona, e con l’ausilio di dichiarazioni di decine e decine di collaboratori più o meno famosi, viene ricostruita, con un andamento rigorosamente cronologico, la sua straordinaria carriera. Da semplice fattorino alla Twentieth Century Fox a regista nemico degli studios e produttore di film low budget di genere exploitation (termine col quale si indica lo sfruttamento di temi di attualità a fini commerciali), dal gangster movie agli adattamenti da Edgar Allan Poe, dalle opere sulle bande giovanili alla fantascienza di serie B. Ma il ruolo di Corman nei suoi quattro decenni di attività è diventato fondamentale soprattutto in virtù della gestione di un laboratorio permanente di cinema in cui gli apprendisti avevano la possibilità di imparare facendo ("da me non si imparavano soltanto le tecniche del mestiere, la preparazione, la preilluminazione, il dolly, il montaggio interno, il ritmo serrato; la mia scuola comprendeva materie come il marketing, la pubblicità, la distribuzione"), vedendosi poi aprire, come per magia, e in ragione di quella loro specifica frequentazione, la porta delle majors. Perché se è vero che alla scuola di Corman il boss manteneva un controllo assoluto su gestione economica e investimenti, ai suoi "studenti" veniva concessa la grande libertà di una responsabilità estetica e poetica totale.

Umberto Mosca

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La recensione di IBS

«La mia carriera ha rappresentato un’anomalia a Hollywood. Mi hanno chiamato in tutti i modi, da “re del film di serie B” a “papa del cinema pop”. Ho diretto più di 50 film indipendenti a basso costo, ne ho prodotti e distribuiti o distribuiti soltanto altri 250 per conto delle mie società, la New World Pictures e la Concorde-New Horizons. Mentre è tradizione a Hollywood che nessuno guadagni facendo cinema, comunque vadano le cose al botteghino, io sono riuscito a ricavare un profitto in 280 casi all’incirca, di quei 300. Pur essendo a basso costo, i miei film hanno partecipato a festival di prestigio, e sono stato il regista più giovane cui abbiano dedicato delle retrospettive alla Cinémathèque Française di Parigi, al National Film Theatre di Londra e al Museum of Modern Art di New York. E negli anni ’70, mentre producevo pellicole di genere exploitation vietate ai minori di 17 anni con la New World, importavo contemporaneamente dall’estero importanti opere d’autore, cinque delle quali vinsero l’Academy Award per il miglior film straniero». Niente male, non è vero? Ma scrivendo la sua autobiografia – con intelligenza, ironia, e un po’ di simpatica spavalderia – Roger Corman non si è limitato a fare la cronaca dei suoi successi. Ci ha invece raccontato – svelandocene trucchi e segreti – una avventura creativa e imprenditoriale che ha dello straordinario e che coincide con un pezzo importante della storia del cinema americano.

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Conosci l'autore

Roger Corman

1926, Detroit, Michigan

Regista e produttore statunitense. È il fondatore della «Factory», la celebre casa di produzione divenuta un crogiuolo di idee e di invenzioni, una specie di inarrestabile macchina da cinema che ha allevato e imposto una nutrita schiera di cineasti – da F.F. Coppola a M. Scorsese, da J. Nicholson a M. Hellman, da J. Dante a J. Demme, a molti altri – che si sono distinti per il gusto della ricerca linguistica e un grande senso dello spettacolo. Appena finita la guerra, studia alla Stanford University, poi a Oxford in Inghilterra e subito dopo inizia a collaborare con la 20th Century Fox come revisore dei soggetti. Nel 1954 il suo nome appare per la prima volta nei «credits» di un poliziesco, FBI Operazione Las Vegas di N. Juran. Successivamente scrive, sceneggia, dirige e produce oltre un centinaio...

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